Tsurezuregusa

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Yoshida Kenko

Tsurezuregusa (徒然草? lett. Appunti presi durante le ore d'ozio, tradotto anche come Ore d'ozio o Saggi sull'ozio) è una raccolta scritta da Yoshida Kenkō tra il 1330 e 1332, composta da 243 prose, di varia lunghezza, nelle quali si tratta degli argomenti più vari, spesso esprimendo giudizi contrastanti sui medesimi oggetti, dovuti alla diversità del tempo di composizione o al variare degli stati d'animo. Tuttavia l'opera contiene motivi conduttori che richiamano i concetti del buddhismo zen.

La raccolta è considerata ampliamente un gioiello della letteratura giapponese e uno dei tre lavori rappresentativi del genere letterario Zuihitsu, insieme a Makura no Sōshi e Hōjōki.

Struttura e contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Tsurezuregusa comprende una prefazione e 243 prose ( dan?), di varia lunghezza. Kenko, essendo un monaco buddista, scrive verità del buddhismo, e i temi della morte e dell'impermanenza prevalgono all'interno del lavoro, ma la raccolta contiene anche brani dedicati alla bellezza della natura così come alcuni sugli incidenti divertenti. L'opera originale non è stata divisa o numerata e può essere fatta risalire al 17° secolo.

L'opera prende il nome dalla sua prefazione:

つれづれなるまゝに、日暮らし、硯にむかひて、心にうつりゆくよしなし事を、そこはかとなく書きつくれば、あやしうこそものぐるほしけれ。
Tsurezurenaru mama ni, hikurashi, suzuri ni mukaite, kokoro ni utsuriyuku yoshinashigoto wo, sokowakatonaku kakitsukureba, ayashū koso monoguruoshikere.

Nella traduzione di Donald Keene, つれづれ (tsurezure) viene reso come "avere niente di meglio da fare":

« What a strange, demented feeling it gives me when I realise I have spent whole days before this inkstone, with nothing better to do, jotting down at random whatever nonsensical thoughts that have entered my head.
(IT: Che strana sensazione di demenza mi dà quando mi rendo conto che ho passato giorni interi di fronte a questa pietra da inchiostro, senza niente di meglio da fare, annotando a caso qualsiasi pensiero senza senso entrato nella mia testa.»


La traduzione di George Bailey Sansom lo rende invece così:

« To while away the idle hours, seated the livelong day before the inkslab, by jotting down without order or purpose whatever trifling thoughts pass through my mind, truly this is a queer and crazy thing to do!
(IT: Ingannare le ore di inattività, seduto tutto il santo giorno davanti alla lastra da inchiostro, ad annotare senza ordine né scopo qualunque insignificante pensiero passi attraverso la mia mente, veramente questa è una cosa strana e folle da fare!»

Traduzione[modifica | modifica wikitesto]

La traduzione più nota in lingua inglese è quella di Donald Keene (1967). Nella sua prefazione, Keene afferma che, delle sei traduzioni fatte prima in lingua inglese e tedesca, quella di George Bailey Sansom si distingue dalle altre. L'opera è stata pubblicata dalla Asiatic Society of Japan nel 1911 come The Tsuredzure Gusa of Yoshida No Kaneyoshi. Being the meditations of a recluse in the 14th Century. L'edizione italiana del 1975 (Adelphi) è basata sulla traduzione di Keene, resa in italiano da Adriana Motti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chance, Linda H (1997). Formless in Form: Kenkō, Tsurezuregusa, and the Rhetoric of Japanese Fragmentary Prose. Stanford: Stanford UP. ISBN 978-0804730013
  • Keene, Donald (1998). Essays in Idleness: The Tsurezuregusa of Kenkō. New York: Columbia UP. ISBN 978-0231112550

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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