Una furtiva lagrima

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Una furtiva lagrima è una romanza appartenente a L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti.

È cantata da Nemorino nell'ottava scena del secondo atto, quando si accorge di una lacrima spuntare dagli occhi di Adina, la donna da lui amata, e capisce che anche lei ricambia: lei infatti è gelosa del fatto che il giovane attragga le ragazze del paese. In realtà lo corteggiano per l'eredità di un suo zio (Nemorino invece è convinto che sia merito dell'elisir d'amore, mentre si tratta soltanto di una bottiglia di Bordeaux vendutagli da Dulcamara).

L'aria è introdotta da un'arpa seguita poco dopo da un fagotto, che fornisce una sfumatura malinconica a tutta la melodia.

Il primo tenore a cantarla è stato Giovan Battista Genero nel 1832. Altri grandi tenori a cantarla sono stati Lorenzo Salvi, Antonio Poggi, Enrico Caruso, Alessandro Bonci, Beniamino Gigli, Tito Schipa, Bruno Landi (tenore), Ferruccio Tagliavini, Giuseppe Di Stefano, Nicolai Gedda, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Luigi Alva, Enrico Di Giuseppe, Luciano Pavarotti, José Carreras, Jerry Hadley, Roberto Alagna, Ramón Vargas, Massimo Giordano (tenore) e Juan Diego Flórez.

1leftarrow.pngVoce principale: L'elisir d'amore.

Libretto[modifica | modifica sorgente]

Una furtiva lagrima
negli occhi suoi spuntò:
Quelle festose giovani
invidiar sembrò.
Che più cercando io vò?
M'ama! Sì, m'ama, lo vedo.
Un solo istante i palpiti
del suo bel cor sentir!
I miei sospir, confondere
per poco a' suoi sospir!
I palpiti, i palpiti sentir
confondere i miei co'suoi sospir!
Cielo! Si può morir!
Di più non chiedo, non chiedo.
Ah, cielo! Si può morir d'amor.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

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