Uccisione di animali
| Reato di Uccisione di animali fonte: Codice penale italiano |
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|---|---|
| Articolo | 544-bis c.p. |
| Competenza | tribunale monocratico |
| Procedibilità | d'ufficio |
| Arresto | no |
| Fermo | no |
| Pena prevista | reclusione da 4 mesi a 2 annii |
La uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall'art. 544-bis del Codice Penale ai sensi del quale: Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Una parte della dottrina recente ha etichettato questo reato coniando il neologismo "animalicidio", a sottolineare il parallelo realizzato dal legislatore tra questa fattispecie delittuosa e l'omicidio.
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[modifica] Elementi
[modifica] Oggetto
L'oggetto tutelato dall'ordinamento e proprio del reato in questione, è il sentimento verso gli animali, ovvero la sensibilità degli esseri umani nei confronti degli animali. Il nuovo testo, introdotto dalla legge n. 189/2004, supera la distinzione tra uccisione di animali altrui (precedentemente punita dall'art. 638 del Codice penale) e maltrattamento e uccisione di animale proprio o res nullius (precedentemente punito dall'art. 727 del Codice Penale, la cui formulazione è stata radicalmente modificata).
[modifica] Azione
L'azione esecutiva che costituisce il reato può essere integrata da tutte quelle fattispecie comportamentali che cagionano la morte di un animale. Tale condotta può essere costituita sia da un'azione sia da un'omissione. Ininfluente, al fine della rilevanza penale dell'atto, il mezzo impiegato per cagionare il decesso.
[modifica] Elemento soggettivo
L'uccisione dell'animale deve avvenire, come nel caso del delitto di Maltrattamento di animali, per dolo, anche eventuale.
[modifica] Approfondimenti
[modifica] Ratio della norma
La ratio della norma va individuata nell'esigenza «di tutelare l'esistenza in vita di qualsiasi animale domestico, selvatico o addomesticato, ponendolo al riparo da atti di crudeltà o non necessari»[1].
[modifica] Il concetto di "crudeltà"
Al fine di addivenire ad una puntuale definizione di "crudeltà" è bene riferirsi a quanto stabilito in merito dalla Suprema Corte: «la crudeltà è di per sé caratterizzata dalla spinta di un motivo abbietto o futile. Rientrano nella fattispecie le condotte che si rivelino espressione di particolare compiacimento o di insensibilità»[2], con «atti concreti di crudeltà, ossia l'inflizione di gravi sofferenze fisiche senza giustificato motivo»[3].
[modifica] Il concetto di "assenza di necessità"
Con riferimento alla definizione del concetto di "assenza di necessità", va detto che esso va valutato non solo alla luce di quanto disposto dagli artt. 52 e 54 del Codice Penale (che si riferiscono, rispettivamente, alla legittima difesa e allo stato di necessità) ma – anche in questo caso – alla luce di una massima della Corte di Cassazione: il concetto di necessità identifica «ogni altra situazione che induce all'uccisione o al danneggiamento dell'animale per evitare un pericolo imminente o un danno giuridicamente apprezzabile»[4].
[modifica] Uccisione di animali a seguito di maltrattamento
L'ipotesi di uccisione di animali a seguito di maltrattamento resta, comunque, sanzionata quale reato preterintenzionale: maltrattamento di animali con l'aggravante di aver cagionato la morte dell'animale, dovendosi applicare la regola di cui all'art. 83, comma 1, del Codice Penale.
[modifica] Uccisione di animale ad opera di altro animale
Non rientra nell'ipotesi di reato l'uccisione di un animale ad opera di un altro animale sfuggito al custode, trattandosi di evento colposo, che può generare solo una forma di responsabilità civile (art. 2052 del Codice Civile).
[modifica] Tentativo di uccisione di animali
Stante la recente entrata in vigore della norma, è ragionevole ipotizzare l'apertura di interessanti prospettive giurisprudenziali circa la linea di demarcazione tra il tentativo di uccisione di animali ed il loro maltrattamento.
[modifica] Testi normativi
[modifica] Note
- ^ Vincenzo STRIPPOLI, Tutela degli animali domestici, Maggioli, Sant’Arcangelo di Romagna (RN), 2005, pag. 19
- ^ Corte di Cassazione, 19 giugno 1999, n. 9668.
- ^ Corte di Cassazione, 11 ottobre 1996, n. 601.
- ^ Corte di Cassazione, 28 febbraio 1997, n. 1010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Organizzazioni italiane a favore dei diritti animali
- Ente Nazionale Protezione Animali
- Lega AntiVivisezione
- Lega Italiana Protezione Uccelli
- World Wildlife Fund Italia
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