Tricholoma equestre

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Tricholoma equestre
Tricholoma equestre.jpg
Tricholoma equestre
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae
Genere Tricholoma
Specie T. equestre
Nomenclatura binomiale
Tricholoma equestre
(L.) P. Kumm., 1871
Caratteristiche morfologiche
Tricholoma equestre
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Gills icon.png
Imenio lamelle
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
White spore print icon.png
Sporata bianca
Bare stipe icon.png
Velo nudo
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Saprotrophic ecology icon.png
Saprofita
Commestibile con riserva icona.png
Ignota

Tricholoma equestre (L.) P. Kumm., Führer Pilzk.: 130 (1871).

Il Tricholoma equestre è un fungo dal sapore squisito molto apprezzato e ricercato fin dall'antichità.
Le recenti notizie provenienti dalla Francia circa diversi avvelenamenti causati da questa specie, alcuni dei quali anche con esito mortale, inducono tuttavia a scoraggiare categoricamente il consumo della stessa.

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Cappello[modifica | modifica sorgente]

Carnoso, campanulato poi spianato-ondulato, giallo olivastro, giallo-verdognolo o giallo-bruno, vischioso, coperto di squamette rossastre, separabili, diametro 8- 12 cm, con cuticola facilmente staccabile.

Lamelle[modifica | modifica sorgente]

Fitte, libere, giallo solfino, acute verso il margine del cappello, orlo ondulato.

Gambo[modifica | modifica sorgente]

Massiccio, tozzo, pieno, cilindrico, talvolta bulboso alla base, giallo o giallo citrino, alto 4-7 cm e largo 6-12 mm.

Spore[modifica | modifica sorgente]

Bianche in massa, ellittiche; 6-8 x 4-5 μm.

Carne[modifica | modifica sorgente]

Color giallo paglierino, citrina sotto la cuticola.

  • Odore: farinoso appena percettibile (strofinare o sezionare il carpoforo).
  • Sapore: gradevole di farina.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Cresce nei terreni sciolti, sabbiosi, sotto conifere e latifoglie, fruttifica in autunno.

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

Nuvola apps important.svg

Attenzione!
Fortemente sospetto!

Non commestibile per una sua quasi certa velenosità da accumulo.

Hanno suscitato molto clamore negli ultimi tempi diversi avvelenamenti gravi, in Francia, dovuti ad un consumo eccessivo di T. equestre, che causerebbe una rabdomiolisi, con esito anche mortale. I funghi sotto accusa furono raccolti in una pineta lungo la costa a sud-ovest della Francia, nel periodo che va dall'autunno fino alla primavera inoltrata. Sembra che nessuno dei pazienti avesse mai avuto in precedenza lesioni muscolari o ischemia muscolare.

Non si è tuttavia ben compreso quale sia la sostanza responsabile di detto avvelenamento da accumulo, anche se si sospetta che possa trattarsi di un micelio (una muffa) che crescerebbe sui carpofori di questa specie ma solamente in alcune regioni della Francia.

Il sospetto che i casi di avvelenamento francesi siano ricollegabili ad una muffa (e quindi imputabili ad una micotossina), potrebbe essere avvalorato dal fatto che in Italia molte persone consumano regolarmente T. equestre e non sono mai stati documentati casi di avvelenamento (quasi a significare che nella penisola non sia presente il micelio parassita).

Un'altra corrente di pensiero sostiene che i gravi avvelenamenti siano da attribuire ad altra specie morfologicamente simile, ossia Tricholoma auratum, anche se non ci sono conferme a sostegno di questa ipotesi.

Sperimentazione sulle cavie[modifica | modifica sorgente]

Estratti di T. equestre furono somministrati alle cavie in proporzioni equivalenti a quelle dei pazienti. Si ottennero risultati sovrapponibili a quelli osservati nei pazienti e pertanto i ricercatori francesi conclusero che ciò dimostrava inequivocabilmente che la rabdomiolisi dei pazienti umani era stata causata dal consumo della specie in questione.

Vietata la vendita in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il T. equestre non è più annoverato fra le specie fungine per le quali è consentita la vendita, in Italia; tale provvedimento è stato adottato in via cautelativa, proprio in risposta ai preoccupanti casi verificatisi in Francia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  • Nella comunità scientifica sussistono ancora dubbi circa l'esatta determinazione dei funghi consumati dalle persone presumibilmente avvelenate da T. equestre; la zona in cui si sono verificati questi casi è piuttosto limitata.
  • Si sospetta che anche il Tricholoma auratum possa scatenare la medesima sindrome.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dal latino equester, equestris, equestre, equestre, dei cavalieri.

Si confonde con[modifica | modifica sorgente]

  • Cortinarius splendens (sospetto).
  • Tricholoma auratum (fortemente sospetto!), da cui si distingue perché possiede la carne sempre gialla invece che bianca con tonalità gialline.
  • Tricholoma sulphureum (velenoso) che si riconosce facilmente per avere un odore repellente (come di "gas illuminante") e carne completamente gialla.

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

  • Agaricus auratus Paulet, Traité sur les Champignons Comestibles (Paris) 2: 137 (1793)
  • Agaricus equestre L., Species Plantarum 2: 1173 (1753)
  • Agaricus flavovirens Pers., Abbildungen und Beschreibungen der Schwämme 3: tab. 24 (1793)
  • Tricholoma auratum (Paulet) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 92 (1874)
  • Tricholoma flavovirens (Pers.) S. Lundell, in Lundell & Nannfeldt, Fungi Exsiccati Suecici 23-24: no. 1102 (1942)

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

  • Agarico equestre
  • Fungo del cavaliere
  • Monachella gialla

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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