Ulrico II di Hanau

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Ulrico II di Hanau (Hanau, 1288Hanau, 23 settembre 1346) fu signore di Hanau.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ulrico II era figlio di Ulrico I di Hanau, signore di Hanau, e di sua moglie, Elisabetta di Rieneck.

Il governo[modifica | modifica sorgente]

Ulrico II succedette al padre nel 1305 circa e di lui sappiamo che nel 1310 firmò delle condizioni di assistenza militare reciproca con Giovanni di Boemia, uno dei figli dell'Imperatore Enrico VII di Lussemburgo.

Malgrado questi suoi ottimi rapporti con le istituzioni e la sua attiva carriera politica, inspiegabilmente, prima di morire, Ulrico II viene segnalato come fuorilegge anche se poi le sue condizioni giudiziarie vengono ritrattate.

Le acquisizioni territoriali e l'eredità dei von Rieneck[modifica | modifica sorgente]

Ulrico II acquistò nel 1316 dei diritti giudiziari sulla città di Brandenstein e metà dei diritti feudali sul castello di Schlüchtern, già di proprietà della famiglia della madre, di cui ricevette la seconda parte nel 1377 in cambio della vendita del castello di Büttert.

Nel 1320 egli ottenne da Ludovico IV la città di Bornheimerberg in pagamento per i servizi resi nel corso di una campagna in Alsazia, ottenendo il rinnovo di questo possedimento nel 1351 ad opera dell'Imperatore Carlo IV.

Nel 1333, inoltre, morì Ludovico V di Rieneck, fratello della madre di Ulrico II, il quale secondo un accordo stipulato nel 1296 con il cognato Ulrico I di Hanau, cedette tutti i diritti della casata di Rieneck ad Ulrico II essendosi estinta quella linea. Tuttavia, Ludovico V nel 1329 aveva decretato l'invalidità di questo passaggio, sollevando un putiferio di pretese da parte di altri feudatari della zona quali i vescovi di Magonza e Würzburg. Alla fine, dopo anni di contestazioni, Ulrico II riuscì ad ottenere l'eredità dello zio per intero, acquisendo i seguenti diritti feudali:

  • 1/2 del feudo di Bieber;
  • 3/4 del feudo di Lohrhaupten;
  • 1/2 del feudo di Partenstein;
  • 1/4 del castello e del feudo di Rieneck;
  • 1/2 del castello di Prozelten;
  • 1/3 del castello di Grumbach (gli altri due terzi erano passati dal 1309 all'arcidiocesi di Magonza);
  • una quota del castello di Rothenfels;
  • l'intero castello e la città di Lauda;
  • l'intera città di Osterburken (Burgheim);
  • il diritto di giurisdizione su Dörnigheim;
  • il diritto di giurisdizione su Schwarzenfels
  • numerosi diritti su Aktivlehen.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda Ulrico II nei documenti giunti sino a noi sono accreditate due date di morte: 2 settembre 1346[1] e 23 settembre 1346[2]. Quest'ultima ad ogni modo è quella più accreditata dagli storici in quanto riportato anche più tardi in un documento del 1343 col quale sua figlia Adelaide, monaca, venne autorizzata a visitare due volte all'anno la tomba del padre, posta nel monastero di Arnsburg.

Matrimonio e figli[modifica | modifica sorgente]

Ulrico II sposò nel 1310 Agnese di Hohenlohe (Prima del 1295 - 29 novembre 1346), figlia di Kraft I di Hohenlohe. La coppia ebbe i seguenti eredi:

  • Ulrico III. (1310 - 1369)
  • Reinhard, custode della cattedrale di Magonza
  • Kraft († 1382), canonico a Colonia, Magonza, Würzburg e Worms
  • Ludovico († d. il 1386), arcidiacono di Würzburg
  • Goffredo († d. il 1372), commendatore dell'Ordine Teutonico
  • Corrado († assassinato nel 1383), Abate dell'Abbazia di Fulda
  • Elisabetta († d. il 1365), sposata con Filippo V di Falkenstein
  • Adelaide († d. il 1378), sposò Enrico II di Isenburg
  • Agnese († d. il 1347), monaca nel convento di Patershausen
  • Irmengarda († d. il 1348), monaca nel convento di Gerlachsheim dal 1343 al 1347

Ulrico II, per la prima volta nel 1339, decretò il diritto di primogenitura, una delle disposizioni più antiche della Germania in questo senso. L'imperativo della primogenitura imponeva al primogenito il solo diritto di contrarre matrimonio, mentre tutti gli altri maschi doveva intraprendere la carriera ecclesiastica o militare senza avere eredi per evitare future divisioni dei domini paterni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Clemm, S. 239
  2. ^ Necrologio dell'abbazia di Klarenthal: Suchier, Genealogie, S.9, Anm. 11

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ludwig Clemm: Das Totenbuch des Stifts Ilbenstadt. In: Archiv für Hessische Geschichte und Altertumskunde. NF 19,2. Darmstadt 1936, S. 169-274. ISSN: 0066-636X
  • Walter Czysz: Klarenthal bei Wiesbaden. Ein Frauenkloster im Mittelalter 1298 – 1559. Seyfried, Wiesbaden 1987. ISBN 3-922604-10-2
  • Klaus Peter Decker: Klientel und Konkurrenz. Die ritterschaftliche Familie von Hutten und die Grafen von Hanau und von Ysenburg. In: Hessisches Jahrbuch für Landesgeschichte. 38.1988, S.23–48. ISSN: 0073-2001
  • Reinhard Dietrich: Die Landesverfassung in dem Hanauischen. Hanauer Geschichtsblätter. Bd 34. Hanau 1996. ISBN 3-9801933-6-5
  • Franziska Haase: Ulrich I., Herr von Hanau. 1281 – 1306. Maschinenschriftliche Dissertation. Münster 1925.
  • Fred Schwind: Die Landvogtei in der Wetterau. Diss. Frankfurt 1972.
  • Karl-Heinz Spieß: Familie und Verwandtschaft im deutschen Hochadel des Spätmittelalters. Steiner, Stuttgart 1993. ISBN 3-515-06418-4
  • Reinhard Suchier: Genealogie des Hanauer Grafenhauses. In: Festschrift des Hanauer Geschichtsvereins zu seiner fünfzigjährigen Jubelfeier am 27. August 1894. Hanau 1894.
  • Ernst J. Zimmermann: Hanau Stadt und Land. 3. Auflage. Hanau 1919, 1978. ISBN 3-87627-243-2
Predecessore Signore di Hanau Successore
Ulrico I 13051346 Ulrico III
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