Trattato di Parigi (1763)

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Il trattato di Parigi del 1763, spesso chiamato anche pace di Parigi, è il trattato che nel 1763 pose fine alla guerra dei sette anni, che coinvolse buona parte degli stati europei e le rispettive colonie.

Con questo trattato la monarchia Britannica ottenne l’espulsione dei francesi dall’America settentrionale conseguendo il controllo del Canada e della valle dell’Ohio, mentre in America centrale gli inglesi occuparono numerosi territori francesi: alcune isole delle Piccole Antille (esclusa la Martinica che restò francese) e in Africa (alcune basi in Senegal). Dalla Spagna gli inglesi ottengono la Florida. In questo modo la corona Inglese si assicura l’egemonia sul commercio extra-europeo.

Il testo del trattato possiamo vedere è composto da un’introduzione abbastanza lunga e dal corpo degli articoli. L’introduzione presenta i firmatari (Spagna, Inghilterra ed in seguito il Portogallo) e la benedizione da parte di Dio.

I primi regnanti ad essere citati sono quelli inglesi partendo da Giorgio II e successivamente Giorgio III, il firmatario della pace. In entrambi i casi abbiamo un susseguirsi di aggettivi superlativi assoluti e relativi come “Il regno del più Sereno e del più Potente Principe” che suggeriscono l'entità della vittoria della corona Britannica. In seguito viene citato Luigi XV re della Francia, Carlo III re di Spagna, Giuseppe I re del Portogallo. Tutti costoro hanno il compito di creare questa pace e di darle l’importanza che necessita. A seguire vengono citati gli ambasciatori e ministri straordinari scelti liberamente da tutte le parti. Da notare che tutti appartengono a Ordini molto importanti, come quello dell’Ordine di Cristo. Anche qui i personaggi sono anticipati da una serie di aggettivi superlativi assoluti. Fra i tanti compaiono anche i Grimaldi, regnanti sui territori di e intorno a Nizza e di Monaco.

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