Ulf di Borresta

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Ulf of Borresta (norreno: Ulfr í Báristöðum, svedese: Ulf i Borresta) (... – ...) è stato non solo un mastro runico vissuto nell'Uppland dell'XI secolo, in Svezia, ma anche una vichingo di successo che fece per tre volte ritorno dall'Inghilterra con una parte del Danegeld.

U 344.
U 161.
U 336.

Prende il nome dal luogo che in moderno svedese si chiama Borresta o Bårresta (lingua norrena: Báristaðir[1] o BárastaðiR[2]).

Clan di Ulf[modifica | modifica sorgente]

Ulf apparteneva ad un clan in quella che oggi è la parrocchia di Orkesta, ed era il nipote paterno ed il successore di un uomo chiamato Ónæmr,[3] nome che significa "che impara lentamente". Ónæmr viene citato su molte pietre runiche, U 112, U 336 e probabilmente U 328[3] (che è un esempio di stile Ringerike[4]). Il nome del padre di Guðlaug sulla U 328 viene interpretato come Ónæmr, e Guðlaug ebbe un figlio chiamato Holmi che morì in Italia e che viene citato sulla pietra runica U 133.[5] Un altro cugino di Ulf di nome Ragnvaldr era il comandante della Guard variaga di Costantinopoli, e fece costruire la pietra runica U 112 in memoria di se stesso e della madre, figlia di Ónæmr.

Pietre runiche fatte da Ulf[modifica | modifica sorgente]

Ulf costruì la pietra U 328 e la U 336 in memoria dello zio Ónæmr che oggi si trova nella chiesa di Orkesta.[1] Scolpì anche le pietre U 160 e 161 per un suo parente acquisito dello Skålhammar (norreno: Skulhamarr).[1]

Pietre in memoria di Ulf[modifica | modifica sorgente]

Esistono sette pietre (U 344 e U 343) erette in memoria di Ulf, e furono tutte costruite assieme per formare il monumento di Yttergärde. La U 343 è scomparsa, ma la U 344 è tuttora presente presso la chiesa di Orkesta.

La U 344, in stile Pr3, fu ritrovata nel 1868 ad Yttergärde da Richard Dybeck.[6] Può essere datata alla prima metà dell'XI secolo a causa dell'utilizzo della runa ansuz per i fonemi "a" e "æ", ed a causa della mancanza di rune punteggiate.[7]

Questa pietra è importante perché commemora il fato che Ulf ricevette tre danegeld in Inghilterra.[6] Il primo lo ricevette da Skoglar Toste[8] nel 991,[5] il secondo da Thorkel l'Alto[8] nel 1012[5] e l'ultimo da Canuto il Grande[8] nel 1018.[5] Essendo passati numerosi anni tra i danegeld, è probabile che Ulfr sia ritornato in Svezia dopo ognuno di loro per vivere nel lusso.[9] Si tratta di un'impresa notevole sintetizzare una vita tanto avventurosa in così poche parole.[8][9]

La U 343 parla della morte di Ulf, e fu eretta in sua memoria dai figli Karsi e Karlbjörn.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Rundata
  2. ^ Nordisk runnamslexikon di Lena Peterson presso l'Institutet för språk och folkminnen.
  3. ^ a b Pritsak 1981:389
  4. ^ Fuglesang, S.H. Swedish runestones of the eleventh century: ornament and dating, Runeninschriften als Quellen interdisziplinärer Forschung (K.Düwel ed.). Göttingen 1998, pp. 197-218. p. 202
  5. ^ a b c d Pritsak 1981:392
  6. ^ a b Enoksen 1998:122
  7. ^ Enoksen 1998:124
  8. ^ a b c d e Jansson 1980:36
  9. ^ a b Enoksen 1998:125

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

archeologia Portale Archeologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di archeologia