Uebi Scebeli (sommergibile)

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Uebi Scebeli
SMG Uebi Scebeli.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo Sommergibile di piccola crociera
Classe Adua
Proprietà Regia Marina
Cantiere Tosi, Taranto
Impostata 11 gennaio 1937
Varata 3 ottobre 1937
Entrata in servizio 21 dicembre 1937
Destino finale autoaffondato dopo essere stato danneggiato da cacciatorpediniere britannici il 29 giugno 1940
Caratteristiche generali
Dislocamento in superficie 697,254 t
in immersione 856,397
Lunghezza fuori tutto 60,18 m
Larghezza 6,45 m
Pescaggio 4,66 m
Profondità operativa 80 m
Propulsione 2 motori diesel FIAT da 1400 CV totali
2 motori elettrici Magneti Marelli da 800 CV totali
Velocità in superficie: 14 nodi
in immersione: 7,5 nodi
Autonomia in emersione: 2200 mn a 14 nodi
o 3180 mn a 10 nodi
in immersione:7,5 mn alla velocità di 7,5 nodi
o 74 mn a 4 nodi
Equipaggio 4 ufficiali, 32 sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento [1]
Note
informazioni prese da Regio Sommergibile Uebi Scebeli

[senza fonte]

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L’Uebi Scebeli è stato un sommergibile della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 giugno 1940 fu inviato in agguato al largo di Cerigotto, ma fece ritorno alla base cinque giorni dopo senza riportare avvistamenti[2].

Svolse poi una seconda missione, in funzione difensiva, nel Golfo di Taranto[2].

Il 27 giugno 1940 lasciò Taranto al comando del tenente di vascello Bruno Zani, diretto in un punto 35 miglia a nordest di Derna, sua area d’operazioni[3][2].

Alle 6.30 del 29 giugno, mentre navigava in superficie lungo la rotta d’avvicinamento, avvistò i tre cacciatorpediniere britannici Dainty, Defender ed Ilex che si trovavano in mare nell’ambito dell’operazione inglese «MA 3» (di protezione al traffico convogliato britannico tra l’Egitto, Malta e la Grecia): queste navi avevano già affondato, due giorni prima, il sommergibile italiano Liuzzi, e pochissimo prima dell’Uebi Scebeli avevano attaccato ed affondato un altro sommergibile italiano, l’Argonauta[3][2].

L’Uebi Scebeli dovette effettuare l’immersione rapida – non era infatti in posizione adatta ad attaccare – e cercò poi, a quota periscopica, di portarsi all’attacco; rilevato però dai cacciatorpediniere inglesi, il sommergibile fu pesantemente bombardato con cariche di profondità che non riuscì ad evitare nonostante le varie manovre fatte, subendo così gravi danni[3].

Venuto forzatamente a galla, l’Uebi Scebeli, subito cannoneggiato e mitragliato, fu abbandonato dall'equipaggio, che aveva frattanto avviato le manovre di autoaffondamento; parte dei documenti segreti furono gettati in mare ed altri rinchiusi all'interno del sommergibile ormai irreparabilmente in via di affondamento, ma una scialuppa del Defender lo abbordò prima che colasse a picco e scese, insieme al comandante Zani che ancora non aveva abbandonato l’unità, al suo interno, dovendo però ritornare poco dopo sull’imbarcazione: colpito anche da un’altra cannonata a prua, infatti, il sommergibile affondò alle ore 7, nel punto 35°29’ N e 20°06’ E[3][2].

Tuttavia una parte dei cifrari gettati in acqua non affondò subito – nonostante tali documenti fossero muniti di pesi appositamente per questo scopo – e cadde così in mano inglese[3].

L’intero equipaggio dell’Uebi Scebeli fu recuperato – e fatto prigioniero – dai cacciatorpediniere britannici[2][3].

Il sommergibile aveva svolto 3 missioni offensivo-esplorative, percorrendo in tutto 1437 miglia in superficie e 149 in immersione[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Navypedia.
  2. ^ a b c d e f Regio Sommergibile Uebi Scebeli
  3. ^ a b c d e f "Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini ad oggi, p. 239-240-241"
  4. ^ Attività Operativa
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