Trimebutina

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Trimebutina
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Nome IUPAC
2-(Dimethylamino)-2-phenylbutyl 3,4,5-trimethoxybenzoate
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C22H29NO5
Massa molecolare (u) 387.47 g/mol
Numero CAS [39133-31-8]
Codice ATC A03AA05
PubChem 5573
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P ---[1]

La trimebutina è un farmaco antispastico, derivato della papaverina. È una molecola di sintesi dotata di azione regolatrice sulla motilità del tubo digerente che trova impiego sia nel trattamento dei sintomi della sindrome del colon irritabile sia nei disturbi della motilità intestinale spesso secondari ad un intervento chirurgico intestinale. In Italia il farmaco è venduto dalla società farmaceutica Sigma-Tau con il nome commerciale di Debridat. Essendo scaduto da tempo il brevetto trimebutina è venduta anche come farmaco generico, ovvero medicinale equivalente, da alcune altre società farmaceutiche. Trimebutina è disponibile nella forma farmaceutica di capsule da 150 mg, di granulato per sospensione orale e di fiale da 5 ml contenenti 50 mg di principio attivo.

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

La trimebutina agisce come un agonista dei recettori encefalinergici dell'apparato gastrointestinale, e mostra una azione di tipo encefalinosimile, ovvero determina una riduzione del dolore e dello spasmo simulando l'azione delle encefaline, sostanze endogene dal profilo simile a quello delle endorfine.[2][3] L'azione è mediata dalla interazione di tipo agonistico della molecola con i recettori periferici degli oppiacei di tipo mu, kappa e delta.[4][5][6] Il dato è confermato dal fatto che anche semplicemente bassi dosaggi di naloxone sono in grado di inibire la stimolazione indotta da trimebutina.[7][8] Il farmaco svolge una azione regolatrice sulla motilità del tubo digerente. L'effetto principale della trimebutina consiste nella normalizzazione delle condizioni e della velocità del transito gastro-intestinale.[9]
Questo effetto è probabilmente mediato dalla stimolazione al rilascio di peptidi gastrointestinali, come la motilina, e la modulazione nel rilascio di altri peptidi, incluso il peptide vasoattivo intestinale (VIP), la gastrina ed il glucagone.[8]
In cani anestetizzati la molecola produce dapprima una inibizione e quindi un potenziamento della motilità spontanea di stomaco, duodeno, digiuno, ileo e colon.[10] La molecola è priva di effetti anticolinergici.

Farmacocinetica[modifica | modifica sorgente]

Dopo somministrazione orale il farmaco viene assorbito dal tratto gastrointestinale e si distribuisce ai tessuti biologici, con una particolare affinità per quei distretti dell’apparato gastro-enterico in cui sono evidenti i plessi nervosi autonomi di Meissner ed Auerbach. La distribuzione ai tessuti è estremamente rapida a livello esofageo (circa 1 ora dalla somministrazione) e gastrico (entro 3 ore), più lenta (6 ore dalla assunzione) per il distretto intestinale, sia tenue che crasso. L'eliminazione del farmaco avviene sostanzialmente per via urinaria nella misura dell’85% circa entro 24 ore dalla somministrazione. Il principale prodotto del metabolismo di trimebutina nell'uomo è la nor-trimebutina.[11]

Usi clinici[modifica | modifica sorgente]

Trimebutina viene utilizzata nel trattamento del colon irritabile,[12][13] della dispepsia[14] e di altri disturbi funzionali della motilità gastrica, esofagea ed intestinale.[15][16] Il farmaco trova inoltre impiego nella atonia intestinale secondaria ad interventi chirurgici addominali[17][18][19][20] e, limitatamente alla forma farmaceutica in fiale, nella preparazione agli esami radiografici[21] ed endoscopici del tubo digerente.

Effetti collaterali ed indesiderati[modifica | modifica sorgente]

In corso di trattamento con trimebutina si possono verificare reazioni allergiche (anche ritardate),[22] dermatiti, reazioni cutanee,[23][24] ipotensione arteriosa e lipotimie. Gli effetti collaterali sono più evidenti se la somministrazione avviene per via endovenosa. Trimebutina non presenta rischi di assuefazione o dipendenza.

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Il farmaco è controindicato in soggetti con ipersensibilità accertata al principio attivo. Trimebutina è controindicata nei soggetti affetti da colite ulcerosa oppure da megacolon tossico, ileo paralitico od altra patologia ostruttiva dell’apparato gastrointestinale.

Dosi terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

Negli adulti è consigliato un dosaggio di 150 mg (una capsula) 2-3 volte al giorno.
In caso di ricorso alla soluzione iniettabile si consigliano 100-150 mg (pari a 2 o 3 fiale) in somministrazione endovenosa lenta (3-5 minuti) per via intramuscolare.

Sovradosaggio[modifica | modifica sorgente]

In letteratura non sono segnalati casi di sovradosaggio da trimebutina. Non esiste comunque un antidoto specifico al farmaco. Nei soggetti intossicati è consigliabile procedere alla lavanda gastrica ed instaurare le normali procedure di supporto.

Gravidanza e allattamento[modifica | modifica sorgente]

Studi sperimentali sugli animali non hanno evidenziato teratogenicità del farmaco, tuttavia trimebutina è bene non venga utilizzata nel primo trimestre di gravidanza e nelle donne che allattano al seno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 08.10.2012
  2. ^ T. Matsue, S. Yamato; N. Umeda, [Mechanism of action of trimebutine maleate on gastro-colic reflex in patients with irritable bowel syndrome]. in Nihon Heikatsukin Gakkai Zasshi, vol. 26, n. 2, Apr 1990, pp. 89-92. PMID 2273694.
  3. ^ F. Blanquet, M. Bouvier; J. Gonella, Action of trimebutine in cat and rabbit colon: evidence of an opioid-like effect. in J Pharmacol Exp Ther, vol. 234, n. 3, Sep 1985, pp. 708-12. PMID 2993591.
  4. ^ M. Delvaux, D. Wingate, Trimebutine: mechanism of action, effects on gastrointestinal function and clinical results. in J Int Med Res, vol. 25, n. 5, pp. 225-46. PMID 9364286.
  5. ^ AA. Megens, FH. Awouters; CJ. Niemegeers, General pharmacology of the four gastrointestinal motility stimulants bethanechol, metoclopramide, trimebutine, and cisapride. in Arzneimittelforschung, vol. 41, n. 6, Jun 1991, pp. 631-4. PMID 1930352.
  6. ^ R. Valori, S. Shannon; N. Reddy; EE. Daniel; SM. Collins, The action of trimebutine maleate on gastrointestinal motility is mediated by opiate receptors in human subjects. in Gastroenterol Clin Biol, vol. 11, n. 3 Pt 2, 1987, pp. 102B-104B. PMID 3038649.
  7. ^ S. Chaussade, S. Grandjouan; D. Couturier; D. Thierman-Duffaud; JF. Henry, [Effect of trimebutine on the motility of the normal human small intestines: mechanism of action]. in Gastroenterol Clin Biol, vol. 11, n. 3 Pt 2, 1987, pp. 97B-101B. PMID 3609631.
  8. ^ a b P. Poitras, C. Honde; J. Havrankova; RG. Lahaie; L. Trudel; R. Goyer; JL. Junien; X. Pascaud, Effect of trimebutine on intestinal motility and plasma motilin in the dog. in Am J Physiol, vol. 251, n. 3 Pt 1, Sep 1986, pp. G349-53. PMID 3529986.
  9. ^ B. Fraitag, J. Hostein; X. Pascaud; JL. Junien, [Trimebutine. Pharmacology, recent concepts about its mechanism of action, therapeutic results]. in Gastroenterol Clin Biol, vol. 16, n. 5, 1992, pp. 413-20. PMID 1526395.
  10. ^ K. Nosaka, H. Takenaga; T. Magaribuchi; H. Tamaki, [Effects of trimebutine maleate (TM-906) on the gastrointestinal motility in anesthetized dogs]. in Nihon Heikatsukin Gakkai Zasshi, vol. 20, n. 5, Oct 1984, pp. 407-12. PMID 6533390.
  11. ^ FJ. Roman, S. Lanet; J. Hamon; G. Brunelle; A. Maurin; P. Champeroux; S. Richard; N. Alessandri; M. Gola, Pharmacological properties of trimebutine and N-monodesmethyltrimebutine. in J Pharmacol Exp Ther, vol. 289, n. 3, Jun 1999, pp. 1391-7. PMID 10336531.
  12. ^ JF. Fielding, Double blind trial of trimebutine in the irritable bowel syndrome. in Ir Med J, vol. 73, n. 10, Oct 1980, pp. 377-9. PMID 7000730.
  13. ^ K. Lüttecke, A three-part controlled study of trimebutine in the treatment of irritable colon syndrome. in Curr Med Res Opin, vol. 6, n. 6, 1980, pp. 437-43. DOI:10.1185/03007998009109464, PMID 6988171.
  14. ^ JM. Walters, P. Crean; CF. McCarthy, Trimebutine, a new antispasmodic in the treatment of dyspepsia. in Ir Med J, vol. 73, n. 10, Oct 1980, pp. 380-1. PMID 7429788.
  15. ^ MG. Moshal, M. Herron, A clinical trial of trimebutine (Mebutin) in spastic colon. in J Int Med Res, vol. 7, n. 3, 1979, pp. 231-4. PMID 456734.
  16. ^ K. Lüttecke, A trial of trimebutine in spastic colon. in J Int Med Res, vol. 6, n. 2, 1978, pp. 86-8. PMID 344090.
  17. ^ A. Malavaud, [Trial of trimebutine in the recovery of digestive transit in abdominal surgery (apropos of 100 cases)]. in Anesth Analg (Paris), vol. 29, n. 1, pp. 65-9. PMID 5069154.
  18. ^ G. Lagache, JC. Dumont; J. Chevert; C. Proye, [Clinical evaluation of the effectiveness and tolerance of trimebutine in postoperative transit recovery from abdominal surgery]. in Lille Med, vol. 16, Oct 1971, pp. Suppl 4:1209-1. PMID 5129790.
  19. ^ J. Francillon, MP. Philippe, [Trial in abdominal surgery of a new molecule, trimebutine, in resumption of postoperative transit]. in Lyon Med, vol. 225, n. 4, Feb 1971, pp. 363-5. PMID 5088602.
  20. ^ R. Stoppa, J. Petit, [Results of the use of trimebutine in abdominal surgery]. in J Sci Med Lille, vol. 90, n. 8, pp. 319-20. PMID 4643055.
  21. ^ A. Natoli, S. Branca; A. Granata; L. Lavagnini, [Colonic radiography by double-contrast enema in the elderly patient with the use of trimebutine maleate]. in Clin Ter, vol. 140, n. 4, Apr 1992, pp. 391-4. PMID 1587122.
  22. ^ C. Martin-Garcia, N. Martinez-Borque; D. Martinez-Bohigas; M. Torrecillas-Toro; MT. Palomeque-Rodrìguez, Delayed reaction urticaria due to trimebutine. in Allergy, vol. 59, n. 7, Jul 2004, pp. 789-90. DOI:10.1111/j.1398-9995.2004.00443.x, PMID 15180771.
  23. ^ Y. Bacq, L. Vaillant; C. Monegier du Sorbier; ED. Dorval; M. Certin; EH. Metman, [Severe erythema multiforme and hepatitis during treatment with trimebutine]. in Gastroenterol Clin Biol, vol. 13, n. 5, maggio 1989, pp. 522-3. PMID 2753294.
  24. ^ JJ. Reyes, MC. Fariña, Allergic contact dermatitis due to trimebutine. in Contact Dermatitis, vol. 45, n. 3, Sep 2001, p. 164. PMID 11553143.
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