Tripofobia

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Il termine tripofobia (a volte chiamata "fobia dei pattern ripetitivi") indica letteralmente la fobia dei buchi, dal greco τρύπη, buco, e φοβία.

Fu coniato nel 2005, ma non è una fobia riconosciuta dal Manuale dei Disordini Mentali dell'Associazione Psichiatrica Americana. Migliaia di persone sostengono di essere impressionate da oggetti con numerosi piccoli buchi, di solito ravvicinati tra di loro e di una certa profondità, similmente a quanto avviene nei nidi di imenottero o nel frutto del [loto]. La ricerca riguardo l'argomento è limitata anche se Arnold Wilkins e Geoff Cole, i quali sostengono di essere i primi a investigarla scientificamente, ipotizzano una base biologica per tale reazione di repulsione, piuttosto che culturale. Essa sarebbe un carattere selezionato positivamente in antenati che vivevano in ambienti ricchi di pericolosi imenotteri.

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