Trastevere (film)

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Trastevere
Trast26.jpg
La piccola Mao
Paese di produzione Italia
Anno 1971
Durata 97 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere commedia
Regia Fausto Tozzi
Sceneggiatura Fausto Tozzi
Produttore Alberto Grimaldi
Casa di produzione PEA
Fotografia Arturo Zavattini
Montaggio Nino Baragli, Carlo Reali
Musiche Oliver Onions
Scenografia Giantito Burchiellaro
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Trastevere è un film italiano del 1971, diretto da Fausto Tozzi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vera protagonista del film è Mao, una cagnetta di bulldog francese smarrita dal baritono Enrico Formichi, il quale cerca, invano, di denunciarne la scomparsa alla polizia. La bestiola, rimasta quindi senza padrone, viene raccolta dai più svariati personaggi che caratterizzano un rione che sta poco alla volta perdendo la sua identità.

Toto e la sua famiglia

Il primo a trovarla è il figlio del sor Toto, un contrabbandiere di sigarette. Ma a casa di Toto è arrivata anche la Guardia di Finanza a causa di una spiata. Al termine del sequestro il commissario chiede a quale membro della famiglia debba essere "intestata la ditta", poiché a lui basta portarne via uno. La piccola Mao si trova così ad assistere ad un allucinante consiglio di famiglia dove, esclusa la zia prostituta (entrata giornaliera sicura), il figlio minorenne per l'età, il figlio maggiorenne che deve andare a una partita e la moglie che non ci vuole andare, a finire arrestata e l'anziana madre di Geltrude, la moglie di Toto.

Il conte e Kerry

La piccola Mao scappa durante l'arresto della sora Rosa e viene raccolta da John, un giovane afro-americano invitato da Caterina ad un droga party assieme ad altre persone, perlopiù stranieri. Ad ascoltare gli inviti in inglese di Caterina c'è anche Carmelo Mazzullo, un poliziotto lucano tossicodipendente con la passione per la pittura, che ormai da tempo ha fatto perdere le proprie tracce al comando. Il Mazzullo, che ha ascoltato senza volerlo gli inviti fatti dalla avvenente ragazza col pretesto di una mostra di pittura, e, colpito non solo dalla sua bellezza, riesce a farsi invitare presentandosi come pittore psichedelico. Alla fine della festa, John affida la cagnetta a Kerry, un giovane statunitense in profonda crisi che, dopo aver incontrato ed accettato l'invito di un conte omosessuale, va a suicidarsi sul Gianicolo, allo sparo del cannone. La piccola Mao passa così a Carmelo, il quale però viene successivamente scoperto dai suoi colleghi a causa di una soffiata di Nanda, una giovane cameriera innamorata di lui, gelosa per la relazione instauratasi tra quest'ultimo e Caterina.

Straccaletto e suo figlio
Straccaletto e suo figlio con Gigliola

Rimasta nuovamente sola, la cagnetta viene raccolta dal figlio di Straccaletto, vedovo inconsolabile di una prostituta uccisa in "servizio" da un assassino rimasto ignoto, che da due anni vive con due scopi: accudire suo figlio e trovare l'assassino della moglie. Per far ciò ha messo in piedi una sorta di servizio assistenza per le prostitute, alle quali vende cibo, bevande, sigarette di contrabbando, eccetera. Ogni notte fa il giro dei viali della prostituzione e a tutte domanda con irritante insistenza se hanno qualche notizia del fatto. Della sua ossessione approfitta puntualmente Gigliola, una prostituta che con la scusa di raccontare notizie appena raccolte scrocca cibi e bevande in grande quantità.

Raccolta poi da Settimio, il garzone di un macellaio, Mao finisce in casa di un professore, la cui moglie è da tempo nelle sue mire. Per rendersi simpatico alla signora Delia Settimio regalava ritagli di carne per il loro cane poi morto, e con la cagnetta spera di riuscire nell'intento di consumare un adulterio che si rivela, invece, un ménage à trois.

Il professore, sua moglie e la sora Regina

Settimio, fortemente deluso ed irato per il risultato, porta Mao alla sora Regina, una strozzina commerciante in sigarette di contrabbando che staziona davanti alla sua bottega e conosciuta in tutto il rione. La sora Regina è a capo di una società di madonnare devote alla Madonna del Divino Amore e ha organizzato uno dei periodici pellegrinaggi al santuario con messa e devozioni. Partite in ritardo da Trastevere, però, le madonnare rimangono bloccate a causa di un guasto all'autobus e decidono, dopo molte discussioni, di proseguire a piedi per gli ultimi cinque chilometri, finendo ovviamente sfinite a poca distanza dalla meta, alla quale Settimio (che le ha seguite in moto) non le trova.

La sora Nicolina (Marcella Valeri, a sinistra) e la sora Regina (Mickey Fox, a destra)
Le madonnare al ristorante

Le madonnare, non si sa come, sono finite in un ristorante dove, dopo una buona dose di vino se la stanno godendo con gozzoviglie e cantando canzoncine da osteria come L'uccellino della comare. Azionato un juke-box inizia un ballo collettivo, durante il quale la sora Regina cade preda di un infarto e muore davanti alle sue amiche del tutto impotenti. Il film si chiude coi funerali di Regina e un discorso collettivo dei trasteverini che ne ricordano la figura.

Censura[modifica | modifica wikitesto]

La Sora Filomena (Ada Crostona)
La sora Gertrude (Gina Mascetti)

Il film fu sforbiciato di varie sequenze per volere della commissione di revisione. Le suddette sequenze, per un totale di 101 metri, riguardano[2]:

  • Una scena in cui dei giovani seduti sulle scale della fontana di Piazza Santa Maria in Trastevere si lasciano andare a commenti impudici al passaggio di Rama.
  • La sequenza in cui il Kerry si sdraia nudo sulla lettiga in casa del conte e si appresta ad avere un rapporto sessuale con lui.
  • La sequenza in cui i due pittori a pesca, in cui uno di loro pesca un preservativo e dà la colpa al papa e la breve sequenza della battuta sul "pisciare".
  • Due sequenze all'osteria: quella del bambino che riferisce alla madre di aver ricevuto una forchettata nel sedere e il discorso di uno dei due litiganti all'osteria, infarcito di parolacce.
  • La sequenza finale dei due pittori al balcone: è stata soppressa la lite con relative parolacce finali.
  • La scena a casa del professore: soppresso il primo piano in cui il macellaio bacia il seno della moglie del professore e il primo piano finale del professore che osserva la scena.
  • La sequenza del conato di vomito finale durante l'arresto di Carmelo.

Altri tagli vennero per decisione del produttore Alberto Grimaldi, che cancellò i personaggi di attori quali: Martine Brochard (Luisa), Riccardo Garrone e Umberto Orsini (L'attore). Altri sono poi apparsi brevemente e senza essere menzionati nel ruolo, come: Vittoria Di Silverio (sora Amalia), Luciano Pigozzi (Righetto), Carlo Gaddi, Marcella Valeri (sora Nicolina), Franca Scagnetti (al suo esordio cinematografico) (sora Maria).

Della sua scomparsa dal film finito Martine Brochard dichiarò in seguito: "dovevo interpretare una giovane tossicodipendente straniera che arriva in un ambiente ricco. Tozzi mi prende a fare il film, che era interpretato anche da Umberto Orsini, Riccardo Garrone e Nino Manfredi. Il registra era contentissimo della mia interpretazione, ma quando ho visto il film nelle sale io non c'ero più: sparita!" [3]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Trastevere è l'esordio lungamente desiderato di Fausto Tozzi alla regia. Nino Manfredi ricorda a tal proposito che "era figlio di un collega di mio padre, lo avevo conosciuto al tempo del mio primo anno all'università quando lui era, se ben ricordo, aiuto di Castellani [...] Mi ricordai di lui al tempo di Per grazia ricevuta, quando Risi rifiutò di farmi la parte del chirurgo [e] venne poi da me per chiedermi aiuto per questo suo film su Trastevere, che doveva consentirgli di realizzare il suo vecchio sogno della regia".[4]

Il personaggio della sora Regina, interpretato da Mickey Fox, è ispirato da un reale personaggio locale detta nota sora Ada.[5]

Nella Gambini, inizialmente scelta per interpretare la moglie di Cesare (sora Paolina), partecipò solamente al doppiaggio[senza fonte].

Insolita interpretazione di Enzo Cannavale, qui doppiato in romanesco da Fiorenzo Fiorentini. Lo sceneggiatore Leonardo Benvenuti, uno degli autori delle saghe di Fantozzi e Amici miei, interpreta invece il commissario della Guardia di Finanza che arresta la sora Rosa.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nino Manfredi, la vita, la carriera, il teatro, pag. 126
  2. ^ Le scene censurate, cinecensura.com
  3. ^ Salerno, Martine Brochard
  4. ^ Bernardini, Nino Manfredi
  5. ^ Manfredi falso hippie si è drogato per dovere, Enrico Morbelli, La Stampa, 12 agosto 1971

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli attori, Gremese editore Roma 2002
  • Catalogo Bolaffi 1956/1965 1966/1975 a cura di Gianni Rondolino
  • Francesco Colajanni, Nino Manfredi: la vita, la carriera, il teatro. Gremese editore.
  • Vittorio Salerno, Martine Brochard: biografia autorizzata.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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