Umma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Umma (disambigua).

Umma (in arabo: أمّة [umma], "comunità", "nazione", "etnia") è un termine arabo - derivante dalla radice <'-m-m> da cui origina anche il vocabolo أمّ [umm], "madre" - che ha acquistato con l'Islam il significato precipuo di "Comunità di fedeli", nel senso di "comunità di musulmani", senza alcun significato etnico-linguistico-culturale.

Con questo nome si indicò fin dall'inizio la prima organizzazione politica dei fedeli musulmani che a Medina (all'epoca Yathrib) vide nel 622 d. C. la luce grazie all'azione del profeta islamico Muhammad. La nozione di umma, tuttavia, non sempre impedì divisioni anche gravi, prodotte da dibattiti teologici da rivalità etniche e politiche. La prima rottura della Umma si ebbe nel VII secolo coi kharigiti, quindi con l'affermazione nell'VIII secolo dell'Emirato omayyade (poi Califfato) di al-Andalus e infine, nel 910, quando il fatimide Ubayd Allah al-Mahdi si proclamò guida universale (Imam) contro il califfato abbaside di Baghdad. La conseguenza fu l'opposizione di due logiche di successione: da un lato, presso i Fatimidi, l'Imam-Califfo doveva essere discendente di ʿAlī e di Fātima; dall'altro, vi erano coloro che accettavano come Califfo qualsiasi musulmano, anche se era preferibile che appartenesse alla tribù meccana dei Banu Quraysh.

Questa divisione ricorda esattamente la rottura più antica tra i sostenitori di Ali b. Abi Talib e il resto dei musulmani, che si verificò al momento di designare il quarto califfo: da un lato, appunto, ʿAlī, cugino e genero del profeta Maometto, appartenente come lui al clan dei Banū Hāshim; dall'altro Mu'awiya b. Abi Sufyan, appartenente al clan rivale dei Banū Umayya, dal quale prenderà origine la dinastia califfale Omayyade. Durante questa disputa i kharigiti rifiutarono il carattere dinastico del titolo di califfo, dovendo costui essere scelto a loro parere come il migliore tra i musulmani.

Il califfato è rimasto in vita, in mano ai Sultani ottomani, fino al 1924, anno in cui Mustafa Kemal Atatürk lo dissolse. Questo califfato turco era male tollerato da una parte del mondo arabo, ma riusciva a mantenere un'unità non meramente di facciata nel mondo musulmano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]