Tropheus duboisi

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Tropheus duboisi
Tropheus duboisi by Alexander Langer.jpg
Esemplari adulti
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Neopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Labroidei
Famiglia Cichlidae
Sottofamiglia Cichlasomatinae
Genere Tropheus
Specie T. duboisi
Nomenclatura binomiale
Tropheus duboisi
Marlier, 1959

Tropheus duboisi Marlier, 1959 è una specie di pesce d'acqua dolce appartenente alla grande famiglia Cichlidae, sottofamiglia Cichlasomatinae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è endemica del lago Tanganica, dove abita scogliere e fondali rocciosi della parte settentrionale. T. duboisi. Insieme a T. morii, è sicuramente la specie più conosciuta ed allevata in acquario. Da adulto è possibile trovarlo a maggiore profondità, fino a 15 m, mentre i giovani, in genere, nuotano nelle basse acque delle coste rocciose.

Sono conosciute almeno quattro varietà geografiche, indicate come Maswa", "Karilani Island", “Bemba” e "Kigoma”.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Particolare della testa

Presenta un corpo con fronte e ventre alto, peduncolo caudale sottile, pinna caudale a delta, delicatamente bilobata. La pinna dorsale è bassa e lunga, fino al peduncolo caudale. Le ventrali sono appuntite, le pinne pettorali allungate, dai vertici arrotondati.
La livrea degli adulti è semplice: l'intero corpo è nero velluto, con riflessi bluastri sulla testa e alla radice delle pinne dorsale e ventrale. Una fascia gialla, tendente al biancastro sul ventre, percorre verticalmente il corpo poco dopo la testa, dal dorso al ventre. I giovani sono invece neri, con qualche riflesso bluastro, delicatamente puntinati da piccole chiazze bianche[1].
Raggiunge una lunghezza massima di 12 cm.

Etologia[modifica | modifica sorgente]

I maschi sono estremamente territoriali. Al contrario di altre specie è generalmente solitario, non formando quindi branchi, come ad esempio T. moorii.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Sono ciclidi incubatori orali: dopo la despozione, la femmina cova le uova in bocca, fino ad alcuni giorni dopo la schiusa.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Questa specie si nutre prevalentemente di alghe e detriti vegetali presenti sulla pellicola biologica che si crea sulla superficie delle rocce sommerse: ogni individuo passa quasi tutto il suo tempo a brucare, essendo un alimento poco nutritivo. Il suo apparato digerente è molto lungo.

Predatori[modifica | modifica sorgente]

T. duboisi è preda abituale del ciclide Plecodus straeleni.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Apprezzata specie dagli appassionati di ciclidi, in acquario è tra le meno aggressive dei Tropheus, ma andrebbe comunque allevato un solo maschio con un piccolo harem di 2-3 femmine, che formeranno un gruppo strutturato gerarchicamente.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Brichard: “Book of Chiclid and All the Other Fishes of Lake Tanganyka” (1989) – T.F.H., Neptune City, NY
  • A. Konings: “Tanganyka Chiclids in their Natural Habitat” (1998) – Cichlid Press, Marsiglia
  • A. Konings: “Back to Nature. Guida ai Ciclidi del Tanganica” (1996) – Aquarium Oggi Edizioni, Bologna
  • A. Konings, H. W. Dieckoff: “Tanganyka Segrets” (1992) – Cichlid Press, Marsiglia
  • W. Staeck, H. Linke: “Ciclidi dell’Africa orientale“ (1994) – Tetra-Verlag, Merle, Germania

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ T. duboisi juv. foto da Cichlidae.com
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