Una lezione d'amore

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Una lezione d'amore
Una lezione d'amore.jpg
David e Marianne
Titolo originale En lektion i kärlek
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1954
Durata 96 min
Colore B/N
Audio sonoro (mono)
Genere commedia
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Allan Ekelund
Casa di produzione Svensk Filmindustri
Fotografia Martin Bodin
Montaggio Oscar Rosander
Musiche Dag Wirén
Scenografia P.A. Lundgren
Trucco Carl M. Lundh, Nils Nittel (non accreditato[1])
Interpreti e personaggi

Una lezione d'amore (En lektion i kärlek) è un film di Ingmar Bergman, realizzato nel 1954.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Si sente il suono di un carillon e tre pupazzi si muovono seguendo con lentezza la musica. Prima dei titoli di testa si sente una voce fuori campo che dice: "È una commedia che potrebbe diventare una tragedia. Ma tutto si risolve in bene. E perciò è una commedia. Non l'autore, non i suoi personaggi, ma la vita con i suoi piccoli trucchi e le sue complicazioni è la maestra che impartisce questa lezione".[2]

Il film inizia con la scena di Susanne che dice al suo amante, il ginecologo David, che vuole lasciarla: Disgraziato! Pretendi di essere un ginecologo e non hai mai capito una donna in vita tua! Uno che in tutta la vita deve guardare le donne in una prospettiva capovolta è inevitabile che diventi un po' suonato![3]".

David, che aveva deciso di divorziare vuole infatti riconciliarsi con la moglie Marianne e Susanne, visto fallire il matrimonio in cui sperava, è molto amareggiata.
Nello studio entra un'altra paziente ma David se ne va e, salito sull'auto guidata dall'autista, si lascia andare ai ricordi.
In un flashback si vede il primo incontro con Susanna che inizia con un battibecco e termina con un appassionato bacio. Nel secondo flashback si vedono i due amanti in una felice estate mentre guardano le stelle, vanno in barca, nuotano e si amano.
L'auto intanto arriva alla stazione e David, dopo aver detto all'autista di andarlo a prendere alla sera a Copenaghen, sale su un treno e si siede accanto a una donna (più tardi si capirà che è la moglie) mentre un passeggero scommette con lui che alla fine del viaggio riuscirà a baciare la donna. David inizia a leggere un libro e da esso cadono due fotografie dei figli, Puccio e Nix.
Con un altro flashback si vede David che si reca a trovare la famiglia in villeggiatura dove incontra la figlia Nix che lo informa che la mamma va tre volte alla settimana a trovare il suo amante, lo scultore Carlo Adamo, a Copenaghen.
Si ritorna quindi alla scena del treno e si vede Marianne e il passeggero che è stato respinto dalla donna che paga a David la scommessa. Marito e moglie fanno finta di non conoscersi e fingono un primo approccio. Intanto David ha scommesso nuovamente con il passeggero dicendo che questa volta sarà lui a riuscire a baciare la donna.
Nel flashback che segue si vede Marianne quando ha scoperto il tradimento del marito dopo aver trovato i due amanti insieme in albergo. La moglie intanto dice a David che è seccata del suo viaggio a Copenaghen che ha chiaramente lo scopo di spiarla, ma David la rimprovera per il tradimento e dice che vuole riconciliarsi con lei. Marianne gli risponde con una massima:

« L'amore è una spasmodica smorfia che finisce in uno sbadiglio. »

Ma lui insiste e alla fine, per fargli vincere la scommessa, la moglie lo bacia.
Segue un altro flashback dove si vede la scena del matrimonio con Carlo Adamo, matrimonio che non venne celebrato perché Marianne si era accorta di amare David, e poi una festa in famiglia per il compleanno del nonno dove Nix chiede al nonno se crede in Dio e il nonno le risponde:

« Sì, se per Dio intendi tutto ciò che è vita. Credo in questa vita, nella vita eterna, in ogni tipo di vita. La morte è solo una frazione della vita. Pensa che noia se ogni cosa fosse sempre la stessa. Ecco, la morte rinnova la vita per l'eternità »

Intanto il treno arriva a Malmö e alla stazione c'è Carlo Adamo che aspetta Marianne. Si recano così a Copenaghen tutti e tre insieme e poi in un locale dove Carlo Adamo riesce a far ubriacare David che si mette a corteggiare una ragazza. Marianne diventa gelosa e fa una scenata prendendo il marito a schiaffi e mettendosi a piangere. Alla fine marito e moglie si abbracciano e arriva l'autista che li accompagna in un albergo dove David prenota una stanza per la notte. Arriva lo champagne per due e il film termina con l'apparizione di Cupido nella camera dei due coniugi.

Analisi del film[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è lieve e si distingue per la raffinatezza dell'incastro e per l'intelligenza del dialogo. Viene raccontata una grave crisi coniugale in modo leggero. Non sempre i flashback sono perfetti, come nella scena del nonno e Nix dove il nonno non fa parte del sogno di David né di quello di Marianne, dal momento che nessun è presente. Inoltre lo scompartimento ferroviario assomiglia più a una immobile quinta teatrale. Ma, come giustamente scrive Nino Ghelli[4] "La prima impressione che si riceve del film è quella di una inconsueta sciatteria formale. E viceversa, a un esame più approfondito, appare evidente che anche sotto il profilo formale il film è costruito con estrema attenzione e sorveglianza e che fa parte del programma dell'autore la rinuncia al conseguimento di effetti di particolare vigore figurativo per conferire all'opera una atmosfera vagamente familiare e dimessa".

Il dialogo appare coinvolgente e appassionato e come scrive Guido Sammavilla[5]: "E una lezione sostanzialmente buona ma anche bella, diventata tutta poesia. E cioè intelligente, divertente, a momenti anche tremenda, narrata in ogni suo punto molto bene (teatralmente, se non sempre cinematograficamente) ricca di molte piccole verità e anche di qualche grande verità".

Titolo con cui è stato distribuito in varie nazioni[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Cameo del regista: Ingmar Bergman è l’uomo sul treno che porta un berretto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ”Non accreditato” significa che ha partecipato al film ma non compare nei titoli
  2. ^ Ingmar Bergman, Una lezione d'amore,1953
  3. ^ op. cit.
  4. ^ Nino Ghelli, Due film di Bergman, "Rivista del cinematografo, n. 2. 1961, p. 58.
  5. ^ Guido Sammavilla, Lezioni d'amore, "Letture", n. 4, 1961, pag. 300 e seguenti

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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