Trentino-Alto Adige
| Trentino-Alto Adige regione a statuto speciale |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Capoluogo | Trento[2] | ||||||
| Presidente | Lorenzo Dellai (UpT-ApI) dal 15-06-2011 | ||||||
| Lingue ufficiali | Italiano, tedesco, ladino | ||||||
| Data di istituzione | 1948 | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate del capoluogo |
46°4′N 11°7′E / 46.06667°N 11.11667°ECoordinate: 46°4′N 11°7′E / 46.06667°N 11.11667°E | ||||||
| Altitudine | 749[3] m s.l.m. | ||||||
| Superficie | 13 607 km² | ||||||
| Abitanti | 994 703 (2-5-2012) | ||||||
| Densità | 73,1 ab./km² | ||||||
| Province | Bolzano, Trento | ||||||
| Comuni | 333 | ||||||
| Regioni confinanti | Lombardia, Grigioni (CH-GR), Salisburghese (AT-5), Tirolo (AT-7), Veneto | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||||
| ISO 3166-2 | IT-32 | ||||||
| Codice ISTAT | 04 | ||||||
| Nome abitanti | trentini, altoatesini | ||||||
| Localizzazione | |||||||
Mappa della regione con le sue due province autonome |
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| Sito istituzionale | |||||||
Il Trentino-Alto Adige (nome ufficiale Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol[4]) è una regione italiana di 1.037.114 abitanti con Trento capoluogo.
In seguito alla riforma statutaria del 1972 la regione è stata ampiamente esautorata e gran parte delle competenze trasferite direttamente all'Alto Adige, corrispondente alla Provincia autonoma di Bolzano, ed al Trentino, corrispondente alla Provincia autonoma di Trento.
Il Trentino-Alto Adige fa parte anche di un'associazione di cooperazione transfrontaliera istituita nell'ambito dell'Unione Europea, l'Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino.[5]
Indice |
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Zone altimetriche d'Italia. |
Il Trentino-Alto Adige è la regione italiana più settentrionale ed è completamente montuosa. Le catene montuose si innalzano fino a quote altimetriche di 2700–3900 m. Con i suoi 13.607 km² il Trentino-Alto Adige è una delle regioni meno densamente popolate in quanto ospita circa 1.000.000 abitanti per una densità di 74 ab/km², molto al di sotto della media nazionale, collocandosi al secondo posto, dopo la Valle d'Aosta, nel rapporto tra numero di abitanti e superficie territoriale. Tutta la regione è ricchissima di boschi di conifere e faggi, ruscelli e fiori, mentre in altri tratti sono presenti numerosi prati e pascoli in cui vi è un'altissima percentuale di specie alpine di erbe e funghi, in cui la popolazione porta al pascolo i bovini. Considerando l'orografia del territorio e il fatto che le foreste ne ricoprono oltre il 70%, appare tuttavia evidente come vi siano notevoli differenze fra la densità di abitanti dell'entroterra (in cui peraltro si sono verificati fenomeni di spopolamento e di migrazione verso le città sulle principali valli) e quella dell'Adige.
Le valli sono generalmente piccole e strette, i cui versanti sono ricoperti da foreste. Unica eccezione è appunto la valle dell'Adige, di origine glaciale. La sua parte più settentrionale è chiamata val Venosta, mentre a sud di Rovereto essa è denominata Vallagarina fino all'ingresso del fiume nella pianura Padana poco a nord di Verona. Le principali città situate nella Valle dell'Adige sono Trento e Bolzano.
[modifica] Confini
Il Trentino-Alto Adige confina a sud e a sud-est con il Veneto, a nord e a nord-est con i Länder austriaci Tirolo (settentrionale e orientale) e Salisburghese, a ovest e sud-ovest con la Lombardia, a nord-ovest con la Svizzera (Cantone dei Grigioni). La Valle Aurina è la valle più a nord di tutta l'Italia e Predoi il centro abitato più a settentrione situato tra i piedi della valle e la vetta d'Italia, al confine austriaco.
La regione è compresa tra le Alpi centrali e quelle orientali, mentre a sud il confine è delimitato dal lago di Garda.
[modifica] Clima
Il clima del Trentino-Alto Adige può essere definito di transizione tra il clima semicontinentale e quello alpino. Le temperature di gennaio sono comprese dai -5 C° ai -10° mentre in estate sui 30°-35° anche più. Pur presentando gran parte del proprio territorio ad una altitudine media piuttosto elevata (circa il 77% al di sopra dei 1000 m s.l.m., poco meno del 20% al di sopra dei 2000 m s.l.m.), esso non presenta quei caratteri di rigidità propri di altre aree alpine. A partire dalle fasce altimetriche più basse, il clima può essere suddiviso in quattro grandi aree[6]:
- area submediterranea - nell'area dell'Alto Garda e della bassa Valle del Sarca. È la parte relativamente più mite della regione, con inverni in ogni caso freddi, anche se non come nel resto dei fondovalle, ed estati calde ma moderate dalla brezza pomeridiana del Garda. La vegetazione è composta da essenze miste submediterranee e continentali con particolare presenza di olivi, lecci e cipressi;
- area subcontinentale - clima di transizione che caratterizza i fondovalle, con inverni piuttosto rigidi ed assai nevosi. A quest'area appartiene la Val Venosta, che si estende dalle cime più alte del Gruppo Ortles per poi degradare dal Passo Resia fino a Merano: essa è particolarmente adatta alla coltivazione delle mele, data la scarsa piovosità (meno di 500 mm di precipitazioni annue), la presenza costante del sole per oltre 300 giorni all'anno e le forti escursioni termiche che eliminano insetti e parassiti.[7] La vegetazione è costituita soprattutto da castagni, faggi e abeti bianchi; anche in questa fascia non mancano in ogni caso essenze submediterranee, soprattutto nelle aree più protette o di versante.
- area continentale - nelle vallate alpine (come le valli di Fassa o di Sole o di Primiero) con inverni rigidi ed estati brevi e piuttosto piovose e con vegetazione composta soprattutto da conifere;
- area alpina - nelle fasce superiori al limite della vegetazione arborea (1800/900 m s.l.m.), con nevi che permangono a lungo durante l'anno.
[modifica] Montagne
A nord della regione, verso il confine austriaco, lungo la linea che va dal Passo Resia al Passo di Monte Croce di Comelico, si estendono le Alpi Retiche (Rätische Alpen, suddivisibili in Alpi Venoste, Breonie, Aurine e Pusteresi), che raggiungono la loro massima altezza nella Palla Bianca/Weißkugel (3738 m s.l.m.). Nella Valle Aurina, la Testa Gemella Occidentale, o Westlicher Zwillingskopf (2911 m s.l.m.), rappresenta dal 1997 la punta più a nord dell'intero territorio nazionale, che precedentemente era considerata la Vetta d'Italia (Glockenkarkopf). Nella parte occidentale del Trentino-Alto Adige si elevano i gruppi dell'Ortles-Cevedale (con l'Ortles/Ortler, massima vetta della Regione, 3902 m s.l.m.), dell'Adamello-Presanella e delle Dolomiti di Brenta.
Sia l'Alto Adige che il Trentino sono interessati dalla sezione occidentale delle Dolomiti (Dolomiti di Sesto, Gruppo del Puez, Odle, Sciliar, Sassolungo, Catinaccio, Marmolada, Gruppo di Sella, Latemar, Pale di San Martino), mentre proseguendo verso sud i rilievi montuosi degradano nelle Prealpi.
Riassumendo le sezioni e sottosezioni alpine che interessano la regione sono[8]:
- Alpi Retiche occidentali (Alpi della Val Müstair)
- Alpi Retiche orientali (Alpi Venoste, Alpi dello Stubai, Alpi Sarentine)
- Alpi dei Tauri occidentali (Alpi della Zillertal, Alti Tauri, Alpi Pusteresi
- Alpi Retiche meridionali (Alpi dell'Ortles, Alpi della Val di Non, Alpi dell'Adamello e della Presanella, Dolomiti di Brenta)
- Prealpi Bresciane e Gardesane (Prealpi Gardesane)
- Dolomiti (Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo, Dolomiti di Brenta, Dolomiti di Gardena e di Fassa, Dolomiti di Feltre e delle Pale di San Martino, Dolomiti di Fiemme).
Assieme alle montagne ci sono anche numerosi passi: Passo Gardena, Passo Nigra, Passo Sella, Passo Stalle, Passo del Brennero, Passo del Rombo, Passo della Mendola, Passo delle Erbe, Passo delle Palade, Passo dello Stelvio, Passo di Campolongo, Passo di Costalunga, Passo di Monte Croce di Comelico, Passo di Monte Giovo, Passo di Pampeago, Passo di Pennes, Passo di Resia, Passo di Valparola, Passo San Lugano.
Le valli principali sono:
- Val d'Adige: Val Passiria, Val d'Ultimo, Val di Fassa
- Valle Isarco: Val di Tires, Val Gardena, Val Ridanna, Val Sarentino, Val d'Ega, Val di Vizze, Val Racines, Val di Giovo, Val di Fleres
- Val Pusteria: Val di Tures, Valle Aurina, Val Badia, Valle di Casies, Val Fiscalina, Valle di Anterselva, Val di Landro, Valle di Braies
- Val Venosta: Val Monastero, Val Martello, Val di Senales
[modifica] Fiumi
Il Trentino-Alto Adige è ricco di corsi d'acqua (fra i maggiori: l'Adige con gli affluenti Passirio, Isarco con il suo tributario Rienza, Noce e Avisio, il Brenta, il Sarca e il Chiese).
[modifica] Laghi
In Trentino si estende l'estrema punta settentrionale del lago di Garda che è suddiviso tra Trentino, Veneto e Lombardia; numerosi sono inoltre i laghi alpini, spesso di piccole dimensioni. Fra i più rilevanti: lago di Caldonazzo, lago di Ledro, lago di Levico, lago di Molveno, lago di Tovel e Lago di Cei. Tra i bacini artificiali il maggiore è il lago di Santa Giustina.
In Alto Adige vi sono 176 bacini d'acqua naturali con lunghezza maggiore o uguale a 100 metri. Gran parte di tali bacini si trova a quote superiori ai 2000 m. I laghi naturali con una superficie maggiore di 5 ettari sono 13: di questi solo tre (il Lago di Caldaro, in ted. Kalterer See, e i due laghi di Monticolo, Montiggler Seen) sono situati al di sotto dei 1000 m. I restanti 10 laghi maggiori sono il Lago di Anterselva (ted. Antholzersee), lago di Braies (Pragser Wildsee), il lago di Carezza (Karersee), il lago di Costalovara (Wolfsgrubener See), il lago di Dobbiaco (Toblacher See), il lago di Favogna, (Fennberger See), il lago di Fiè (Völser Weiher), il Lago di Santa Maria (St. Felixer Weiher oppure Tretsee), il lago di San Valentino alla Muta (Haidersee), il lago di Landro (Dürrensee) ed il lago di Varna (Vahrner See). Vi sono anche laghi artificiali, alcuni dei quali di dimensione degna di nota. Tra i principali ricordiamo il Lago di Resia (Reschensee), il Lago di Zoccolo (Zoggler Stausee), il Lago di Fortezza (Franzensfester See), il Lago di Rio di Pusteria (Mühlbacher See) e il Lago di Valdaora (Olanger Stausee).
[modifica] Aree protette
Diverse sono le aree protette, che coprono circa un quinto del territorio della regione. Nel territorio regionale è presente un parco nazionale (Parco Nazionale dello Stelvio) e 10 parchi provinciali (8 dei quali si estendono in Provincia di Bolzano). I principali sono: Parco naturale Dolomiti di Sesto, Parco naturale Fanes - Sennes e Braies, Parco naturale Gruppo di Tessa, Parco naturale Monte Corno, Parco Puez Odle, Parco naturale dello Sciliar, Parco naturale Vedrette di Ries - Aurina, Parco nazionale dello Stelvio. Il Parco delle Alpi Sarentine è ancora in fase di attivazione. L'Alto Adige offre nelle sue montagne e valli innumerevoli monumenti naturali, come le piramidi di terra in Alto Adige; in Alto Adige le più famose sono le piramidi di Plata e le piramidi di Renon.
[modifica] Z.P.S. - Zone di Protezione Speciale
| Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette del Trentino-Alto Adige. |
Questi sono, per quanto concerne la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, i siti delle Zone di Protezione Speciale.
Le località - definite Zone di Protezione Speciale, e spesso indicate con l'acronimo Z.P.S. - sono state proposte sulla base del Decreto 25/3/2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 168 dell'21 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 79/409/CEE.[9]
- Provincia di Trento
- Lago di Tovel
- Palu' di Borghetto
- Taio di Nomi
- Passo Brocon
- Crinale Pichea - Rocchetta
- Alpe di Storo e Bondone
- Bocca d'Ardole - Corno della Paura
- Bocca di Caset
- Catena di Lagorai
- Monti Lessini Nord
- Piccole Dolomiti
- Pasubio
- Val Campelle
- Valle del Vanoi
- Provincia di Bolzano
- Biotopo Ontaneto di Sluderno
- Biotopo Vegetazione Steppica Sonnenberg
- Val di Fosse (Pfossental) nel Parco naturale Gruppo di Tessa
- Lacines - Catena del Monteneve nel Parco naturale Gruppo di Tessa
- Biotopo Delta del Valsura (Falschauermündung)
- Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina
- Ontaneti dell'Aurino (Ahrauen)
- Valle di Funes - Sass de Putia nel Parco naturale Puez Odle
- Parco naturale dello Sciliar
- Biotopo di Caldaro
- Parco naturale Monte Corno
- Ultimo - Solda nel Parco Nazionale dello Stelvio
- Ortles - Monte Madaccio nel Parco Nazionale dello Stelvio
- Alpe di Cavallaccio nel Parco Nazionale dello Stelvio
- Parco naturale Fanes - Sennes e Braies
- Parco naturale Dolomiti di Sesto
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Trentino e Storia dell'Alto Adige. |
Fino al 1918 il Trentino-Alto Adige fece parte della contea del Tirolo e quindi dell'Impero asburgico, formando un unicum amministrativo con l'attuale stato federato del Tirolo.
Prima della Restaurazione del 1815 il Trentino aveva costituito un territorio del Sacro Romano Impero Germanico, il Principato vescovile di Trento, anche se condominialmente controllato dai Conti del Tirolo prima e dagli Asburgo loro successori poi, territorio il quale comprendeva larga parte dell'attuale provincia di Trento e porzioni oggi in provincia di Brescia e di Belluno e la cui diocesi comprendeva anche la parte meridionale della zona di Bolzano. Anche il Principato vescovile di Bressanone (che comprendeva anche territori oggi facenti parte dell'Austria) sopravvisse dall'inizio dell'XI secolo sino alla secolarizzazione nel 1802 per opera di Napoleone.
Le spinte risorgimentali-irredentiste che si svilupparono nella penisola italiana (e, meno, anche in Trentino) durante il corso del XIX secolo sfociarono nell'annessione della regione all'Italia. Alla conclusione della prima guerra mondiale, il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione (chiamata poi "Venezia Tridentina") al Regno d'Italia. Tale annessione sancì lo smembramento dell'antica contea tirolese e l'accorpamento all'Italia, oltre che del Trentino, anche delle popolazioni di lingua tedesca e ladina della provincia di Bolzano.
Dopo la fine della Grande Guerra, che aveva visto i soldati trentini impegnati prevalentemente sui fronti orientali dell'impero austro-ungarico, temendosi che disertassero a favore del Regno d'Italia, ma in misura minore anche contro le truppe italiane, il subentrato governo fascista perseguì una politica di assimilazione delle minoranze di lingua tedesca e ladina ed una progressiva italianizzazione dell'Alto Adige, incentivando l'arrivo di immigrati italiani provenienti dal Trentino e dal resto d'Italia (soprattutto nordorientale). I comuni ladini di Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia e Cortina d'Ampezzo furono smembrati dal contesto regionale ed accorpati alla provincia veneta di Belluno. L'uso del tedesco fu bandito dalla vita pubblica e vennero anche chiuse le scuole di lingua tedesca.
Nel 1939, in ottemperanza all'accordo italo-tedesco sulle Opzioni, la maggioranza dei residenti sudtirolesi di lingua tedesca e ladina, che aveva subito una forte emarginazione economica, etnica e sociale ad opera del regime fascista, si dichiarò favorevole ad emigrare verso i territori del Terzo Reich. Lo scoppio della seconda guerra mondiale intervenne però a rallentare le operazioni di esodo e circa un terzo degli espatriati tornò in Italia dopo il conflitto.[10]
A seguito dell'armistizio firmato dall'Italia con gli alleati, la regione venne di fatto annessa al Terzo Reich, con il riconoscimento di una speciale autonomia (con un proprio corpo armato - Corpo di Sicurezza Trentino, in sigla CST) per la Provincia di Trento. Dal 1943 al 1945 venne praticamente ristabilita l'integrità territoriale asburgico-tirolese che era stata frantumata nel 1918. Il governo della Repubblica Sociale Italiana non aveva praticamente giurisdizione sui territori della regione (che venne estesa a comprendere anche il Bellunese). L'area venne ufficialmente nominata Zona d'operazioni delle Prealpi (ted. Operationszone Alpenvorland), con capoluogo Bolzano.
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale le istanze autonomistiche trentine, represse durante il fascismo, furono raccolte dall'Associazione Studi Autonomistici Regionali (A.S.A.R), che reclamava per tutta la regione al Trentino-Alto Adige un'autonomia speciale. Il movimento ebbe un grande seguito popolare e il 20 aprile 1947 riuscì a portare in piazza di Fiera a Trento ben 30.000 persone. In Alto Adige prevalsero invece le spinte secessioniste, già nel 1946 erano state raccolte 155.000 firme per ottenere l'annessione all'Austria.
L'Accordo De Gasperi-Gruber sancì che la provincia di Bolzano rimanesse all'Italia, prevedendo solo per essa una certa autonomia, ma il trentino De Gasperi la allargò ai suoi conterranei, creando sulle ceneri della Venezia Tridentina la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (primo statuto di autonomia). In questo modo fu coronata da successo la ricerca di forme d'autonomia da sempre richieste dalle popolazioni trentine, ma indebolita l'autonomia sudtirolese perché legata ad una maggioranza di lingua italiana. Nel rispetto dell'Accordo De Gasperi-Gruber, il primo statuto del Trentino-Alto Adige ripristinò l'insegnamento del tedesco e ristabilì la toponomastica bilingue.
Fino alla metà degli anni '50 la Democrazia Cristiana e la Südtiroler Volkspartei (SVP), il partito di riferimento della popolazione di lingua tedesca, collaborarono proficuamente nella gestione dell'ente regionale. A partire dal 1955, anno in cui si ricostituiva la Repubblica Austriaca, all'interno della SVP iniziò la scalata al vertice di giovani elementi, alcuni dei quali in passato legati al nazismo, che si spesero per una politica segnatamente anti-italiana in provincia di Bolzano. In tutti i comuni a maggioranza SVP (tutto l'Alto Adige tranne allora Bolzano, Bronzolo, Egna, Fortezza, Merano, Laives, Salorno e Vadena) venne sospeso il rilascio di nuove residenze per italiani; fu fatta propaganda contro i matrimoni misti; venne attuata una separazione etnica totale nelle scuole e negli edifici tra le persone dei gruppi linguistici italiano e tedesco; si chiese la sospensione dei lavori di edilizia popolare poiché ciò avrebbe favorito l'immigrazione italiana; venne chiesto anche lo smantellamento della zona industriale di Bolzano.[11] La violenta campagna anti-italiana culminò nel terrorismo del BAS (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) e si pose nel segno di una lotta contro l'autonomia regionale, dove trentini e altoatesini di lingua italiana erano in maggioranza, a favore di un'autonomia provinciale per l'Alto Adige, dove gli abitanti di lingua tedesca e ladina avrebbero potuto contare su una propria maggioranza ancor più a scapito degli abitanti di lingua italiana. I sudtirolesi rifiutavano anche la presenza maggioritaria di italiani nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Bolzano.
A seguito di nuove trattative tra Italia ed Austria fu siglato il cosiddetto "Pacchetto di Autonomia" (l'insieme delle misure a favore della popolazione di lingua tedesca) e nel 1972 entrò in vigore il secondo statuto regionale, che tuttora privilegia l'autonomia delle due province, che di fatto costituiscono due Regioni autonome, solo formalmente riunificate nella Regione Trentino - Alto Adige/Südtirol. Nella Provincia Autonoma di Bolzano è data importanza alla lingua di appartenenza (italiano, tedesco, ladino), con una ripartizione proporzionale alla consistenza dei gruppi linguistici nell'attribuzione di impieghi pubblici, contribuzioni pubbliche e assegnazione di case popolari; le scuole (comprese quelle materne) sono divise a seconda dell'appartenenza al gruppo linguistico. Tutti gli impiegati e funzionari della Regione o della Provincia di Bolzano devono essere bilingui, cioè parlare almeno l'italiano ed il tedesco.
Il Trentino-Alto Adige, unitamente allo Stato Federato del Tirolo, costituisce un'Euroregione, ovvero l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.
[modifica] Monumenti storici
Il Trentino-Alto Adige nel corso della storia è passato sotto diverse dominazioni, ciascuna delle quali ha lasciato le proprie tracce.
Tra i castelli più noti di epoca medievale vi sono Castel Tirolo, Castel Roncolo (il maniero illustrato) e il Castello del Buonconsiglio, sede del Concilio di Trento.
Nella tabella seguente sono elencati alcuni dei più importanti castelli, suddivisi nelle due province.
Castel Fontana, diventato nel 1974 il museo agricolo Brunnenburg (Landwirtschaftsmuseum Brunnenburg), illustra usanze e modi di lavoro dei contadini della zona.[12]
Sotto l'impero austro-ungarico furono costruite diverse fortificazioni, tra cui il forte di Fortezza (dove secondo la leggenda i nazisti avrebbero nascosto un'ingente quantità di oro, mai ritrovato).
Oltre a castelli e fortezze, nelle province si trovano diverse chiese, abbazie e monasteri, tra cui l'abbazia di Monte Maria, l'Abbazia di Novacella ed il Monastero di Sabiona.
[modifica] Amministrazione
[modifica] Aspetto istituzionale e politica
| Per approfondire, vedi la voce regione a statuto speciale. |
Il Trentino-Alto Adige è una regione a statuto speciale. Le sue due province, la provincia Autonoma di Trento (Trentino) e la provincia Autonoma di Bolzano (Alto Adige) sono le uniche province italiane che godono di uno statuto di autonomia. Le due autonomie provinciali sono molto ampie e di fatto contano più della regione stessa: specifiche norme, basate sul titolo V della Costituzione (anche prima delle modifiche), prevedono che vengano trattate alla stregua di regioni, tant'è che partecipano anche alla Conferenza Stato-Regioni, la cui denominazione ufficiale è, per l'appunto, Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
All'interno degli organi regionali, il potere esecutivo spetta alla giunta, mentre quello legislativo al consiglio regionale. La giunta regionale è presieduta dal presidente della regione ed è composta da assessori (solitamente 5) e da due vice presidenti della regione, uno trentino ed uno altoatesino; il presidente della regione non è eletto direttamente. Un accordo fra i presidenti delle due province ha istituito il sistema della "presidenza regionale a rotazione": la regione avrà nel corso di una legislatura due presidenti, che sono in pratica i presidenti stessi delle due province autonome. Lo stesso sistema di rotazione vale anche per la presidenza del consiglio regionale.
Il Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige è composto da 70 membri, 35 trentini e 35 altoatesini. Esso è formato dall'unione del consiglio provinciale trentino e altoatesino, per cui i deputati regionali sono eletti separatamente nelle due province, con un sistema proporzionale puro in Alto Adige e un sistema proporzionale con premio di maggioranza in Trentino. Con la riforma elettorale del 2001 il potere esecutivo e legislativo è diventato indipendente e separato nelle due province autonome a statuto speciale. Prima della riforma del 2001 vi era un unico sistema di partiti per la regione. Dopo la riforma le due province possono avere dei partiti regionali ben distinti e separati e delle elezioni separate (in pratica gli assessori di una determinata provincia possono cambiare in periodi diversi). La regione non prevede la totalità di voti ad un solo partito provinciale per cui possono essere presenti più partiti nella giunta.
Nella prima metà di legislatura il consiglio e la giunta regionale si riunisce a Trento, mentre prosegue nella seconda a Bolzano. Di fatto il ruolo di Trento-capoluogo regionale si può definire puramente formale. Entrambe le città capoluogo hanno dal punto di vista politico-amministrativo un'eguale importanza.
Dallo Stato Italiano le due province autonome sono dunque considerate alla stregua di regioni. Inoltre il governo intrattiene rapporti separati con le due province: in regione infatti vi sono due Commissariati del Governo, uno a Bolzano per l'Alto Adige ed uno a Trento per il Trentino. Dati i limitati poteri ad essa attribuiti, e la natura derivata delle sue autorità rispetto a quelle delle due singole amministrazioni locali, dopo le riforme istituzionali del 2001 la Regione può essere considerata una confederazione delle due province autonome.
[modifica] Consiglio regionale
| Per approfondire, vedi la voce Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige. |
Il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige è l'organo legislativo della Regione autonoma Trentino-Alto Adige. È composto dai 70 membri del Consiglio della Provincia autonoma di Trento e di Bolzano.
[modifica] Giunta Regionale
L'attuale giunta regionale è formata da cinque membri (2 di madrelingua italiana, 2 tedesca, 1 ladina). La carica del Presidente della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (in tedesco Präsident der Autonomen Region Trentino-Südtirol) viene assegnata a rotazione al Presidente della Provincia Autonoma di Trento ed al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano.
[modifica] Presidente
[modifica] Assessori
- Luis Durnwalder (SVP), Vice Presidente Sostituto
- Roberto Bizzo (PD), Vice Presidente - Assessore effettivo
- Martha Stocker (SVP), Assessore effettivo
- Luigi Ciocchetti (UAL), Assessore effettivo
[modifica] Simboli regionali
| Per approfondire, vedi la voce Bandiera del Trentino-Alto Adige. |
Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica del 21 marzo 1983 la Regione dispone di tre simboli ufficiali (bandiera, stemma e gonfalone):
- Bandiera
- Per quanto concerne la bandiera della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige; essa è composta da un bicolore bianco ed azzurro od alternativamente bianco e blu (colori sui quali, anticamente, si portavano gli stemmi di Trento e Bolzano) caricato al centro dallo stemma ufficiale regionale. La bandiera, raramente impiegata ed ufficiosamente riconosciuta (non se ne conosce il motivo ma mai impiegata ufficialmente), viene spesso rimpiazzata dalle più popolari bandiere delle due province autonome o dalla bandiera ladina.
- Stemma
- d'argento inquartato: il primo ed il quarto all'aquila antica di Trento di nero, rostrata e membrata d'oro, contornata da fiamme di rosso uscenti e linguata di rosso fiammeggiante, con le ali caricate da sostegni d'oro con trifogli dello stesso nel contorno alare; il secondo ed il terzo all'aquila antica del Tirolo di rosso, rostrata e membrata d'oro, linguata di rosso, con le ali caricate da sostegni d'oro. (DPR 21/03/1983)
- Gonfalone
- drappo partito d'azzurro e di bianco caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione bilingue in oro: Regione Trentino-Alto Adige nel palo d'azzurro e Region Trentino-Südtirol nel palo di bianco. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Regione e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. (DPR 21/03/1983)
[modifica] Demografia
Nel 2009 i nati sono stati 10.588 (10,3‰, il secondo più alto indice regionale d'Italia), i morti 8.421 (8,4‰) con un incremento naturale di 2.167 unità rispetto al 2008 (1,9‰). Le famiglie contano in media 2,4 componenti. Il 31 dicembre 2009 su una popolazione di 1.028.260 abitanti si contavano 85.200 stranieri (6,2%).
[modifica] Province
Delle due province, quella di Trento è la più popolosa e più densamente abitata.
| Provincia | Sigla | Abitanti (1 gennaio 2011) | Superficie (km²) | Densità (ab./km²) |
|---|---|---|---|---|
| Provincia autonoma di Trento | TN | 529.457 | 6.206,90 | 85,30 |
| Provincia autonoma di Bolzano | BZ | 507.657 | 7.399,97 | 68,60 |
| Trentino-Alto Adige | 1.037.114 | 13.606,87 | 76,22 |
[modifica] Comuni principali
Il Trentino-Alto Adige è suddiviso in 333 comuni (217 in provincia di Trento e 116 in provincia di Bolzano). Di seguito sono elencati i venti più popolosi comuni, ordinati per numero di abitanti:[13]
| Pos. | Stemma | Comune di | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
Densità (ab/km²) |
Altitudine (m s.l.m.) |
Provincia |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° | Trento | 114.236 | 157,92 | 723 | 194 | TN | |
| 2° | Bolzano | 104.745 | 52,34 | 1.947 | 262 | BZ | |
| 3° | Merano | 38.723 | 26 | 1.433 | 325 | BZ | |
| 4° | Rovereto | 38.611 | 50,9 | 737.70 | 204 | TN | |
| 5° | Bressanone | 20.360 | 84,86 | 240 | 560 | BZ | |
| 6° | Pergine Valsugana | 19.708 | 54 | 365 | 490 | TN | |
| 7° | Laives | 17.168 | 24 | 697 | 258 | BZ | |
| 8° | Arco | 16.364 | 63 | 260 | 91 | TN | |
| 9° | Riva del Garda | 15.818 | 42 | 377 | 70 | TN | |
| 10° | Brunico | 15.170 | 45 | 337 | 838 | BZ | |
| 11° | Appiano sulla Strada del Vino | 13.892 | 59,7 | 233 | 416 | BZ | |
| 12° | Lana | 10.985 | 36 | 305 | 310 | BZ | |
| 13° | Mori | 9.325 | 34 | 274 | 204 | TN | |
| 14° | Ala | 8.790 | 119,87 | 73 | 180 | TN | |
| 15° | Lavis | 8.437 | 12,44 | 678 | 238 | TN | |
| 16° | Caldaro sulla Strada del Vino | 7.558 | 47 | 161 | 425 | BZ | |
| 17° | Renon | 7.430 | 111 | 67 | 1000 | BZ | |
| 18° | Levico Terme | 7.300 | 62 | 118 | 520 | TN | |
| 19° | Mezzolombardo | 6.914 | 13.82 | 500 | 227 | TN | |
| 20° | Sarentino | 6.863 | 302 | 23 | 900 | BZ |
[modifica] Cittadini stranieri
Al 1 gennaio 2010 i cittadini stranieri residenti in regione sono 85.200. I gruppi più numerosi sono quelli di:
fonte Istat
[modifica] Economia
Il Trentino-Alto Adige è la seconda regione italiana per PIL pro capite, preceduta dalla sola Valle d'Aosta. Delle due province, quella di Bolzano è la più ricca.
| 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| PIL (milioni. EUR)[14] |
25.356,7 | 25.953,9 | 26.702,1 | 27.647,2 | 28.976,4 | 29.670,0 | 30.954,0 | 32.435,7 | 33.670,9 | 33.436,4 |
| PIL pro capite (EUR)[15] |
26.801,4 | 27.669,4 | 28.238,3 | 28.904,5 | 29.915,7 | 30.278,6 | 31.266,7 | 32.403,3 | 33.238,8 | 32.633,6 |
Nel settore agricolo viene praticata diffusamente la coltivazione di mele. Le zone di produzione principali sono la Val Venosta, la Val di Non e in parte la Val d'Adige. Anche la viticoltura è sviluppata in tutta la regione e produce vini di qualità.
Circa un terzo della popolazione attiva lavora nell'industria. Le imprese, tipicamente di dimensioni piccole e medie, sono attive nei settori tessile, edilizio, della meccanica, del legno e della carta.[16] L'abbondanza di acqua e la conformazione del territorio favoriscono la produzione di energia idroelettrica. Il Trentino-Alto Adige è inoltre una delle regioni italiane più all'avanguardia per quanto riguarda l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed è una delle prime produttrici di impianti eolici, fotovoltaici e solari.[17]
Grande importanza riveste il turismo. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 3.909.663 italiani e 4.369.256 stranieri[18].
Secondo quanto riportato da "Il Sole 24 Ore" in una speciale classifica del 2010, le due province di Trento e di Bolzano sono ai primi due posti come qualità di vita in Italia.[19]
[modifica] Autonomia fiscale e amministrativa
Lo statuto speciale del Trentino Alto Adige garantisce una particolare forma di autonomia che assume particolare rilevanza sotto il profilo impositivo. Il Trentino-Alto Adige trattiene per sé il 90% della maggior parte dei tributi riscossi nel territorio. Di conseguenza il Trentino-Alto Adige con circa un milione di abitanti dispone di un budget che corrisponde a quello della Regione del Veneto, con 4,8 milioni di abitanti. Anche per questo diversi comuni di confine chiedono il passaggio alle più ricche regioni di diritto speciale, come permesso dalla Costituzione.
| Per approfondire, vedi le voci Questioni dei confini regionali e Questione dei comuni lombardi e veneti al confine con il Trentino-Alto Adige. |
[modifica] Trasporti
| Per approfondire, vedi la voce Trasporti del Trentino-Alto Adige. |
Nel tratto meridionale della valle dell'Adige (Rovereto-Bolzano) corrono la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, l'autostrada A22 del Brennero e la ferrovia del Brennero (che poi proseguono fino al passo del Brennero), oltre a varie strade provinciali. Nel tratto tra Bolzano e Merano corrono la ferrovia Bolzano-Merano, la Strada statale 38 dello Stelvio, che tra i due centri prende le forme di una superstrada detta MeBo.
[modifica] Cultura
[modifica] Minoranze linguistiche
Il Trentino è quasi completamente italofono, con comunità storiche germanofone: Mocheni nell'alta Valle del Fersina, detta anche Valle dei Mocheni, e Cimbri, concentrati nel comune di Luserna. La lingua cimbra e la lingua mochena godono di particolari tutele. L'Alto Adige è invece a maggioranza germanofona (parlante il dialetto sudtirolese), con una forte minoranza italofona, oggi circa al 26%.
In Trentino-Alto Adige è poi presente una minoranza linguistica ladina, parlante il ladino, una lingua retoromanza. La cosiddetta Ladinia, che si estende anche in territorio veneto, comprende 5 vallate: Val Gardena (BZ), Val Badia (BZ), Val di Fassa (TN), Livinallongo del Col di Lana (BL) e Ampezzo (BL). Ogni vallata possiede la propria variante linguistica, spesso molto differente dalle altre. Per dare impulso ad uno sviluppo linguistico-culturale dell'area si è pensato, attraverso il progetto SPELL, di creare una lingua standard ("ladino standard") sul modello del romancio nel Cantone svizzero dei Grigioni, che riunisca gli aspetti più simili delle varie parlate ladine.
Un corpo linguistico ladino è presente anche nelle parlate delle valli di Non (nones) e Sole (solandro), sebbene questi dialetti ladini risentano una maggiore influenza delle parlate lombarde e trentine.
In occasione del censimento decennale della popolazione gli abitanti del Trentino-Alto Adige dichiarano la propria appartenenza ad uno dei gruppi linguistici riconosciuti dallo statuto di autonomia: italiano, tedesco, ladino, mocheno e cimbro. In Alto Adige il censimento linguistico rileva ai fini della proporzionale etnica.
| Gruppo linguistico | Percentuale[20][21] |
|---|---|
| Italiano | 63,03 % |
| Tedesco | 32,73 % |
| Ladino | 3,89 % |
| Mocheno | 0,25 % |
| Cimbro | 0,10 % |
[modifica] Bilinguismo e toponimi
Il primo statuto, del 1948, assegnava alla regione il nome bilingue "Trentino-Alto Adige/Tiroler Etschland" ("Trentino-Alto Adige/Terra Tirolese dell'Adige"). Per effetto del secondo statuto speciale entrato in vigore nel 1972 il nome bilingue ufficiale della regione è "Trentino-Alto Adige/Südtirol".[1] La legge di modifica costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 ha inserito la dizione del 1972 (vedi l'articolo 116) nella Costituzione italiana.
Per definire gli abitanti e ciò che attiene alla provincia di Trento è corretto l'uso del termine "trentino" (o "tridentino" in particolare se in ambito storico od ecclesiastico[22]), per gli abitanti e ciò che concerne la provincia di Bolzano l'aggettivo esatto è "altoatesino".
Il nome "Trentino" deriva da Tridentum (nome romano di Trento) per via dei tre colli (Monte Verruca o Doss Trent, Dosso Sant'Agata e Dosso di San Rocco[23]) che circondano il capoluogo. In realtà il nome sembrerebbe essere anche più antico e di origine retica[24]. Il toponimo deriva infatti da trent, ovvero "triforcazione" (dovuta al letto irregolare del fiume Adige). Durante il Risorgimento il linguista Graziadio Isaia Ascoli coniò il toponimo Venezia Tridentina proprio sulla tradizione latina per indicare il territorio dell'odierno Trentino-Alto Adige, all'epoca ancora sotto dominazione austriaca. La denominazione fu usata durante il Regno d'Italia per designare l'insieme delle nuove province Trento e Bolzano, ma decadde nell'uso dopo la seconda guerra mondiale, quando la costituzione italiana introdusse le regioni.
Il toponimo "Alto Adige" deriva dallo storico ed omonimo dipartimento dell'Alto Adige, suddivisione di epoca napoleonica del Regno d'Italia che aveva come capoluogo Trento e corrispondeva grossomodo all'attuale Trentino con in più la città di Bolzano e la Bassa Atesina.
Il termine "Tirolo" deriva invece dal borgo e castello di Tirolo (oggi comune presso Merano), che fu a lungo sede della Contea del Tirolo. Storicamente il termine "Tirolo" e ogni sua parte veniva riferito ad una terra a cavallo tra mondo di lingua germanica e mondo di lingua italiana, indipendentemente da definizioni etnico-linguistiche. L'identità "tirolese" era quindi espressa naturalmente dagli abitanti senza implicare niente di linguistico o politico (si veda, per esempio, il caso del prelato Cristoforo Migazzi, cardinale, vescovo in Ungheria e arcivescovo a Vienna, trentino di lingua "romanza", ovvero italiana, che si autodefiniva "tirolese"[25]). Con le guerre napoleoniche e le temperie nazionalistiche abbattutesi anche nella regione, i toponimi iniziarono ad assumere un valore di rivendicazione etnica e politica. La parola Tirolo si tinse di una "germanicità monocolore" che in precedenza non aveva avuto e gli Italiani sentirono il bisogno di creare nuove forme di autodefinizione territoriale.
[modifica] Sport
| Per approfondire, vedi la voce Sport in Trentino-Alto Adige. |
Lo sport in Trentino-Alto Adige si è sviluppato ad un certo livello solo dal secondo dopoguerra in poi. Lo sport più praticato nella regione è indubbiamente lo sci, nelle sue varianti (sci alpino, sci di fondo, ...) durante il periodo invernale, mentre durante la stagione più calda è molto in voga l'escursionismo.
[modifica] Voci correlate
- Bandiera del Trentino-Alto Adige
- Nativi del Trentino-Alto Adige
- Presidenti del Trentino-Alto Adige
- Trasporti del Trentino-Alto Adige
[modifica] Note
- ^ a b c Statuto speciale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Autonome Region Trentino-Südtirol
- ^ Art. 1, Statuto Speciale per la Regione Trentino-Alto Adige
- ^ db-city.com
- ^ Il nome ufficiale, ai sensi dello Statuto speciale della Regione, in italiano è Regione Autonoma Trentino-Alto Adige e in tedesco Autonome Region Trentino-Südtirol, mentre in ladino è Region Autonoma Trentin-Südtirol
- ^ Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. URL consultato il 7 marzo 2009.
- ^ Classificazione proposta da Aldo Gorfer in Atlante del Trentino. Trento, Panorama, 1988, p. 65.
- ^ Dati della VI.P - Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta- Mela Val Venosta
- ^ In ordine di sezione secondo la SOIUSA.
- ^ [1]
- ^ Cfr. Helmut Alexander; Stefan Lechner; Adolf Leidlmair, Heimatlos: die Umsiedlung der Südtiroler, Vienna, Deuticke, 1993, pp, 310ss. ISBN 3-216-07832-9
- ^ Gianni Bianco, La guerra dei tralicci, Manfrini, Rovereto 1963, p. 42-43
- ^ Siegfried De Rachewiltz, Das Bauernwerkmuseum auf der Brunnenburg, in «Arx» 4, 1982, n. 2.
- ^ Istat 31/12/2008
- ^ ISTAT: Tavole regionali 1995-2009, Tav. 1, PIL prezzi correnti
- ^ ISTAT: Tavole regionali 1995-2009, Tav. 5
- ^ Trentino Imprese
- ^ http://trentino-alto-adige.paginegialle.it/trentino_alto_adige.htm Pagine Gialle, Trentino-Alto Adige
- ^ Dati Istat 2007
- ^ http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-06/classifica-sole-qualita-vita-081631.shtml Il Sole 24 Ore, 6 dicembre 2010: "La qualità della vita 2010 nelle tabelle interattive: Bolzano prima, Napoli in coda."
- ^ Annuario statistico della provincia autonoma di Bolzano 2006 - Capitolo 3, Struttura demografica (PDF)
- ^ Tav. I.5 appartenenza alla popolazione di lingua ladina, mochena e cimbra (censimento 2001), Annuario statistico della provincia autonoma di Trento 2006 - Tav. I.5
- ^ Ad esempio "il Concilio Tridentino"
- ^ Dove si trova il "bosco della città"
- ^ Storia - Tridentum - Le origini - Le alpi on line
- ^ Archivio del Collegio Germanico-Ungarico di Roma (Coll: Hist. 1/2): "Nomina Alumnorum Collegii Germanici et Hungarici Tomo II", p. 232 (nota n. 379): Christophorus Antonius Comes de Migazzi Diocesis Tridentine Tyrolensis nobilis, [...] humanioribus, litteris, et philosophie operam dedit Passauij, [...] Coadiuntur archiepiscopatus Deinde Episcopus Vacciensis, postea Archiepiscopus Viennae, denique 23 novembris 1762 Cardinalis fuit creatus. Citato in Maurizio Tani, La rinascita culturale del ‘700 ungherese. Le arti figurative nella grande committenza ecclesiastica, Roma, 2005
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale della regione autonoma Trentino-Alto Adige. URL consultato il 7 marzo 2009.