Trattato di Westminster (1756)

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Il Trattato di Westminster fu un accordo siglato il 16 gennaio 1756 tra la Prussia di Federico II e la Gran Bretagna di Giorgio II presso il Palazzo di Westminster, a Londra. Essa rappresentò tra l'altro il culmine della quadriglia degli stati nella Rivoluzione diplomatica.

Dopo la Guerra di Successione austriaca appariva ormai chiaro che la Gran Bretagna ritenesse l'Austria un alleato non più all'altezza delle aspettative e soprattutto non sufficientemente potente da poter schiacciare la potenza francese. Per questo gli inglesi pensarono di rivolgersi al piccolo stato della Prussia che però proprio nel Settecento stava emergendo come una delle principali potenze europee.

Gran Bretagna e Prussia firmarono quindi il trattato con cui la Gran Bretagna si impegnava a non aiutare l'Austria nei rinnovati conflitti per il possesso della Slesia (che la Prussia intendeva annettersi) ed in cambio la Prussia avrebbe protetto l'Elettorato di Hannover (appartenente alla casata reale inglese) da possibili invasioni francesi. La protezione dell'Hannover appariva un punto imperativo per la Gran Bretagna proprio perché i suoi re erano originari di questa zona della Germania.

Maria Teresa d'Austria, dal canto suo, riconobbe come ormai il rinnovo di un'alleanza con la Gran Bretagna fosse inutile e pertanto si rivolse alla Francia che aveva l'interesse comune di abbattere la Gran Bretagna, avvalendosi di essa per riconquistare la Slesia a Federico il Grande.

L'accordo venne seguito dalla Convenzione anglo-prussiana del 1758.

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