Triumph Dolomite

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Triumph Dolomite
Triumph Dolomite Sprint.jpg
Una Triumph Dolomite Sprint
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Triumph
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1972 al 1980
Sostituisce la Triumph Toledo
Sostituita da Triumph Acclaim
Esemplari prodotti 204.003
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.115 mm
Larghezza 1.575 mm
Passo 2.438 mm
Altro
Altre antenate Triumph 1300
Triumph 1500

La Dolomite è stata un'autovettura di piccole dimensioni prodotta dalla Triumph dall’ottobre del 1972 all’agosto 1980. È stata offerta con un solo tipo di carrozzeria, berlina sportiva quattro porte. Il modello aveva un motore a quattro cilindri in linea montato anteriormente. La trazione era invece posteriore.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

La Dolomite fu l’ultimo modello che la Triumph aggiunse alla gamma di piccole vetture nota come "Project Ajax", che debuttò nel 1965 con la Triumph 1300. Lanciata sul mercato per sostituire la Triumph Herald, la 1300 aveva inizialmente installato un motore da 1.296 cm³ di cilindrata. La Herald era a trazione anteriore, mentre la 1300 aveva la trazione al retrotreno. Il modello successivo fu la Triumph 1500, che fu introdotta nel settembre del 1970 con un frontale ed una parte posteriore completamente rinnovati. La linea fu disegnata da Giovanni Michelotti, mentre il motore era da 1.493 cm³. Sebbene di successo, la 1300 non raggiunse mai le vendite della Herald a causa del prezzo elevato e della meccanica complessa. Per questi motivi, sempre nel settembre del 1970, fu lanciata la Triumph Toledo, che era un modello dalla meccanica più semplice.

I modelli[modifica | modifica wikitesto]

La prima Dolomite: la 1850HL[modifica | modifica wikitesto]

Una Triumph Dolomite

Progettata per essere il modello successore della Triumph 1500 e della Triumph Vitesse, la Dolomite è stata presentata al salone dell'automobile di Londra nell’ottobre del 1971. A causa però di scioperi negli impianti produttivi, la Dolomite entrò in produzione nell’ottobre del 1972[1]. Il nome "Dolomite" venne già utilizzato dalla Triumph per dei modelli commercializzati prima della seconda guerra mondiale. La carrozzeria della nuova Dolomite derivava da quella della 1500, mentre la maggior parte dei componenti del gruppo motopropulsore proveniva dalla Triumph Toledo.

La prima Dolomite, prodotta dal 1972 al 1980 in 79.010 esemplari, montava un motore a quattro cilindri in linea da 1.854 cm³ di cilindrata che possedeva la testata in lega ed il monoblocco in ferro. Questo propulsore erogava 91 CV di potenza. Questa fu una versione aggiornata del motore già montato dalla Saab per la 99[2]. La Dolomite venne lanciata per competere nella parte del mercato automobilistico occupato da piccoli modelli con accenti lussuosi e prestazione brillanti. La Dolomite era quindi in competizione con la BMW 2002 e la Ford Cortina GXL. Il modello britannico fu perciò offerto con un equipaggiamento di alto livello come i fanali anteriori sdoppiati, un orologio, una strumentazione completa, dei sedili e dei tappetini lussuosi, lo sbrinatore per il lunotto e l’accendisigari. Tra gli optional era disponibile l’overdrive ed il cambio automatico.

La Dolomite era in grado di raggiungere una velocità massima di 160 km/h ed aveva un’accelerazione da 0 a 60 km/h di 11 secondi.

Il modello successivamente venne denominato "Dolomite 1850HL" per differenziarlo dalle quasi omonime vetture commercializzate in seguito.

La Dolomite Sprint[modifica | modifica wikitesto]

Una Dolomite Sprint del 1973

Sebbene la Dolomite fosse una vettura avente buone prestazioni, i modelli concorrenti come la BMW 2002 possedevano una brillantezza superiore, e quindi vendettero meglio. Ciò portò ad un calo del prestigio del marchio Triumph. Per rimediare, quest’ultima lanciò nel giugno del 1973 la Dolomite Sprint. In produzione fino al 1980, di questa versione di Dolomite ne vennero assemblati 22.941 esemplari.

Una squadra di ingegneri guidata da Charles Spencer King sviluppò per la Dolomite Sprint un motore a quattro cilindri in linea da 1.998 cm³ e quattro valvole per cilindro, che erano mosse da un singolo albero in luogo del più comune doppio albero. Grazie alla cilindrata maggiore, ed alle più grandi dimensioni dei carburatori, la potenza crebbe a 127 BHP (129 CV DIN). La Dolomite è considerata la prima vettura al mondo prodotta in grandi numeri, ad avere avuto installato un motore multivalvole. Il design della testata vinse il premio Design Council nel 1974.

Le prestazioni erano eccellenti. In particolare, l’accelerazione da 0 a 60 mph(circa 96 Km/h) era di circa 8,4 secondi, mentre la velocità massima era di 192 km/h. L’equipaggiamento era simile alla Dolomite 1850HL, con l’aggiunta di cerchioni in lega (che furono una novità per una vettura britannica prodotta in serie), il tettuccio in vinile, un doppio terminale di scarico e delle sospensioni più basse. I sedili erano foderati in tessuto. Essi furono poi anche montati sulla Dolomite 1850HL.

A causa della superiore potenza erogata dal nuovo motore, il resto del gruppo motopropulsore fu aggiornato per resistere alla coppia maggiore. Ad esempio, furono sostituiti il cambio ed il differenziale. Inoltre, i freni furono aggiornati con l’installazione di nuovi materiali e la maggiorazione dei tamburi. Tra gli optional, erano disponibili l’overdrive ed il cambio automatico.

Al momento del lancio, il prezzo della Dolomite Sprint era i 1.740 sterline, che era conveniente rispetto a quello della BMW 2002, la quale costava 1.000 sterline in più, nonostante avesse prestazioni paragonabili. Inoltre, la Dolomite Sprint aveva quattro porte, contro le due del modello BMW, e per questa ragione era anche più comoda.

Dal maggio 1975 l’overdrive ed i vetri oscurati furono offerti tra l’equipaggiamento standard. Inoltre, tutte le Dolomite Sprint vennero dotate di un ornamento laterale e di uno specchietto retrovisore lato guidatore. I poggiatesta erano ora disponibili tra gli optional. Dal marzo del 1976 i poggiatesta e la radio furono offerti tra l’equipaggiamento di serie. Nel 1980, a causa dell’entrata in vigore di una nuova legge, vennero installati di serie i retronebbia.

Come molti altri modelli della British Leyland, anche la Dolomite Sprint era dotata di opzioni che consentivano di installare componenti ad alte prestazioni. Tra essi, era possibile avere dei carburatori più grandi, un sistema di scarico maggiorato e degli alberi a camme da competizione.

Nel 1977 qualche decina di Triumph TR7 furono assemblate con il motore della Dolomite Sprint.

La Dolomite 1300 e la Dolomite 1500[modifica | modifica wikitesto]

Una Triumph Dolomite 1500HL

Nel 1976 furono introdotti altri due modelli, la Dolomite 1300, prodotta in 32.031 esemplari, e la Dolomite 1500, assemblata in 70.021 unità, che si aggiunsero alle già citate Dolomite 1850HL e Sprint. I due nuovi modelli furono prodotti fino al 1980. A metà degli anni settanta la gamma diventò quindi complessa, con molti modelli a cui erano associati nomi e specifiche diverse.

Nel 1976 la gamma fu razionalizzata come segue:

  • Dolomite 1300: modello ed allestimento base. Singoli fanali anteriori e motore da 1.296  cm³ di cilindrata.
  • Dolomite 1500: come la 1300, ma con un motore da 1.493 cm³.
  • Dolomite 1500HL: specifiche lussuose e motore da 1.493 cm³.
  • Dolomite 1850HL: specifiche lussuose e motore da 1.850 cm³.
  • Dolomite Sprint: era la versione ad alte prestazioni. Specifiche lussuose e motore a 16 valvole da 1.998 cm³.

La Dolomite 1300 aveva installato un motore da 1.296  cm³ che era stato sviluppato da quelli della Herald e della Spitfire. La Dolomite 1300 sostituì la Toledo come modello base della gamma[3]. Il corpo vettura della Dolomite 1300 era identico a quello della Toledo, tranne che per la lunghezza e la larghezza, che erano maggiori. La Dolomite 1300 mantenne i fanali anteriori quadrati singoli, la strumentazione essenziale, gli inserti in legno del cruscotto ed i tappetini della Toledo. Non erano presenti versione a due porte come per la Toledo. L’equipaggiamento di serie comprendeva i sedili reclinabili, l’accendisigari e lo specchietto retrovisore lato guidatore. La linea del cruscotto era identica di quella del cruscotto della Toledo del 1975. Per la Dolomite 1300 non erano disponibili, tra gli optional, l’overdrive ed il cambio automatico.

L’altro modello commercializzato nel 1975 fu la Dolomite 1500, che sostituì la 1500. La Dolomite 1500 aveva le stesse specifiche della Dolomite 1300, tranne che per il motore, dato che aveva installato un propulsore da 1.493 cm³ dotato di carburatori doppio corpo. L’overdrive ed il cambio automatico erano offerti tra gli optional. Fu anche commercializzata una versione speciale, la Dolomite 1500HL. Essa aveva le stesse specifiche della Dolomite 1850, ma anch’essa aveva installato un motore da 1.493 cm³. Le prestazioni erano buone, ed erano disponibili tra le opzioni il cambio automatico e l’overdrive. La versione HL aveva un equipaggiamento superiore rispetto a quello della Dolomite 1500 standard, dato che era dotata di contagiri, voltmetro, indicatori del livello del carburante e della temperatura separati, un orologio, volante e sedili regolabili in altezza, poggiatesta e di un bracciolo installato sui sedili anteriori.

Con il passaggio dalla 1500 alla Dolomite 1500, la trazione cambiò da anteriore a posteriore. Ciò fu inusuale per l’epoca, dato che la maggior parte dei modelli di piccole dimensioni in commercio in quegli anni erano a trazione anteriore.

La fine degli anni settanta e la Dolomite SE[modifica | modifica wikitesto]

Le versioni della Dolomite cambiarono poco nella seconda metà degli anni settanta. Gli aggiornamenti più importanti furono un lieve cambiamento della linea e l’aggiunta di altro equipaggiamento tra la dotazione di serie.

Nel 1979 fu introdotta la Dolomite SE, di cui vennero prodotti 2.163 esemplari. Questa versione montava il corpo vettura della Dolomite 1500. Gli interni invece erano lussuosi, dato che il modello era dotato di cruscotto in legno e di sedili rivestiti in velluto. Tutti gli esemplari erano di verniciati di nero e presentavano una striscia laterale color argento con la scritta "SE" posizionata alla fine delle pinne posteriori. La Dolomite SE aveva anche in dotazione uno spoiler anteriore e di ruote speciali[4].

Già alla fine degli anni settanta la Dolomite era percepita dal mercato come un modello dalla linea superata. Inoltre, la Dolomite aveva una cattiva reputazione per la sua scarsa affidabilità, soprattutto per quanto concerneva la meccanica.

Le competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Una Dolomite Sprint del 1975 che partecipò a gare di rally

La Dolomite Sprint partecipò al British Touring Car Championship dal 1974 al 1978. Il risultato più importante fu la vittoria nel campionato piloti di Andy Rouse nel 1975[5].

Una Dolomite Sprint guidata da Andy Rouse e Tony Dron giunse quinta alla 24 Ore di Spa del 1974, mentre nel settembre dello stesso anno Dron arrivò terzo al Tourist Trophy.

A causa della pesante carrozzeria e dei problemi di affidabilità del motore, la Dolomite Sprint ebbe poco successo nei rally. I ritiri erano frequenti, tanto che nel 1974 la Dolomite Sprint non terminò una gara. Tra i risultati più importanti, ci fu un secondo posto al Tour of Britain del 1975. La Dolomite partecipò a gare di rally fino al 1977.

Le vetture derivate dalla Dolomite[modifica | modifica wikitesto]

La Panther Rio venne basata sulla Dolomite 1850 anche se fu dotata di pannelli d’alluminio e di nuovi interni. Era anche disponibile la Panther Rio Especiale, che derivava dalla Dolomite Sprint[6].

La Latham F2 utilizzava invece la meccanica della Dolomite, in modo particolare quella della Sprint. Aveva però un corpo vettura in vetroresina.

Le prime Robin Hood S7 utilizzavano dei component provenienti da diversi modelli di Dolomite, ed erano corredate di una carrozzeria in acciaio. Più tardi le S7 vennero basate su modelli Ford.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Review 1972 on 1973 Cars in Daily Mail, ottobre 1972.
  2. ^ (EN) Saab 99 history at The SaabMuseum.com - a comprehensive and up-to-date history of Saab cars, Saabmuseum.com. URL consultato il 20-03-2013.
  3. ^ (EN) Roger Bell, Road test: Triumph Dolomite 1300 in The Motor, 11 dicembre 1976, pp. pagg. 2–5.
  4. ^ (EN) Guest Dolomites Page - 1500SE, Mytriumphdolomite.info. URL consultato il 22-03-2013.
  5. ^ (EN) HiQ MSA British Touring Car Championship, BTCC. URL consultato il 22-03-2013.
  6. ^ (EN) Panther Rio, AROnline. URL consultato il 22-03-2013.
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