Tuono

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Un temporale a Piracicaba (Brasile)

Il tuono è il rumore provocato dal fulmine che, a seconda della natura del fulmine e della distanza dall'osservatore, può manifestarsi come un colpo secco e forte oppure come un rombo basso e prolungato.
Il fulmine causa un forte aumento di pressione e temperatura che a sua volta provoca la rapida espansione del canale ionizzato prodotto dal fulmine stesso: l'espansione dell'aria produce infine un'onda d'urto che si manifesta col rumore del tuono.

Cause del tuono[modifica | modifica wikitesto]

La prima teoria sulle cause del tuono di cui si abbia traccia è attribuita al filosofo greco Aristotele nel III secolo a.C.: una primitiva speculazione lo faceva derivare dalla collisione delle nuvole.
Si susseguirono molte altre teorie tra cui quella di metà del XIX secolo con la quale si riteneva che il fulmine producesse il vuoto.

Nel XX secolo si affermò l'ipotesi che il tuono fosse causato dall'enorme spostamento d'aria provocato dal fulmine nell'atmosfera a seguito della improvvisa espansione termica del plasma nel canale ionizzato. In una frazione di secondo, l'aria viene riscaldata a circa 28.000 °C: ciò provoca la sua espansione verso l'aria circostante più fresca a una velocità superiore a quella che avrebbe il suono che viaggia appunto nell'aria fresca. Ne consegue un'onda d'urto, simile a quella provocata da un'esplosione o dal fronte di un aereo supersonico: è proprio l'onda d'urto che genera il tuono, il quale può manifestarsi come un colpo secco e improvviso se il fulmine scocca vicino all'osservatore o come un rumore diffuso e prolungato per effetto dell'eco e del rimbombo se scocca in lontananza.

Più recentemente, questa ipotesi è stata messa in discussione per via del fatto che la pressione che si crea nei fulmini simulati risulta maggiore di quella raggiungibile con il solo surriscaldamento. Ciò ha portato a delle proposte alternative che si basano sugli effetti elettrodinamici della intensa corrente che agisce sul plasma nel canale ionizzato.

Calcolo della distanza[modifica | modifica wikitesto]

Il rombo del tuono segue normalmente di alcuni secondi il bagliore del lampo, a dimostrazione che la luce viaggia a velocità maggiore rispetto al suono: misurando il tempo che intercorre tra la visione del lampo e la percezione del suono è possibile determinare a quale distanza si è verificato il fenomeno.

Per poterla determinare, bisogna innanzitutto tenere presente che il suono a 20 °C viaggia a circa 343 m/s mentre la luce viaggia a circa 300.000 km/s.

Supponiamo ora che il fulmine cada a 1 km di distanza dall'osservatore: quest'ultimo vedrà il suo bagliore pressoché istantaneamente (ad essere precisi dopo 0,0000033 s, ovvero 3,3 µs[1]) mentre il suono sarà percepito dopo 2,9 s[2]. Analogamente, se il fulmine cade a 10 km di distanza, la luce impiega 33 µs (praticamente trascurabili) per rendersi visibile e il suono 29 s per essere percepito.

In pratica, basta dividere per 2,9 l'intervallo di tempo in secondi che intercorre tra la visione del fulmine e la percezione del suono, per avere la distanza in chilometri alla quale si è verificato il fenomeno.

Equivalentemente (vedi par. successivo), considerando, come visto, trascurabile il tempo impiegato dalla luce a raggiungere l'osservatore rispetto a quello impiegato dal suono, si può moltiplicare l'intervallo di tempo intercorso tra la visione del lampo e la percezione del suono per 343 m/s (la velocità del suono) per avere la distanza in metri alla quale si è verificato il fenomeno.

Il tuono è raramente udito a distanze superiori ai 24 km.

Formule[modifica | modifica wikitesto]

Se con T_l indichiamo il tempo impiegato dalla luce che viaggia a velocità V_l a percorrere la distanza d esistente tra il punto in cui si è verificato il fulmine e l'osservatore e se con T_s indichiamo il tempo impiegato dal suono che viaggia a velocità V_s per coprire la stessa distanza d, abbiamo:

T_l = \frac{d}{V_l}

T_s = \frac{d}{V_s}

Poiché ciò che misuriamo è la differenza tra T_s e T_l, abbiamo:

T_s-T_l=\frac{d}{V_s}-\frac{d}{V_l}=d \cdot (\frac{1}{V_s}-\frac{1}{V_l})

Poiché V_l>>V_s, ossia 1/V_l<<1/V_s, possiamo trascurare 1/V_l dalla formula, ottenendo:

T_s-T_l=\frac{d}{V_s}

Infine, poiché T_s>>T_l, possiamo trascurare T_l, ottenendo:

d = V_s \cdot T_s=0,343 \cdot T_s

dove d è in km e T_s in secondi. GG

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1km/(300.000 km/s) = 0,0000033 s
  2. ^ 1 km/(0,343 km/s) = 2,9 s

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