Trifluorometano
| Trifluorometano | |
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| Nome IUPAC | |
| Trifluorometano | |
| Abbreviazioni | |
| HFC 23 R-23 FE-13 UN 1984 |
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| Nomi alternativi | |
| Fluoroformio Trifluoruro di carbonio Trifluoruro di metile Fluoryl Freon 23 Arcton 1 |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | CHF3 |
| Massa molecolare (u) | 70,01 |
| Aspetto | gas incolore |
| Numero CAS | [] |
| Numero EINECS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Costante di dissociazione acida a 298,15 K | 25 - 28 |
| Solubilità in acqua | 1 g/l |
| Temperatura di fusione | −155,2 °C (117,95 K) |
| Temperatura di ebollizione | −82,1 °C (191,05 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
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attenzione |
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| Frasi H | 280 |
| Consigli P | 403 [1] |
Il trifluorometano è un idrocarburo alogenato, di formula CHF3. Nello specifico è un trifluorurato in cui tre atomi di idrogeno del metano sono sostituiti da tre atomi di fluoro.
È conosciuto anche con il nome di fluoroformio.
È un gas serra con potere clima-alterante equivalente a 11.700 volte quello del biossido di carbonio.
Nell'agosto del 2011 è uscito uno studio condotto in Svizzera, il quale ha dimostrato che l'Italia emette ogni anno tra le 270 e le 630 000 tonnellate di questo gas in più di quanto dichiarato. Anche Paesi Bassi e Inghilterra sono accusati di questa frode, pur non sforando delle stesse quantità dell'Italia. Più precisi risultano invece Germania e Francia.[2].
L'uso di questo gas è limitato a pochi campi, così come la produzione, che in Italia avviene in un'unica azienda sita in Lombardia.
Note[modifica]
- ^ scheda del trifluorometano su IFA-GESTIS
- ^ "HFC-23: Italia maglia nera" su scienzainrete.it
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