Tribunale di commercio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

In Francia e altri ordinamenti che ne hanno seguito il modello (tra cui il Belgio e, in passato, l'Italia) il tribunale di commercio è un organo giurisdizionale competente a decidere sulle controversie di diritto commerciale insorte tra commercianti e, in certi casi, tra questi e non commerciati, nonché in materia di società commerciali, fallimento e altre procedure concorsuali, costituito da giudici laici eletti o comunque tratti dai commercianti (in Belgio, però, il presidente è un magistrato professionale).

In Francia i tribunali di commercio furono introdotti all'epoca della Rivoluzione, con legge del 16 e 24 agosto 1790, riprendendo le precedenti jurisdictions consulaires (così dette perché costituite da un giudice e quattro consoli elettivi), la prima delle quali fu creata a Lione nel 1419. Attualmente sono 141. I giudici sono eletti da un collegio elettorale costituito dai giudici in carica, dagli ex giudici e dai délégués consulaires eletti a loro volta dai commerciati; rimangono in carica per quattro anni e possono ricoprire fino a quattro mandati consecutivi. Il presidente è eletto dai giudici, per quattro anni, tra quelli di loro che esercitano le funzioni da almeno sei anni.

In Italia, secondo l'ordinamento giudiziario stabilito dal R.D. 5 dicembre 1865, n. 2626, il tribunale di commercio giudicava in prima istanza e in appello le cause di natura commerciale. Ne furono creati 25. Erano composti da un presidente, dagli eventuali vicepresidenti (laddove divisi in sezioni: la prima era presieduta dal presidente, le altre dai vicepresidenti), nonché da giudici ordinari e supplenti, tutti scelti tra i commercianti, nominati dal Re su proposta della camera di commercio per tre anni, rinnovabili una sola volta. Giudicavano in collegi costituiti da tre magistrati. Ove per difetto di giudici ordinari e supplenti non potessero funzionare, la loro competenza era provvisoriamente devoluta al tribunale civile e correzionale del circondario (ora tribunale ordinario). Furono soppressi con la legge 25 gennaio 1888, n. 5147, che unificò la giurisdizione commerciale a quella civile, attribuendola al tribunale civile e correzionale.

I tribunali di commercio sono stati aboliti anche da Paesi Bassi, Portogallo e Brasile.