Trussardi

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Trussardi
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Stato Italia Italia
Fondazione 1911 a Bergamo
Persone chiave Dante Trussardi (fondatore)
Settore casa di moda
Sito web www.trussardi.com

Trussardi è una casa di moda italiana, fondata nel 1911 da Dante Trussardi come azienda di guanti, e passata nel 1970 a Nicola Trussardi, che ha reso l'azienda uno dei più importanti marchi di moda mondiali.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1911 dal pellettiere Dante Trussardi, la Trussardi nasce come azienda per la produzione di guanti pregiati. I prodotti della Trussardi ottengono talmente successo, da diventare fornitore della casa reale inglese.

Nel 1970 subentra alla direzione della azienda Nicola Trussardi, nipote di Dante, che lancia una nuova serie di accessori moda come valigie, borse e giacche di pelle. Nel 1983 viene lanciata la prima linea di abbigliamento pret-a-porter con la sfilata Donna al Teatro, tenutasi alla Scala di Milano, che ottiene un enorme successo. Vengono lanciati anche i marchi Tru Trussardi, Trussardi Jeans e Trussardi Junior, e le linee moda si allargano anche nel campo dei profumi (Trussardi Perfumes) e degli occhiali da sole (Trussardi Eyewear).

Dal 1986 il marchio Trussardi comincia ad essere utilizzato al di fuori dell'ambito della moda. Vengono infatti disegnati gli interni delle Alfa Romeo e dei velivoli DC9 dell'Alitalia.

Dal 2002, l'amministrazione dell'azienda, che presenta numerose collezioni di successo ed ha in programma di aprire altri ottanta negozi nel mondo tra il 2013 ed il 2016, è in mano a Beatrice Trussardi, mentre sua sorella Gaia Trussardi ne è la direttrice creativa; la loro madre Maria Luisa ed il loro fratello Tomaso Trussardi (attuale marito della showgirl Michelle Hunziker) possiedono anch'essi un quarto delle quote dell'azienda, che nel 2013 ha un patrimonio complessivo di circa centoquattordici milioni di euro, compresi diversi immobili, tra cui il ristorante in piazza della Scala a Milano[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mattia Pagnini, settimanale Dipiù, pag. 28 del n. 25 del 1 luglio 2013, direttore responsabile Sandro Mayer

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]