Ulisse Stacchini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ulisse Stacchini (Firenze, 3 luglio 1871Sanremo, 1947) è stato un architetto italiano. Si fece conoscere nel mondo soprattutto per la progettazione della Stazione ferroviaria "Milano Centrale". Altra opera nota è lo Stadio Giuseppe Meazza di Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato a Roma si trasferì a Milano per iniziare a progettare edifici e negozi privati (come il famoso Ristorante Savini) seguendo i canoni dell'Art Nouveau.
Realizza un considerevole numero di edifici attraverso i quali il suo linguaggio liberty, legato fin dagli esordi alle esperienze della scuola austriaca: del 1903-04 è la casa Donzelli di via Gioberti 1 a Milano, cui fanno seguito, sempre nel capoluogo lombardo: la casa Cambiaghi di via Pisacane 22 (1904); le case Motta e Prisia rispettivamente in via Castel Morrone 8 e 19 (1905); la sistemazione interna del Banco Ambrosiano di via Clerici 2 (1906); la casa Apostolo di via Tasso 10-12 (1906-08); la casa Donzelli di via Revere 7 (1907-09); la sede del Credito Varesino in via Porrone 6 (1908); alle quali va aggiunta la villa Magnani a Induno Olona (1903-05).
Progetta inoltre una serie di edicole funebri al Cimitero Monumentale di Milano, tra cui ricordiamo le tombe Beaux e Pinardi (entrambe dei 1904).

Nonostante questa fitta sequenza di opere, il successo dovrà arridergli solo quando vincerà il concorso per la Stazione Centrale di Milano, bandito nel 1906, ma espletato solo nel 1911-12, e quello per il Cimitero di Monza, bandito per la seconda volta in due ordini di grado fra il 1912 e il 1914. Entrambi i progetti furono poi realizzatI fra il 1925 e il 1931.
Nel 1929 progetta la sede della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde di Pavia.[1]

Nel medesimo periodo, esattamente nel 1915, partecipa al concorso per la nuova sede della Cassa di Risparmio in piazza delle Erbe a Verona. Per la stessa Cassa di Risparmio realizzerà poi le sedi di Brescia, Lecco, Pavia, Gavirate, Gallarate e Legnano.
Nell'anno accademico 1913-14 sostituisce O. Nioretti, impegnato a Montevideo, nell'insegnamento alla Scuola di Architettura del Politecnico.

In seguito a recenti studi critici sono state attribuite a Stacchini altre due importanti opere milanesi: la casa di via Cavallotti 5 (1914, demolita) e quella di via S. Michele del Carso 24 (presumibilmente del medesimo periodo).

Nel dopoguerra partecipa ad alcuni importanti concorsi, ma la sua attività professionale si riduce sensibilmente, anche se mantiene l'incarico di insegnamento al Politecnico di Milano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. Vicini, Edilizia pubblica pavese fra le due guerre. Regesto e catalogazione, Pavia, 2002, p. 41.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 10929892