Treaty ports

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Con l'espressione porti dei trattati,[1] o porti dei trattati ineguali, in inglese treaty ports, ci si riferisce alle città portuali in Cina, Giappone e Corea aperti al traffico commerciale internazionale mediante la stipulazione dei trattati ineguali.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista occidentale questi scali favorivano la libera concorrenza, ma in pratica l'inclusione della clausola della nazione più favorita inserita nei numerosi trattati ineguali ]] diede avvio all'epoca ad un'escalation imperialistica da parte delle potenze occidentali e statunitense.

I primi cinque porti vennero aperti in Cina attraverso il Trattato di Nanchino del 1842, dopo la conclusione della Prima Guerra dell'Oppio; tra di essi vi erano Hong Kong e Shanghai.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi pag. 210 James T. Myers, Nemici senza fucile. Jaca book, Milano 1994. ISBN 88-13-30271-2