Tratta di immigrati

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Una nave sospetta sta per essere bloccata in acque internazionali.

La tratta di immigrati è definita come «l'induzione, il trasporto o il tentativo di ingresso di una persona, o di un gruppo di persone, oltre i confini di un Stato, in violazione di uno o più leggi nazionali, sia clandestinamente che sotto falsa identità»[1]. Il termine è confuso e, troppo spesso, con il "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" definito dalla United Nations Convention Against Transnational Organized Crime come «la procura, al fine di ottenere, direttamente o indirettamente, un introito economico od altro guadagno, sul transito illegale di una persona in un paese dove non ha uno status giuridico riconosciuto»[2].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Traffico di esseri umani#Cenni storici.

La tratta di immigrati ha visto un incremento negli ultimi decenni ed oggi detiene una porzione considerevole di tutta l'immigrazione clandestina nel mondo. La tratta generalmente ha luogo con il consenso della vittima o delle vittime che lo fanno per ragioni di ordine economico, ergonomico, familiare o per sfuggire da un pericolo imminente. Diversamente dal traffico di esseri umani, la tratta si caratterizza dal consenso tra l'agente e la vittima, in altri termini in un contratto informale che si estingue al raggiungimento della destinazione prescelta.

Le operazioni di tratta sono complesse, si lavora tramite le reti di diversi attori. Più tali reti si diramano, più i problemi aumentano. Con un numero maggiore o minore di attori nel mondo, la tratta implica un significativo impatto economico e giuridico sulla società, alimentando continuamente il dibattito in merito alle soluzioni più opportune da adottare. Molte persone che acconsentono alla tratta fuggono dalla povertà, scorgendo nuove opportunità o fuggendo da disastri naturali quali terremoti o sociali quali guerre e persecuzioni. Molti sperano nel diritto di asilo, ma mentre molti sono poveri e incolti, ci sono altri che provengono dalle classi medie. Anche se, la sola generalizzazione che può essere fatta sulle vittime della tratta è che tutti sono alla ricerca di una vita migliore.

Il piano di fuga[modifica | modifica sorgente]

La tratta di immigrati è organizzata in base ad una serie di attività che spaziano dall'instaurare contatti sul posto fino a tessere relazioni criminali con i grandi gruppi criminali. Trafficanti di piccolo calibro di solito pianificano nel dettaglio tutte le operazioni di tratta; più comunemente, comunque, i trafficanti entrano in contatto con una fitta rete criminale caratterizzata dalla divisione del lavoro delle persone coinvolte. Nel passato, tale rete era tanto intricata che in alcuni paesi, quali ad es. il Messico, furono scoperti un centinaio di organizzazioni che agivano a tutti i livelli di potere[3].

Una delle tratte più redditizie è quella tra il Libano ed il Messico che fu scoperta nel 2009 dalla polizia degli Stati Uniti[4]

Nel corso degli anni, i trafficanti si sono evoluti in maniera tale da diventare delle vere e proprie agenzie istituzionali criminali, ad es. dal Messico agli Stati Uniti, dall'Estremo Oriente all'Europa[5] con l'apporto di diversi fattori concomitanti quali i deficit legislativi dei paesi di destinazione, il minimo controllo sulla frontiera e la corruzione delle forze dell'ordine. La complessità della rete criminale dipende dalla rotta intrapresa e dalla natura del viaggio. Per le rotte che sono già conosciute, i trafficanti possono assumere le funzioni di una vera e propria impresa familiare e perseguire in apparenza degli onesti scopi. Ma più la rotta spazia attraverso i diversi paesi del mondo, più è facile coptare nuove vittime.

In generale, l'infrastruttura della tratta è di tipo moderno, senza una ben definita organizzazione né rigidamante struttura ma diffusa e decentrata. I trafficanti stipulano alleanze commerciali effimere, mentre le organizzazioni transnazionali possono assumere vere e proprie task force nelle quali le attività criminali sono specializzate e controllate da soggetti che si relazionano tra di loro in base a contatti individuali. Nel sistema di affari descritto, non ci sono dei "padrini" o altri tipi di vertici come accade per la Mafia, ma i soggetti agiscono autonomamente e senza ordini precisi.

« la divisione del lavoro è realmente chiara e definita. Ogni persona è utile a suo modo e si concentra sul proprio lavoro. Non c'è alcuna autorità centrale e non emergerà finché mancherà tale specializzazione »
(un anonimo trafficante[6])

Traffico e tratta[modifica | modifica sorgente]

Un'importante distinzione è tra "tratta" e "traffico". Data la complessità delle attività sopra accennate, la differenza fra queste due fattispecie criminose non è sempre palese, tanto che, al fine di analizzarne i limiti, è necessario prendere in considerazione l'una ciascuna. Generalmente parlando, il "traffico" implica il trasporto di persone da un posto ad un altro contro la propria volontà o sotto qualche sorta di falsa scusa. La "tratta", d'altro canto, implicitamente si riferisce ad un più stretto accordo tra trafficante e vittima. Tali congetture possono essere riscontrare nel Protocollo di Palermo che insiste nella dicotomia "coercizione/consenso" laddove le vittime si confondono coi sopravvissuti e laddove l'illegalità di entrare in un paese si confonde con la volontà di uscirne da un altro[7]. Ciò è particolarmente evidente nella protezione prevista per ogni gruppo: il protocollo sul "traffico" evidenza la necessità di protezione per le vittime del traffico di esseri umani, mentre quello sulla "tratta" contiene riferimenti sporadici sulla protezione delle vittime. Si considerino le seguenti differenze semantiche:

  1. Consenso: le vittime da "traffico" sono state sottomesse con la forza o altro inganno o atto illecito. Tali persone non hanno espresso alcun consenso o, in seconda istanza, l'iniziale consenso è stato poi trasformato dalle reali intenzioni dei trafficanti;
  2. Sfruttamento: l'interazione tra trafficanti e clienti solitamente termina all'atto del pagamento del prezzo della "tratta" o dell'arrivo a destinazione. Le vittime del "traffico", d'altro canto, sono spesso coinvolte in più di un ciclo di sfruttamento;
  3. Fonte dei profitti: gli iniziali profitti dalla "tratta" derivano dal trasporto e dal "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", mentre quelli dal traffico derivano dallo sfruttamento previsto.
  4. Genere: le vittime della "tratta" sono spesso in maggioranza uomini, mentre quelle del "traffico" sono per lo più donne e bambini.

Criminalistica[modifica | modifica sorgente]

Orientativamente ogni paese nel mondo soffre la tratta, distinguendosi per vari indicatori quali paese d'origine, tipo di transito e provenienza. La tratta d'immigrati tra Stati Uniti e Messico è un crimine che sta aumentando progressivamente il volume di affari che nel 2003 si stima ammonti a circa 5 bilioni di dollari all'anno[8]. Allo stesso modo, in Europa, i profitti della tratta sono stimati attorno ai 4 bilioni di euro all'anno.

Non si possono tralasciare, inoltre, i frequenti casi di decessi avvenuti durante le tratte. Nel 2004 ad es., sono stati registrati 464 vittime durante il percorso per raggiungere gli Stati Uniti dal Messico, e, ogni anno, si stimano circa 200 persone che annegano nel Mediterraneo a seguito della navigazione dal Nord Africa in Europa[9].

A causa della natura clandestina della tratta, le informazioni attualmente disponibili sono scarse e fuorvianti. Allo stesso modo, la verificabilità e significatività delle cifre è piuttosto difficile. Nel 2005 comunque si stimava un totale di 350000 clandestini traditi dal Messico verso gli Stati Uniti ed oltre 800000 entrati in Europa[9].

Criminogenesi[modifica | modifica sorgente]

La tratta di immigrati – nello specifico il "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" – rappresenta a tutti gli effetti una condotta criminale. Un significativo fattore che può determinare il successo di tale attività risiede nella sfera del traffico degli esseri umani. In una relazione al Congresso, William D. Cadman, agente dell'antiterrorismo, disse:

« le organizzazioni criminali transnazionali sono conosciute per ricorrere ad ogni sorta di stratagemma al fine di perseguire i propri obiettivi criminali[10] »

Data la pericolosità e la natura criminale delle operazioni di tratta, le vittime corrono spesso il rischio di subire altri reati anche a causa delle pessime condizioni di viaggio o tentativi di stupro da parte dell'equipaggio della nave. Siccome la tratta può generare notevoli profitti per coloro che sono coinvolti, non sono rari i casi in cui si alimenta indirettamente la corruzione delle autorità locali nei paesi di destinazione della tratta o che si trovano lungo il percorso. Oltre ai trafficati che agiscono da diversi paesi nel mondo, ci sono una miriade di altri attori che intervengono, anche in brevi e sporadiche comparse, negli affari e nelle attività criminali. Si tratta degli "oficefali" e dei "coyote" rispettivamente rappresentati da persone provenienti dalla Cina e dal Messico.

Oficefali[modifica | modifica sorgente]

Il termine "oficefali" (da ofis = serpente e cefalos = testa) si riferisce al gruppo criminale che opera nell'ambito del "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", specialmente di migranti cinesi verso l'occidente (il termine deriva dall'idea che i flussi migratori si diramano come serpenti). Agendo in un indeterminato mercato nero transnazionale, gli oficefali raggiungono considerevoli profitti dalle proprie operazioni, spesso visti con timore ma anche con riverenza. I primi oficefali si misero in proprio negli anni settanta accompagnando i clienti dei commerci in Hong Kong fino a raggiungere oggi dimensioni impressionanti del fenomeno. Nel 2000 fu arrestato Sister Ping considerato uno dei più recidivi criminali del genere che aveva sortito un volume di affari per più di quindici anni dalla Cina all'America.

Coyotes[modifica | modifica sorgente]

I "Coyotes" sono trafficanti messicani impegnati nel "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" dal Messico egli Stati Uniti. Nel corso degli anni, tali criminali hanno perfezionato la propria attività avvalendosi anche di avanzate tecnologie informatiche e politiche.

Business e tratta[modifica | modifica sorgente]

L'onorario dei trafficanti varia da paese a paese, ma nell'insieme, si registra un considerevole incremento di recente. Per tratte americane i compensi possono salire fino a 4000 dollari, mentre dalla Cina si arriva fino a 75000 dollari[11]. Tali cifre, anche se esorbitanti, sono destinate ad aumentare man mano che i trafficanti divengono più esperti nel commercio.

Traffico di droga[modifica | modifica sorgente]

A causa della natura clandestina della tratta in alcuni paesi americani, ad es. il Messico, i cartelli della droga hanno iniziato ad infiltrarsi nella rete criminale. I cartelli sono costituiti non solo dai proventi dei Coyotes ma anche dall'approccio diretto coi trafficanti. Alla fine degli anni novanta, i cartelli messicani iniziarono a muoversi nella tratta imponendo un prezzo da pagare ai Coyotes per guidare gruppi di migranti lungo i territori controllati da loro. Più i cartelli sono coinvolti, più i trafficanti giocano un ruolo primario nella gestione degli affari tramite l'ingestione o l'iniezione di appositi contenitori, ripieni di droga, nel corpo delle vittime. Solitamente, i costi da sostenere per coprire le spese di viaggio sono sottratti ai proventi derivanti dagli immigrati che trasportano la droga in Messico[12].

La domanda se le organizzazioni transnazionali vogliono operare nei due diversi campi della tratta e del contrabbando è stata posta sia alle forze dell'ordine che ai servizi segreti. Oltre a ciò ci si chiede quale tipo di Multiple Consignment Contraband (MCC) è più probabile che sia trasportata e quale tipo di organizzazione, definita dal livello di sofisticazione, potrebbe ingaggiare e in quale regione potrebbe operare?[13] Recentemente sono stati identificati sedici tipologie di organizzazioni transnazionali e un paio dedite al contrabbando allo stesso tempo. Quattro di queste coinvolgono sia la tratta che lo spaccio. Tre di queste operano esclusivamente in America.

Difesa sociale[modifica | modifica sorgente]

Gli sforzi globali per frenare la tratta si sono concentrati su casi individuali. Poco, invece, è stato fatto per smantellare le organizzazioni che rappresentano il sostrato della tratta. Seguendo i dati dell'UNODC l'individuazione dei trafficanti necessita di risposte multidimensionali che spaziano dall'analisi delle cause socio-economiche al modo per prevenirle nonché perseguirle[2].

Altre proposte cercano di basarsi non esclusivamente sulla repressione dell'industria della tratta ma nella implementazione dell'attività amministrativa, suggerendo ai governi locali di predisporre misure più liberali sull'ingresso degli immigrati. In base a tale proposta, un terzo dei costi sui visti d'ingresso potrebbe ritornare agli immigrati dopo la loro partenza, con l'opzione di acquistare un visto aggiuntivo per coloro che dimostreranno di avere una fedina penale pulita[9].

Molto spesso, le proposte che tendono a prevenire la tratta dipendono da questioni economiche e/o burocratiche. Nel momento in cui nessuna delle su dette proposte riuscisse a scoraggiare la tratta, allora la questione sarà di esclusiva pertinenza delle forze dell'ordine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ US Department of State.
  2. ^ a b United Nations Office on Drugs and Crime.
  3. ^ Jordan, Mary, Washington Post, 17 maggio 2001. http://earthops.org/immigration/human-cargo1.html .
  4. ^ Perri, Frank S., Lichtenwald, Terrance G., and MacKenzie, Paula M. (2009)."Evil Twins: The Crime-Terror Nexus," Forensic Examiner, 16-29.
  5. ^ Illegal Immigration, Human Trafficking, and Organized Crime.
  6. ^ US Dept. of Justice, National Institute or Justice.
  7. ^ Migration Information Source
  8. ^ Padgett, Tim, People Smugglers Inc in Time Magazine, 12 agosto 2003.
  9. ^ a b c Decapitating the snakeheads in The Economist, 6 agosto 2005.
  10. ^ Brookings Institution.
  11. ^ Human Smuggling Fees. URL consultato il 16 aprile 2010.
  12. ^ Francis, David, Mexican border tightens over drug-hit fear in Chronicle Foreign Service, 17 maggio 2001.
  13. ^ Lichtenwald, Terrance G., Perri, Frank S., and MacKenzie, Paula (2009). Smuggling Multi-Consignment Contraband: Isolated Incidents or a New Trend? Inside Homeland Security, 17-31.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]