Unione Nazionale Incremento Razze Equine

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L'UNIRE, Unione Nazionale Incremento Razze Equine, è un ente istituito con regio decreto 24 maggio 1932, n. 642 e voluto, tra gli altri, dal celebre allevatore forlivese Paolo Orsi Mangelli, colui che diede nome alla "legge Mangelli" del 1942, con la quale si riservava all'Unire «la facoltà di esercitare totalizzatori e scommesse al libro per le corse dei cavalli».

È ente di diritto pubblico, di primo livello, con sede in Roma, dotato di autonomia finanziaria, amministrativa e contabile e posto sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Indice

[modifica] Finalità dell'ente

I compiti principali dell'UNIRE sono:

  • Incentivare l'allevamento e il miglioramento di razze equine da competizione, in particolare purosangue inglesi e trottatori italiani. [1]
  • Tutelare la biodiversità e salvaguardia le razze equine minacciate di estinzione.
    e in generale prevede alla programmazione e allo sviluppo dell'ippicoltura in tutti suoi aspetti, sociali, economici, tecnici e culturali.
  • Controllare e valutare le strutture di allevamento, allenamento, addestramento, ippodromi e altre strutture destinate a competizioni sportive con l'uso del cavallo.
  • Curare la tenuta e la pubblicazione di tutti i registri genealogici del cavallo purosangue, trottatore e da sella italiano, certificati di origine degli stessi, registro passaggi di proprietà, compreso tutti i movimenti d'importazione ed esportazione.
  • Gestire le corse e le gare, fissando calendario di manifestazioni ippiche, organizzando la programmazione tecnica ed economica delle stesse
    e diffondere la dichiarazione dei partenti delle corse, con tutte le relative informazioni per effettuare regolari scommesse.
  • Diffondere i segnali TV delle trasmissioni delle corse e Redigere bollettini ufficiali, notiziari statistici e risultati delle corse.
  • Tutelare aspetti previdenziali e professionali degli operatori del settore ippico: allevatori, allenatori, fantini, allievi, guidatori, gentlemen rider, cavalieri, amazzoni, artieri, e ne concede e revoca le relative patenti.
  • Concedere e revocare i colori di scuderia ai proprietari.
  • Favorire l'uso del cavallo come strumento per la riabilitazione psico-fisica dell'uomo (Ippoterapia).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Sono chiamati Italiano da sella tutti i cavalli nati in Italia e registrati dall'U.N.I.R.E. nel Registro Genealogico dei Cavalli Selezionati.

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