Triangolo di Bennington

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"Triangolo di Bennington" ("Bennington Triangle") è stato un termine coniato dall'autore Joseph A. Citro nel corso di una trasmissione radiofonica nel 1992 e a cui si riferiva a un'area del Sud-Ovest del Vermont entro la quale, a suo dire, sarebbe scomparso un buon numero di persone in circostanze misteriose nell'arco di un trentennio tra gli anni venti e gli anni cinquanta.

Citro pubblicò due libri sull'argomento riportando casi di sparizioni, avvistamenti e fenomeni strani e possibili conclusioni, facendo un parallelo anche col triangolo di Bridgewater nel Massachusetts. [1]

Citro sostenne che le supposte sparizioni in particolare ruotano attorno alla Glastenbury Mountain che storicamente e tradizionalmente appartiene ai racconti locali dei nativi americani, ma altre aree incluse nel triangolo erano: Bennington, Woodford, Shaftsbury e Somerset. Glastenbury e Somerset furono fondate come centri industriali negli anni dei primi pionieri ma nel XIX secolo iniziò un lento declino che portò alla spopolazione delle città fino al completo abbandono. Oggi le due località sono essenzialmente delle città fantasma e da un atto legislativo del 1937 rientrano come aree non incorporate. [1]

La scomparsa di Paula Jean Welden[modifica | modifica sorgente]

La scomparsa della studentessa Paula Jean Welden è molto probabilmente uno dei casi irrisolti più noti del triangolo di Bennington e uno dei più controversi. Nata nel 1928 e iscritta al Bennington College, il 1º dicembre 1946 si allontanò per un'escursione al Vermont's Long Trail e non fece più ritorno. [2] [3]

Nonostante per le ricerche fossero state impiegati centinaia di volontari in assistenza alle forze dell'ordine locali, il corpo di Paula Welden non fu mai ritrovato e la sua scomparsa provocò un acceso dibattito circa l'effettiva funzione dei mezzi di lavoro usati dalla polizia nel corso delle indagini. A fornire assistenza alle autorità del posto fu chiamata la Polizia di Stato del Connecticut, ma anch'essa concluse le ricerche con un nulla di fatto. [4] [5]

Folclore[modifica | modifica sorgente]

Nei racconti dei nativi americani si parla di creature mostruose abitanti nei boschi e di uomini selvaggi che avrebbero abitato la zona da tempi antichi. Glastenbury in particolare è tradizionalmente considerata come "area maledetta" dagli indiani d'America. [1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Strange Nation, Vanishing Point, 1999, via archive.org, access date 2009-09-03
  2. ^ Paula Jean Welden in The Charley Project. URL consultato il 17 luglio 2009.
  3. ^ The Doe Network: Case File 1784DFVT
  4. ^ Citro, Joseph A. Weird New England, Sterling, 2005.
  5. ^ Stock, R.D.; Zeller, J. "The Strange Disappearances at Mt. Glastenbury." Fate, July 1957.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mary Gavel Adams. The Bennington Monster. Green Mountain Whittlin's, 1950
  • R.D. Stock e J. Zeller. The Strange Disappearances at Mt. Glastenbury. FATE, Luglio 1957
  • Jim Brandon. Weird America. Penguin Publishing, 1978
  • Halkias, Terry. New book explores ghost town Glastenbury, Vermont, Advocate Weekly (May 14, 2008), available at [1], accessed 2009-09-03 ("The town is well-known outside Vermont; it is part of a growing legend of unexplained occurrences and disappearances in what has become known as "the Bennington Triangle.")
  • Sally Jacobs. Ghost Towns. Burlington Free Press, 25-10-1981
  • Joseph A. Citro. Green Mountain Ghosts, Ghouls, and Unsolved Mysteries. University of New England/ Vermont Life, 1994
  • Joseph A. Citro. Passing Strange: True Tales of New England Hauntings and Horrors, 1996
  • Joseph A. Citro e Mark Sceurman. Weird New England, 2005, p.74-75

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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