Trotula de Ruggiero

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Trotula de Ruggiero

Trotula de Ruggiero[1], conosciuta anche con il nome di Trottula, Trotta, Trocta o Troctula (... – ...) è stata un medico italiano che, nell'XI secolo, operò nell'ambito della scuola medica salernitana.

A lei è attribuito, pur con qualche controversia, il trattato De passionibus mulierum ante in et post partum, edito a stampa solo nel 1544, a Strasburgo, nell'edizione tarda di George Krant. Il De passionibus segna la nascita dell'ostetricia e della ginecologia come scienze mediche. Tra le importanti nozioni in esso contenute, vi è la necessità di suturare chirurgicamente le lesioni perineali[2].

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Salerno, dalla nobile famiglia De Ruggiero, famosa al suo tempo per aver donato a Roberto il Guiscardo parte dei propri averi per la costruzione del Duomo di Salerno,

Grazie alle sue origini, Trotula ebbe l'opportunità di intraprendere studi superiori e di medicina. Visse e operò al tempo dell'ultimo principe longobardo di Salerno, di Gisulfo II, probabilmente prima dell'arrivo in città del medico Constantino l'Africano.[3]

Sposò il medico Giovanni Plateario, da cui ebbe due figli, Giovanni junior e Matteo, che proseguirono l'attività dei genitori e i quali, insieme al genitore, sono ricordati come Magistri Platearii.

La controversia sulla storicità[modifica | modifica wikitesto]

Trotula è la più nota tra le mulieres Salernitanae ovvero le appartenenti a quella cerchia di studiose che insegnavano o erano attive intorno alla Scuola medica di Salerno. La sua figura fu celebre nel Medioevo in tutta Europa, in particolar modo per gli studi legati alla sfera femminile. L'idealizzazione della sua figura, divenuta quasi leggendaria, ha portato alcuni studiosi a metterne in dubbio la storicità.

Opere e controversie sulla loro attribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi De passionibus mulierum ante in et post partum, De ornatu mulierum e Practica secundum Trotam.

La ricostruzione della sua opera è tuttavia legata a una complessa querelle storiografica che ha visto nel tempo il sorgere di una controversia sull'attribuzione di alcune sue opere. In particolare storici come Hieserman o i coniugi Singer hanno ritenuto una forzatura di Salvatore De Renzi l’attribuzione a Trotula del “De mulierum passionibus” il trattato che segna la nascita dell’ostetricia e della ginecologia come scienze mediche. Tale opera viene, infatti, attribuita dagli autori citati a Eros, liberto di Giulia figlia di Augusto.

La presenza di Trotula nella Scuola Medica Salernitana, secondo i suoi sostenitori, è suffragata anche dalla sua coerenza sia con la cultura medievale longobarda, in cui la donna condivideva con l’uomo le responsabilità politiche e religiose e spesso anche militari, sia con l'organizzazione stessa della scuola medica, che non precludeva l’accesso alle donne all’arte medica né al divenire Magistra. A sostegno di quest'ultima affermazione, va ricordata la circostanza secondo cui la salute delle donne nel medioevo era affidata esclusivamente a mani femminili.

Per alcuni commentatori (tra i quali la psicanalista Pina Boggi Cavallo) la querelle e la progressiva trasfigurazione in leggenda della figura di Trotula segnano la scomparsa dell’importanza delle donne nella storia della medicina, da allora in poi relegate a ruoli marginali, portatrici di una cultura popolare delle cura.

Menzioni letterarie e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Trotula è poi menzionata dal poeta satirico Rutebeuf nel XII secolo nel suo Dit de l'Herberie, il cui protagonista è un erborista ciarlatano al servizio di una dama salernitana di nome Trotte; o ancora come personaggio leggendario nei "Racconti di Canterbury" di Chaucer come dame Trot.

Un segno dell'importanza di questa mulier salernitana la riscontriamo nel fatto che venne a lei dedicato il conio di una medaglia di bronzo diffusa a Napoli nel 1840 e conservata nel Museo provinciale di Salerno.

Nel 2013 è stato pubblicato Trotula, opera in cui l'autrice Paola Presciuttini ricostruisce in maniera romanzata la sua vita.[4]

Trotula Corona è il nome attribuito in suo onore a una formazione esogeologica del pianeta Venere: la corona, precedentemente indicata come Trotula Patera, ha un diametro di 146 km ed è ubicata a 41.3 di latitudine e 18.9 di longitudine.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Trotula sulle malattie femminili sono state le prime alla base della moderna medicina. La sua competenza si allargava anche alla chirurgia e alla cosmesi.

Traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Il De passionibus mulierum in traduzione italiana, fortemente interpolata, è incorporato nell'edizione aldina di Medici Antiqui Omnes, Venezia, 1547
  • Sulle malattie delle donne, a cura di Pina Boggi Cavallo, traduzione di Matilde Nubiè e Adriana Tocco, Torino, 1979
  • Trotula: un compendio medievale di medicina delle donne, a cura di Monica H. Green; traduzione italiana di Valentina Brancone, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2009
  • De ornatu mulierum - L'armonia delle donne, a cura di Piero Manni, con interventi di Eva Cantarella e Andrea Vitali, San Cesario di Lecce, Manni 2014.

Pubblicazioni scientifiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Trotula, il medico» di Ferruccio Bertini, p. 99, tratto da Ferruccio Bertini, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Franco Cardini, Claudio Leonardi, Medioevo al femminile, 4ª ed., Laterza [1989], 2005, ISBN 88-420-4972-7.
  2. ^ Arturo Castiglioni, Trotula (o Trota), in «Enciclopedia Italiana», Roma 1937.
  3. ^ Salvatore De Renzi, Storia documentata della scuola medica di Salerno, Gaetano Nobile, Napoli, 1857, p. 195 (Google book search)
  4. ^ “Trotula”: una donna, la medicina e il Medioevo nel romanzo di Paola Presciuttini. URL consultato il 17-03-2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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