Tsukasa Hōjō

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Tsukasa Hōjō

Tsukasa Hōjō (北条司 Hōjō Tsukasa?) (Kitakyushu, 5 marzo 1959) è un fumettista e character designer giapponese noto in Italia soprattutto per le serie manga e anime Occhi di gatto, City Hunter e Angel Heart.

È fra i mangaka che meno si è lasciato influenzare dal mercato internazionale e dai gusti delle nuove generazioni occidentali. A questo proposito, è stato tra i primi autori nipponici ad opporsi all'occidentalizzazione dei manga.[1] Eppure, nonostante la sua stretta aderenza ai canoni giapponesi, il suo stile di disegno e di narrazione rimangono "occidentali" in senso classico, cioè caratterizzati da elevato realismo. Fanno eccezione le frequenti scene umoristiche in cui descrive situazioni surreali, facendo ricorso ad espressioni esasperate, al limite del super deformed.

Le sue opere sono orientate soprattutto ad un pubblico adulto, più che per i vaghi riferimenti sessuali o i fatti sanguinosi, per la profondità delle situazioni che spesso analizzano l'animo umano nei suoi lati più complessi e meno visibili. L'aggiunta di una buona dose di umorismo aiuta sempre ad alleggerire ed a rendere godibile la lettura.

Un'altra caratteristica peculiare di Hōjō è quella di inserire di frequente piccoli cameo di personaggi di sue opere precedenti, o far ricorrere luoghi e caratteristiche: ne sono classici esempi il bar Cat's eye, presente sia in Occhi di gatto, sia in City hunter e in Angel Heart, ed il locale Nekomanma, che compare sia in City Hunter che in Family Compo.

Hōjō è stato il mentore di Takehiko Inoue, il creatore di Slam Dunk e Vagabond, che ha fatto parte del suo staff durante la realizzazione di City Hunter. Inoltre è amico di lunga data di Tetsuo Hara, creatore assieme a Buronson di Ken il Guerriero. Hojo ha lavorato sul character design di Reina, un nuovo personaggio femminile introdotto nel film di animazione Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto uscito in Giappone nel 2006.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rivista Mangazine n.1 (aprile 1991)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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