Un tocco di zenzero

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Un tocco di zenzero
Titolo originale Πολίτικη κουζίνα
Lingua originale inglese, greco, turco
Paese di produzione Grecia, Turchia
Anno 2005
Durata 108 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35 : 1
Genere commedia, drammatico
Regia Tassos Boulmetis
Sceneggiatura Tassos Boulmetis
Fotografia Takis Zervoulakos
Montaggio Yorgos Mavropsaridis
Musiche Evanthia Reboutsika
Costumi Bianca Nikolarizi
Trucco Evi Zafiropoulou
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un tocco di zenzero (Πολίτικη κουζίνα [Politiki kouzina]) è un film del 2003 diretto da Tassos Boulmetis.

In Italia è uscito nelle sale il 15 aprile 2005.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il professore di astronomia Fanis, greco di origine Rūm con l'hobby della cucina, in occasione della visita del nonno, ripercorre la sua vita sul filo dei ricordi, fino a reincontrare la sua amica d'infanzia – di cui era innamorato – per scoprire che le loro strade, separate dalla deportazione dei greci dalla Turchia, non potranno mai più reincontrarsi.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Film visivo che, attraverso le varie metafore delle spezie e della colorata cucina turco/ellenica, rientra in un certo filone "gastronomico" della cinematografia, che si riallaccia a film come Mangiare bere uomo donna di Ang Lee o l'italiano La finestra di fronte di Ferzan Özpetek, in cui i piatti vengono preparati e ripresi per evocarne non solo il sapore e l'odore, in un gioco di sinestesie particolarmente ricco, ma vengono utilizzati altresì per riallacciare le vite umane con il valore dei singoli piatti, quasi che il motto "siamo quel che mangiamo" possa applicarsi alle esistenze tout court dei personaggi stessi. Interessante è poi notare che il titolo del film si presta ad una doppia interpretazione: "Politiki" in Greco significa infatti sia "Politico", che "della Poli", cioè "della Città":per i Greci la Città per antonomasia è Costantinopoli/Istanbul.

Scene[modifica | modifica sorgente]

Singolari e di grande potenza espressiva sono, in particolare, la scena iniziale – apologia del gusto e del sesso – e quella di chiusura, malinconico raccordo tra l'astronomia e le spezie (sineddoche della cucina in generale: "Cucina politica", dal titolo originale del film) che "costellano" la vita del protagonista e rappresentano l'incontro tra la Macrostoria, con le sue ingiustizie e i suoi soprusi, e la Microstoria quotidiana piena di rimorsi e rimpianti ma anche di piccole, essenziali ma soprattutto "gustose" soddisfazioni.

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