Trasformazione affine
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
In geometria, una trasformazione affine dello spazio euclideo è una trasformazione del tipo
ovvero la composizione di una trasformazione lineare determinata da una matrice A e di una traslazione determinata da un vettore b.
Le trasformazioni affini sono le trasformazioni più generali che preservano i sottospazi affini. Tra queste, giocano un ruolo importante le affinità: queste sono le trasformazioni affini di uno spazio in se stesso, che sono anche una corrispondenza biunivoca.
Esempi di affinità sono rotazioni, omotetie, traslazioni, rototraslazioni, riflessioni. Le affinità non sono necessariamente isometrie, non preservano cioè angoli e distanze.
Indice |
[modifica] Definizione
[modifica] Nello spazio euclideo
Una trasformazione affine
fra due spazi euclidei è una trasformazione del tipo
dove A è una matrice
, b è un vettore di
fissato e si fa uso del prodotto fra una matrice ed un vettore.
[modifica] In uno spazio vettoriale
Una trasformazione affine fra due spazi vettoriali V e W più generali è la composizione di una trasformazione lineare
con una traslazione
determinata da un vettore fissato b di W.
[modifica] In uno spazio affine
Una trasformazione affine fra due spazi affini A e A' è una funzione
per cui esiste una funzione lineare
fra i due spazi vettoriali associati a A ed A' tale che
[modifica] Legami fra le definizioni
Ciascuna definizione generalizza la precedente: l'ultima definizione è quindi la più generale e non dipende da un fissato riferimento affine. D'altra parte, fissati due riferimenti per gli spazi affini A e A', una trasformazione affine è comunque esprimibile come
come nella prima definizione.
[modifica] Affinità
Una affinità è una trasformazione affine biiettiva in cui dominio e codominio coincidono.
Alcuni autori, nella definizione di trasformazione affine, richiedono che questa sia iniettiva.
[modifica] Esempi
[modifica] Trasformazioni lineari
Nella notazione
Il vettore b corrisponde all'immagine dell'origine
Una trasformazione lineare è una trasformazione affine che non sposta l'origine: in altre parole, una trasformazione con b = 0.
Tra le trasformazioni lineari vi sono molte affinità, quali le rotazioni intorno all'origine e le riflessioni rispetto a sottospazi che passano per l'origine. Ad esempio, la rotazione di angolo θ nel piano cartesiano è del tipo
[modifica] Traslazioni
D'altro canto, una affinità dove A = I è la matrice identità è una traslazione
Una traslazione, a differenza di una trasformazione lineare, non ha mai un punto fisso.
[modifica] Composizioni
Ogni affinità è composizione di una trasformazione lineare e di una traslazione. Un esempio di tale trasformazione è la rototraslazione nello spazio tridimensionale, ottenuta componendo una rotazione di angolo θ lungo un asse con una traslazione di passo t lungo questo. Ad esempio, se l'asse è l'asse delle z questa ha la forma
[modifica] Rappresentazione matriciale
Una affinità
è determinata da una matrice quadrata A e da un vettore b. Per utilizzare gli strumenti dell'algebra lineare è però utile rappresentare una affinità con una matrice sola: per fare questo si aggiunge un valore fittizio "1" in fondo al vettore x e si rappresenta la trasformazione nel modo seguente
La matrice associata all'affinità con queste notazioni è quindi
Con questa notazione, la composizione di due trasformazioni affini è rappresentata dal prodotto delle due matrici corrispondenti. La trasformazione identità è rappresentata dalla matrice identità.
Per essere invertibile, il determinante detA deve essere diverso da zero. La matrice inversa, che rappresenta la trasformazione inversa, è la seguente
Con questa notazione, le trasformazioni affini di Kn risultano essere un sottogruppo del gruppo generale lineare
delle matrici invertibili
a coefficienti nel campo K.
[modifica] Proprietà
[modifica] Punti fissi
Una affinità è rappresentata da una matrice quadrata A. Se A non ha 1 fra i suoi autovalori, l'affinità ha sempre un punto fisso. Infatti l'equazione Ax + b = x può essere riscritta come
Poiché 1 non è autovalore di A, il nucleo di (A − I) ha dimensione zero, il che implica che (A − I) è suriettiva ed esiste quindi un x che soddisfa l'equazione.
Le traslazioni non hanno punti fissi: infatti per queste A = I ha l'autovalore 1.
[modifica] Indipendenza affine
Una affinità di uno spazio affine A manda punti affinemente indipendenti in punti affinemente indipendenti.
Se lo spazio affine ha dimensione n e
sono due insiemi di punti affinemente indipendenti, esiste un'unica affinità f di A che manda i primi nei secondi, cioè tale che f(Pi) = Qi per ogni i.



















