TuttoTotò

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TuttoTotò
Totò cowboy.jpg
Totò in Totò Ciak
Paese Italia
Anno 1967
Formato serie TV
Genere commedia
Stagioni 1
Episodi 9
Durata 50 min (episodio)
Lingua originale italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore bianco e nero
Audio mono
Crediti
Ideatore Daniele D'Anza, Bruno Corbucci
Regia Daniele D'Anza
Soggetto Totò
Sceneggiatura Totò, Mario Amendola, Bruno Corbucci
Interpreti e personaggi
Fotografia Marco Scarpelli
Musiche Gianni Ferrio, Bobby Solo
Casa di produzione B.L. Vision
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 4 maggio 1967'
Al 6 luglio 1967
Rete televisiva RaiUno

TuttoTotò è una serie televisiva composta da 9 mediometraggi che Totò girò nel 1967, durante gli ultimi mesi della sua vita. Antonio De Curtis infatti avrebbe voluto riciclare per il piccolo schermo tutti i vecchi sketch teatrali degli anni d'oro.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ciascun episodio, che dura più o meno 50 minuti, ha un suo filo logico; ma l'elemento che li rende divertenti e interessanti è l'infinita raccolta di sketch che Totò ha inventato in tutta la sua carriera teatrale per poi inserirla nei film, recitati sempre assieme a delle "spalle" come Mario Castellani, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi e Nino Taranto.

In questa serie, il "Principe della Risata" usa buona parte del suo repertorio, come ad esempio la celeberrima farsa della "Stanza affittata a tre" ne Il grande maestro, l'altra dell'estetista pasticcione in Il tuttofare, tratta dalla commedia Bada che ti mangio!, sempre interpretata da Totò, l'ingegnosa trovata del "manichino" in Don Giovannino ed infine la celeberrima situazione del treno in Premio Nobel dove avviene il litigio del professor Serafino Bolletta (Totò) e l'Onorevole Cosimo Trombetta (Castellani) da cui scaturirà la battuta di De Curtis: "Ma mi faccia il piacere!!".
Infatti questa scenetta già era stata usata nel film Totò a colori.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Una foto di scena di Totò Ye Ye

Nella primavera 1966 la RAI propose per la prima volta a Totò una serie televisiva a puntate dove sfruttare e riutilizzare parte del suo repertorio teatrale (anche se alcuni di questi sketch erano già tuttavia stati utilizzati in alcuni film del comico napoletano).

La serie era originariamente composta di 10 episodi, in seguito rielaborati già in fase di riprese. La prima fase di riprese venne girata tra giugno e novembre 1966. Buona parte degli episodi vennero girati negli studi del Teatro delle Vittorie. nello stesso periodo Toto girò alcune brevi scene del film Operazione San Gennaro e del cortometraggio di Pier Paolo Pasolini La terra vista dalla luna dal film Le streghe.

Una volta presentati i montaggi preliminari alla commissione di messa in onda RAI nel dicembre 1966 tuttavia non andò tutto liscio dato che quest'ultima impose innumerevoli tagli e rifacimenti. Già Totò e i suoi sceneggiatori nei primi copioni cercarono il più possibile ad evitare battute sconvenienti, ma la commissione storse il naso lo stesso. La prima data di messa in onda così prevista per gennaio 1967 slittò a data da definirsi. Totò non accettò questo trattamento da parte dei dirigenti RAI, ma tuttavia ritornò sul set a rigirare buona parte degli episodi agli inizi del 1967.

Il critico Roberto Gervaso in un articolo su La domenica del Corriere del 18 dicembre 1966 riferi alcuni piccoli aneddoti censori criticando appunto l'accanimento di quest'ultima, dichiarando soprattutto che a causa delle modifiche gli episodi avevano perduto molto del loro spirito comico originale. In particolare Il tuttofare ebbe le maggiori manipolazioni. Anche Don Giovannino e La scommessa ebbero parecchi tagli, perlopiù su alcune battute (spesso improvvisate) del comico napoletano.

Anche alcune disorganizzazioni sul set contribuirono a peggiorare il risultato degli episodi. Il regista Daniele D'Anza a volte lasciò le riprese nelle mani del produttore e di altri componenti della crew, in quanto impegnato in altri progetti nello stesso periodo. L'operatore alla macchina da presa era il futuro direttore della fotografia Vittorio Storaro alle primissime armi nel mondo del cinema. Proprio a causa della sua inesperienza si può notare di come alcuni campi lunghi e primi piani non risultano molto precisi (come l'inquadratura iniziale di Napoli di Totò a Napoli).

Il gruppo musicale dei Royals nell'episodio Totò Ciak interpreta la canzone Una porta chiusa

Quando fu annunciato che il programma sarebbe iniziato ad andare in onda da giugno di quell'anno Totò con amarezza rispose che la tv non poteva relegarlo alla "stagione morta". In seguito alla sua protesta i dirigenti anticiparono la trasmissione a maggio, anche se ancora non erano effettivamente terminati i rifacimenti. Gli ultimi ciak vennero battuti tra il 5 e il 10 aprile 1967[1].

Il 15 aprile 1967 il comico napoletano morì improvvisamente lasciando incompleti alcuni episodi. Totò ciak e Totò a Napoli rimasero incompiuti nella colonna audio, e si può notare come la voce di Totò in alcuni tratti sia stata doppiata da Alighiero Noschese. Quest'ultimo chiese per compenso una cifra simbolica; ad essa aggiunse un proprio assegno di somma superiore ed inviò entrambi all'orfanotrofio di Sant'Antonio a nome di Totò.

Un altro episodio, Totò a natale, consistente in una festa di famiglia durante la quale Totò avrebbe dovuto far divertire gli ospiti con gag da showman, venne soppresso definitivamente attorno a marzo 1967 perché considerato improponibile in quanto immorale ed oltraggioso. Di quest'episodo non è sopravvissuta alcuna traccia, né filmica né fotografica né documentale; si tratta quindi probabilmente dell'unico film del comico napoletano andato interamente perduto.

Il penultimo episodio, Totò Ye Ye, rimase incompleto di due scene e non venne trasmesso alla data annunciata di messa in onda, ossia fine giugno 1967. Solo nei primi anni '90 fu possibile vederne uno spezzone di circa dieci minuti pubblicato in videocassetta. E' stato infine trasmesso integralmente per la prima volta in tv su Rete 4 nel 1997. Commercialmente è stato pubblicato in versione integrale nel 2008 in DVD, ed è stato in seguito trasmesso anche da Raitre il 26 dicembre 2011. L'incompletezza del girato può essere notata dalla durata dell'episodio, che è il più breve di tutti, almeno nel montaggio provvisorio in pellicola 35mm ritrovato negli archivi RAI negli anni '80 da Giancarlo Governi: 40 minuti scarsi incluse le sigle contro i 50 degli altri.

La trasmissione dell'intera serie fu replicata nell'estate del 1978, in 2^ serata, su RAI 1. L'intera serie è stata pubblicata in DVD dalla Elleu tra il 2007 e il 2008.

Sigla[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora per la serie fu realizzata da Gianni Ferrio; è composta da un solo brano, eseguito strumentalmente durante le scene degli episodi ed in versione cantata da voci femminili (con sottofondo di una voce maschile) durante i titoli di testa. Per i titoli di coda fu adottata invece Non c'è più niente da fare di Bobby Solo che, anche grazie ai passaggi in televisione, ottenne un grande successo.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Gli episodi per titolo e data di trasmissione:

Il latitante 4 maggio 1967
Il tuttofare 10 maggio 1967
Il grande maestro 13 maggio 1967
Don Giovannino 18 maggio 1967
La scommessa 25 maggio 1967
Totò Ciak 8 giugno 1967
Totò a Napoli 13 giugno 1967
Totò Ye Ye annunciata il 29 giugno 1967, non avvenuta
Premio Nobel 6 luglio 1967

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scene musicali e sketch del contrabbasso di Totò Ye Ye

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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