Tricloroetilene

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Tricloroetilene
formula di struttura e modello molecolare
Nome IUPAC
1,1,2-tricloroetene
Nomi alternativi
tricloroetilene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C2HCl3
Massa molecolare (u) 131,79
Aspetto liquido incolore
Numero CAS 79-01-6
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,46
Solubilità in acqua praticamente insolubile
Temperatura di fusione (K) 186,6 (-86,4 °C)
Temperatura di ebollizione (K) 359,9 (86,9 °C)
ΔebH0 (kJ·mol-1) 1,82
Tensione di vapore (Pa) a 293 K 7700
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol-1) -134,1
ΔfG0 (kJ·mol-1) -73,7
S0m(J·K-1mol-1) 201,7
C0p,m(J·K-1mol-1) 114,2
Indicazioni di sicurezza
Limiti di esplosione 7,9 - 100% vol.
Temperatura di autoignizione (K) 683 (410 °C)
Simboli di rischio chimico

Tossico    


frasi R: R 45-36/38-52/53-67
frasi S: S 53-45-61

Il tricloroetilene, noto anche col nome commerciale di trielina, è una sostanza organoalogenata la cui struttura è quella di una molecola di etene in cui tre atomi di idrogeno sono sostituiti da tre atomi di cloro.

È un prodotto sintetico e a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore caratteristico (dolciastro). Analogamente al cloroformio, è un sospetto cancerogeno.

Indice

[modifica] Produzione

Fino ai primi anni '70, la maggior parte del tricloroetilene veniva prodotta attraverso un processo a due stadi a partire dall'acetilene: dapprima una conversione di quest'ultimo a 1,1,2,2-tetracloroetano per reazione a 90 °C con cloro in presenza di cloruro ferrico come catalizzatore


H-C≡C-H + 2 Cl2 --> Cl2CH-CHCl2

seguita quindi dalla deidroalogenazione per trattamento con basi acquose (idrossido di calcio) oppure in fase gassosa a 300-500 °C in presenza di cloruro di bario o cloruro di calcio come catalizzatore

Cl2CH-CHCl2 + Ca(OH)2 --> ClCH=CCl2 + CaCl2
Cl2CH-CHCl2 --> ClCH=CCl2 + HCl

Oggi la maggior parte della produzione parte invece dall'etilene, dapprima clorurato a 1,2-dicloroetano in presenza di un catalizzatore di cloruro ferrico

CH2=CH2 + Cl2 --> ClCH2-CH2Cl

e quindi scaldato a circa 400 °C in presenza di ulteriore cloro gassoso

ClCH2CH2Cl + 2 Cl2 --> ClCH=CCl2 + 3 HCl

quest'ultima reazione è catalizzata da varie sostanze; il catalizzatore più usato è una miscela di cloruro di potassio e cloruro di alluminio, ma anche il carbone poroso può essere usato.

Un sottoprodotto di questa reazione è il tetracloroetilene, che può anche diventarne il prodotto principale, agendo sulla quantità di cloro immessa nella seconda reazione. Tricloroetilene e tetracloroetilene vengono successivamente purificati per distillazione.

[modifica] Utilizzi

Il tricloroetilene è un ottimo solvente per molti composti organici. Al picco della sua produzione, negli anni '20, il suo impego principale era l'estrazione di oli vegetali da piante quali la soia, il cocco e la palma. Tra gli altri usi nell'industria alimentare si annoveravano la decaffeinazione del caffè e l'estrazione di essenze. Ha trovato uso anche come solvente per il lavaggio a secco, fino a quando non è stato soppiantato negli anni '50 dal tetracloroetilene.

Per via della sua tossicità e sospetta cancerogenicità, non è più impiegato nell'industria alimentare e farmaceutica dagli anni '70 praticamente in tutto il mondo.

[modifica] Tossicità

Inalato, il tricloroetilene deprime il sistema nervoso centrale e produce sintomi simili a quelli dell'ubriacatura da alcol: mal di testa, confusione, difficoltà nella coordinazione motoria. Una esposizione prolungata può portare all'incoscienza e alla morte.

Particolare attenzione va posta nei luoghi dove è possibile avere alte concentrazioni di suoi vapori; il tricloroetilene de-sensibilizza rapidamente il naso e diviene impercepibile all'olfatto, aumentando il rischio di inalarne dosi elevate.

L'effetto dell'esposizione a lungo termine sugli esseri umani non è noto. La sperimentazione animale ha dimostrato la cancerogenicità del tricloroetilene a carico del fegato nei topi. Il tricloroetilene è considerato un cancerogeno fortemente sospetto.

[modifica] Effetti da inalazione

Se inalata la sostanza provoca un forte disorientamento, le capacità motorie si riducono, e calano anche le percezioni tattili (che spesso arrivano ritardate), la memoria a brevissimo termine sparisce (è impossibile ricordare una frase appena letta), le percezioni uditive sono alterate da un forte rumore di fondo e da un marcato eco.

L'inalazione in grandi quantità provoca spasmi nel corpo e perdita della capacità di reagire.

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