Trofeo delle Alpi

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Il Trofeo di Augusto

Il Trofeo delle Alpi (detto anche Trofeo di Augusto, in latino Tropaeum Alpium o Tropaeum Augusti; in francese: Trophée des Alpes) è un imponente monumento romano che si trova a 480 metri di altitudine nel comune di La Turbie, nel dipartimento francese delle Alpi Marittime, a breve distanza dal Principato di Monaco.

Indice

Storia[modifica]

Vista di La Turbie con il Trofeo di Augusto e la sottostante chiesa di San Michele
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto.

Il monumento venne eretto negli anni 7-6 a.C. in onore dell'imperatore Augusto per commemorare le vittorie riportate dai suoi generali (tra cui i figliastri Druso maggiore e Tiberio) e la definitiva sottomissione di 46 tribù alpine. Servì inoltre a demarcare la frontiera tra l'Italia romana e la Gallia Narbonese lungo la Via Julia Augusta.

La costruzione, concepita secondo il modello architettonico vitruviano sul modello del Mausoleo di Alicarnasso, consisteva di un piedistallo quadrato misurante 38 m di lato, sulla cui facciata occidentale era apposta un'iscrizione. Il secondo ordine era composto da un basamento su cui poggiavano 24 colonne doriche poste in cerchio e adornate da un fregio dorico con alternanza di metope e triglifi. Sulla parete posteriore al colonnato, alternate alle colonne, si trovavano delle nicchie in cui erano state collocate le statue dei comandanti militari che avevano partecipato alla spedizione, tra cui quella di Druso. Sulle colonne poggiava infine un tetto a gradoni coronato da una imponente statua di Augusto in bronzo dorato raffigurato nell'atto di sottomettere due barbari inginocchiati ai suoi piedi. La solenne iscrizione, di cui rimanevano solo alcuni frammenti, è stata ricostruita completamente durante il restauro del monumento curato da Jules Formigé, grazie alla menzione fattane da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (III, 133 segg.).

Il testo riporta tutti e 46 i nomi delle tribù sconfitte in ordine cronologico e geografico ed è affiancato da due bassorilievi della Vittoria alata. Parimenti visibile è il "trofeo" in senso stretto, ossia una raffigurazione delle armi conquistate ai nemici e appese ad un tronco d'albero. Ai due lati del trofeo sono raffigurati coppie di prigionieri galli in catene.

(LA)
« Imp Caesari divi f Augusto pontifici maxumo(!) imp(eratori) XIIII tribunic(ia) potestate XVII s(enatus) p(opulus)q(ue) R(omanus) quod eius ductu auspicisque gentes Alpinae omnes quae a mari supero ad inferum pertinebant sub imperium p(opuli) R(omani) sunt redactae gentes Alpinae devictae / Trumpilini / Camunni / Venostes / Vennonetes / Isarci / Breuni / Genaunes Focunates / Vindelicorum gentes quattuor / Cosuanetes / Rucinates / Licates / Catenates / Ambisontes / Rugusci / Suanetes / Calucones / Brixenetes / Leponti / Uberi / Nantuates / Seduni / Varagri / Salassi / Acitavones / Medulli / Ucenni / Caturiges / Brigiani / Sogionti / Brodionti / Nemaloni / Edenates / Esubiani / Veamini / Gallitae / Triullatti / Ecdini / Vergunni / Egui / Turi / Nematuri / Oratelli / Nerusi / Velauni / Suetri. »
(IT)
« All' imperatore Augusto, figlio del divo Cesare, pontefice massimo, nell'anno 14° del suo impero, 17° della sua potestà tribunizia, il Senato e il Popolo Romano poiché sotto la sua conduzione ed auspici tutte le genti Alpine, che si trovavano tra il mare superiore e quello inferiore sono state assoggettate all'impero del popolo romano genti Alpine sconfitte / Trumpilini / Camunni / Venosti / Vennoneti / Isarci / Breuni / Genauni / Focunati / le quattro tribù dei Vindelici/ Cosuaneti / Rucinati / Licati / Catenati / Ambisonti / Rugusci / Suaneti / Caluconi / Brixeneti / Leponti / Uberi / Nantuati / Seduni / Veragri / Salassi / Acitavoni / Medulli / Ucenni / Caturigi / Brigiani / Sogionti / Brodionti / Nemaloni / Edenati / Esubiani / Veamini / Galliti / Triullatti / Ecdini / Vergunni / Egui / Turi / Nematuri / Oratelli / Nerusi / Velauni / Suetri»
(La Turbie, Iscrizione frontale, AE 1973, 323.)

Tra il XII ed il XV secolo il Trofeo delle Alpi venne trasformato in fortezza, soprattutto a scopo di avvistamento e di difesa dalle scorribande dei pirati saraceni.

Durante gli scontri tra gli eserciti del Regno di Francia e del Ducato di Savoia, nell'ambito della Guerra di successione spagnola, Luigi XIV ordinò la distruzione di tutte le fortezze conquistate ed il Trofeo venne minato e fatto esplodere il 4 maggio 1705.

La distruzione del complesso aprì la strada al suo progressivo smantellamento per trarne materiale da costruzione, nonostante l'originaria cava di epoca romana fosse ubicata a soli 500 metri di distanza. Dopo il ritorno di Turbia sotto l'autorità savoiarda, venne autorizzato il prelievo dei materiali dalle rovine, per la costruzione della sottostante chiesa di San Michele, iniziata nel 1664.

Prima del restauro parziale, effettuato agli inizi del XX secolo non rimanevano che quattro colonne intatte, e solo la facciata occidentale (con l'iscrizione) è stata ricostruita quasi completamente; ulteriori resti e frammenti sono esposti nel museo archeologico ricavato nel basamento.

I lavori di riduzione in pristino sono stati resi possibili dagli studi dell'architetto Jules Formigé e dal generoso finanziamento del mecenate statunitense Edward Tuck. L'altezza del monumento misura oggi 35 metri, mentre originariamente, grazie alla statua, raggiungeva i 50 metri. Dalla sua terrazza panoramica è possibile godere d'un punto d'osservazione che, in giornate limpide, consente di spaziare visivamente dalla riviera ligure di ponente al golfo di Saint-Tropez.

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