Umberto II de la Tour-du-Pin

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Umberto Le-Vieux de la Tour-du-Pin

Umberto Le-Vieux de la Tour-du-Pin (131222 maggio 1355) fu un Delfino del Viennois dal 1333 al 1349.

Umberto era figlio di Giovanni II, delfino del Viennois (12801319) e di Beatrice d'Ungheria (12901354), figlia di Carlo Martello d'Angiò.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giudicato severamente dai suoi contemporanei come un incapace ed un dilapidatore, Umberto II fu l'ultimo dei Delfini del Viennois. Non essendo dotato dell'ardire guerriero del fratello Ghigo VIII, egli venne annoverato soprattutto fra i pacifici. All'età di vent'anni fu improvvisamente chiamato a succedere al fratello, morto nel corso dell'assalto a un castello nei pressi di Voiron.

Avendo trascorso la sua giovinezza presso la corte di Napoli, egli intratteneva una corte fastosa nel suo castello di Beauvoir-en-Royans nel Delfinato, fatto mal considerato dai suoi contemporanei. A differenza dei suoi predecessori, egli non condusse più la vita itinerante da un castello delfinale all'altro, preferendo rimanere a Beauvoir

Egli creò il Consiglio del finale nel 1337, quindi una Corte dei Conti a partire dal 1340. Con l'approvazione di Papa Benedetto XII fondò nel 1339 la prima Università di Grenoble.

Dopo la morte del suo unico figlio, Andrea, avvenuta nel 1335, Umberto, abbandonata la speranza di avere un successore, decise di cedere la sua eredità. Nel 1339 egli fece inventariare le sue proprietà con lo scopo di venderle al papa, ma la trattativa con quest'ultimo fallì.

Fu Umberto che confermò il 29 maggio 1343, a Beauvoir-en-Royans, a 18 rappresentanti delle valli alpine, la Carta delle Libertà, già concessa da Ghigo VII nel 1244 agli abitanti del Briançonnais, ma di fatto inapplicata, dando così origine alla Repubblica degli Escartons.

Il 2 settembre 1345 egli s'imbarcò da Marsiglia per guidare la nuova spedizione delle Crociate di Smirne volute da Papa Clemente VI. Il 24 giugno 1346 sconfisse i turchi che assediavano Smirne.[1] La spedizione provocò spese enormi che vuotarono le sue casse. Rientrò in patria a settembre del 1347, vedovo (la moglie, Maria di Baux, era deceduta nell'Isola di Rodi) e finanziariamente rovinato.

Nel 1349 riuscì finalmente a cedere la sua signoria al re di Francia Filippo VI di Valois.

Per assicurarsi che il Delfinato, diventando un feudo del figlio primogenito del re di Francia, non fosse assimilato a qualsiasi altro bene della corona di Francia, Umberto stipulò a Romans-sur-Isère (oggi nel dipartimento di Drôme) il 29 marzo 1349 con il regno di Francia il Trattato di Romans. Con questo trattato fu istituito lo Statuto delfinale, che esentava da numerosi tributi i residenti del territorio del Delfinato. Inoltre veniva stabilito che il titolo di Delfino fosse attribuito al primogenito del re di Francia.

Dopo la cessione del Delfinato Umberto entrò nell'Ordine domenicano ove prese abito e voti. Nel 1351 fu nominato patriarca di Alessandria dei Latini.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 1332 Umberto sposò Maria di Baux, figlia del duca di Andria e di Beatrice d'Angiò. Dal matrimonio nacque un solo figlio:

  • Andrea (settembre 1333 – ottobre 1335)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La città portuale fu donata all'Ordine di Malta e rimase in mani cristiane fino al 1402

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Signore de la Tour-du-Pin Successore Blaz LTDP.png
Ghigo VIII de la Tour-du-Pin 1333-1349 estinzione della famiglia
Predecessore Delfino del Viennois Successore Dauphin of Viennois Arms.svg
Ghigo VIII de la Tour-du-Pin 1333-1349 Carlo V di Francia
Predecessore Patriarca latino di Alessandria Successore PrimateNonCardinal PioM.svg
Guglielmo di Chanac 1351-1355 Arnaud Bernard du Pouget

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