Trapianto di pancreas

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Il trapianto del pancreas è l'operazione chirurgica che prevede il trapianto dell'organo pancreas sano in persone che hanno il diabete.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La storia del trapianto risale alla fine del XIX secolo. Inizialmente fu Hedon[1] il primo a provarla su un animale, un cane, ma si ebbero effetti collaterali che portarono alla morte del soggetto. William nel 1894 eseguì il primo intervento di trapianto ovino (xenotrapianto) in un essere umano. A quel tempo si trattava di esperimenti che cercavano di salvare in extremis le vite umane, non si conosceva ancora l'insulina. Successivamente nel XX secolo e precisamente nel 1921 grazie a Banting e Best la vita dei diabetici non fu più così in pericolo da rendere necessari tali interventi. Gi studi comunque continuavano in quanto non si trovò un rimedio risolutivo al diabete mellito. Risale al 1966 il primo intervento sull'uomo, condotto da Richard Lillehei e William Kelly nello stato del Minnesota,[2] in tale operazione vennero impiantati 14 graft che consentirono una normalizzazione nel soggetto, ma a distanza di un anno di quei 14 soltanto uno era ancora funzionante. Il secondo intervento operò il solo Lillehei con uno staff completo[3]. I problemi erano legati soprattutto a due fattori: fragilità dell'organo e le secrezioni endocrine. Nelle ultime decadi del XX secolo si sono fatti diversi interventi fino a quello del 1978 dove Dubernard nella città di Lione utilizzò la tecnica dell'occlusione del dotto con polimeri sintetici,[4] anche se sembrava interessante venne scartata in quanto portava a fibrosi che danneggiava il trapianto. In quel periodo l'intervento era praticato solo in 3 luoghi: Denver nel Colorado; Cambridge nell'Inghilterra e Hannover in Germania con una mortalità del 75%[5] Nello stesso si vide l'introduzione della ciclosporina grazie a Calne. Successivamente fu invece acclamata la tecnica di Corry e Sollinger che nel 1983 proposero il trapianto con diversione vescicale.[6]In seguito venne ripresa le tecnica già sperimentata nel 1970 senza successo all'epoca provata da Groth che prevedeva il drenaggio enterico.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

In trentaquattro anni[7] si sono contati più di 14.000 interventi, la sopravvivenza dell'organo varia dal 70 al 90% (a seconda se si considera soltanto il pancreas o la combinazione con il rene). La stessa American Diabetes Association ha suggerito che chi stia in attesa di un trapianto del rene dovrebbe ricevere un pancreas notando i miglioramenti di tale tecnica negli ultimi anni.

Indicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le persone per cui è indicato il trapianto del pancreas sono persone soggette alla forma I del diabete mellito di età non inferiore ai vent'anni. Inoltre vengono preferiti coloro che per malattia renale possono richiederne il trapianto e coloro in cui si sono manifestati gravi complicanze[8]

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Sono 3 le forme possibili:

  • Trapianto di rene e pancreas
  • Trapianto di rene e pancreas effettuato in predialisi
  • Trapianto di pancreas singolo

Trapianto di rene e pancreas (combinato)[modifica | modifica wikitesto]

Anche se in tale forma di trapianto non deve per forza avvenire nello stesso momento, il pancreas infatti può anche essere trapiantato successivamente al rene, in ogni caso la forma combinata è quella preferita dove si prevede un unico donatore. Porta ad una sopravvivenza maggiore rispetto agli altri casi.

Controindicata in caso:

  • Età superiore ai 55 anni
  • Grave forma di cardiopatia
  • Presenza di tumori o metastasi
  • Presenza di malattie infettive
  • Presenza di disturbi psichiatrici

La forma che prevede la doppia operazione viene chiamata "PAK" è nel 2002 sono state effettuate più di 600 operazioni,[9] mentre la forma combinata "SPK" dal 1999 sino al 2004 nei soli USA sono state eseguite più di 1.800 operazioni[9]

Trapianto di rene e pancreas (predialisi)[modifica | modifica wikitesto]

Introdotta da pochi anni è la lista che prevede un elenco di persone che hanno un valore di clearance inferiori ai 45 ml.

Trapianto di pancreas singolo[modifica | modifica wikitesto]

Definito anche con la sigla "PTA", viene indicata in presenza di:

Donatore[modifica | modifica wikitesto]

L'età del donatore svolge un ruolo determinante in tale trapianto, infatti anche se per un trapianto il limite è di 45-50 anni si tende ad abbassare tale limite ai 40 anni nel caso del pancreas sembra che l'andamento dei graft vengano influenzati da questo fattore, da notare che il principio di fondo è l'opposto per il trapianto del rene. Per la scelta si tengono conto della compatibilità nel sistema AB0, gli antigeni HLA e la presenza di anticorpi linfotossici preformati che comprometterebbe il tutto fornendo un alto tasso di rigetto. Esiste la possibilità di ricevere l'organo da una persona vivente (per questo tipo di intervento il centro di Minneapolis è uno dei centri più all'avanguardia nel mondo), praticato con pancreasectomia distale per via laparoscopica,[10] con conservazione della milza.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Il problema una volta prelevato dal donatore è conservare l'organo tollerando un'ischemia fredda; soprattutto in passato veniva utilizzata la soluzione di Collins che permette di conservare il pancreas per 6 ore circa. Essa è ricca di glucosio, il principale antirigonfiamento cellulare della soluzione,[11] e si cercò un'alternativa per aumentare il tempo di attesa, nel 1987 ci fu l'UW (iniziali presa da: Università Wisconsin dove venne preparata) elaborata da Belzer,[12] grazie alla quale l'organo resiste anche a 15 ore dall'estrazione. Prima dell'intervento viene mantenuto a 4 °Celsius con ghiaccio.

Intervento[modifica | modifica wikitesto]

Arteria iliaca interna e comune

L'intervento consiste in una laparotomia, a cui si può procedere o con incisione xifopubica o incisione bilaterale a J con accesso intraperitonale. Se l'intervento prevede il doppio trapianto viene prima lavorato il rene in quanto occorre un lungo lavoro di preparazione sul pancreas prima che venga inserito.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'impianto vero e proprio occorre:

  • Preparare l'arteria iliaca comune e quella interna per evitare una possibile linforrea postoperatoria, infine si valuta l'intero stato delle arterie e si decide dove si intenda agire con anastomosi
  • Preparare l'organo, la procedura cambia di molto a secondo se si tratta dell'intero organo (e in tal caso occorrono 3 ore per prepararlo) o se solo in parte e in tal caso bastano 30 minuti. In entrambi i casi si interviene con splenectomia
Preparazione Pancreas in toto
  • Si procede alla legatura dell'arteria splenica utilizzando il punto trafisso con splenectomia, successivamente dei piccoli vasi e delle arterie duodenali con suturatrice meccanica GIA e del coledoco;
  • Si prepara l'arteria e vena mesentrica e l'arteria splenica con anastomosi in filo 6-0, in questo passo si utilizza una parte del donatore: la biforcazione dei vasi iliaci;
  • Infine si prepara la vena porta e si effettua una nuova anastomosi permettendo l'innesto della vena iliaca comune direttamnente dal donatore

Impianto[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto avviene dopo aver somministrato 2.000 U di eparina. Si effettuano le due anastomosi (la venosa e l'arteriosa), durante tali operazioni il pancreas deve essere mantenuto in ipotermia ma tale periodo deve essere il più breve possibile e comunque non superiore ai 40 minuti per i danni che l'organo riceve. Dopo tali operazioni si provvede al declampaggio venoso-arterioso, questo è il passaggio più pericoloso per la possibile fuoriuscita di sangue anche abbondante, ciò può essere provocato da una non sufficiente cura durante le fasi preparatorie.[13] In tali casi non conviene effettuare un nuovo clampaggio per il rischio di trombosi ma un'emostasi con i punti trafissi. Il processo termina con il posizionamento del pancreas nella fossa iliaca e con drenaggio aspirativo.

Il problema della secrezione esocrina[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre costituisce il problema maggiore in tali trapianti, per ovviare nel corso degli anni sono state realizzate varie tecniche, fra quelle maggiormente utilizzate:

  • Trapianto pancreas segmentario, con iniezione nel sistema duttale (nel dotto di Wirsung, l'escretore principale del pancreas esocrino) di resine sintetiche. Porta ad atrofia del pancreas esocrino e fibrosi
  • Diversione della secrezione esocrina nell'apparato urinario, il più utilizzato che provoca nel soggetto un' atipica connessione duodeno-vescica attraverso graft con vari disturbi al metabolismo, che porta a distanza di anni dall'intervento a pancreatite, acidosi e rottura dell'uretra. Rimane in ogni caso la tecnica più diffusa[14]
  • Diversione nell'apparato digerente

Altre tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Diversione venosa sistemica
  • Diversione portale, grazie a Shokouh-Amiri

Immunosoppressione[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento immunosoppressivo prevede:

  • Azatioprina (2,5 mg/kg/giorno), in seguito sostituita da micofenolato mofetil[15]
  • Prednisone (0,5- 1 mg/kg/giorno con dose di mantenimento di 20 mg )[16]
  • Siero antilinfocitario (8 mg/kg/giorno tramite endovena), che durante il trattamento viene poi sostituito dalla ciclosporina-A in dose 6-8 mg/kg/giorno, in seguito la ciclosporina venne sostituita dal tacrolimus.[17]

Rigetto[modifica | modifica wikitesto]

Il rigetto può essere previsto e trattato prima che si manifesti soprattutto nel caso di trapianto combinato in quanto anomalie alla funzionalità del rene funzionano come avvertimento del prossimo rigetto del pancreas. Più difficile è prevenirlo nel caso di trapianto singolo, si sono effettuati vari studi sul test del C-peptide che anche se valido risulta troppo lenta come procedura. Nel caso di rigetto esso viene trattato con boli di prednisone 500 mg in endovena, se non dovesse avere effetto siero antilinfocitario o anticorpi monoclonali.

Complicanze[modifica | modifica wikitesto]

In caso di iperglicemia dopo l'operazione bisogna prestare attenzione a possibile rigetto o a trombosi e nel caso di intervento segmentario si somministra in infusione continua eparina, o acenocumarolo per 6 mesi, in quello totale invece il rischio di trombosi è molto ridotto e come profilassi si utilizza eparina con basso peso molecolare in combinazione con acido acetilsalicilico 100 mg al giorno e dipiridamolo 75 mg ogni 8 ore.

Altre complicanze sono:

Follow up[modifica | modifica wikitesto]

Il follow-up ad un anno mostra ottimi risultati, si parla di sopravvivenza nel 95% dei casi (15.000 trapianti nel mondo sino al 2005), i risultati stanno migliorando nel corso dei tempi. I graft persi per cause tecniche avevano una volta un eleveata percentuale, diminuì prima al 15% nell'anno 1987 sino all'8% del 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hedon E Graff Sous cutanee du pancreas Ses resultants au point de vue de la theorie du diabete pancreatique. Compt rend Soc Biol (Paris) 1892, 44. 678-680
  2. ^ Shyr YM., Pancreas transplantation. in J Chin Med Assoc. ., vol. 72, gennaio 2009, pp. 4-9.
  3. ^ Lillehei RC. Idezuki Y. Feemster JA Ditzman RH. Transplatation of stomach intestines and pancreas. Surgery 1967. 62. 721-730
  4. ^ Dubernard JM, Traeger J, Neyra P, Touraine JL, Tranchant D, Blanc-Brunat N., A new method of preparation of segmental pancreatic grafts for transplantation: trials in dogs and in man. in Surgery., vol. 84, 1978, pp. 633-9.
  5. ^ The history of organ transplantation in the Baylor Health Care System Göran B. Klintmalm. Proc (Bayl Univ Med Cent). 2004 gennaio; 17(1): 23–34.
  6. ^ Sollinger HW, Glass NR, Southard JH, Belzer FO., Current status of organ transplantation. in Clin Lab Med., vol. 3, 1983, pp. 763-78.
  7. ^ I dati tengono presente il lasso temporale che va dal 1966 al 2000, dati del registro internazionale dei Trapianti di Pancreas
  8. ^ Giovanni Faglia, Paolo Beck-Peccoz, Malattie del sistema endocrino e del metabolismo 4ª edizione p.422, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2392-9.
  9. ^ a b Handbook of kidney transplantation. Gabriel M. Danovitch quarta edizione p. 401 Editore Lippincott Williams & Wilkins, 2004. ISBN 978-0-7817-5322-7
  10. ^ Le varie tecniche sono spiegate in Transplantation of the Pancreas pp 139-140. Rainer W. G. Gruessner, David E. R. Sutherland, Martin E. Finch. Editore Birkhäuser, 2004. ISBN 978-0-387-00589-8
  11. ^ Trattato di clinica e terapia chirurgica p. 300. Francesco Mazzeo. PICCIN, 2001. ISBN 978-88-299-1566-8
  12. ^ Sollinger HW, Kalayoglu M, Belzer FO., Pancreas transplantation: the University of Wisconsin experience in Clin Transpl., 1987, pp. 103-8..
  13. ^ Renzo Dionigi, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale pp.1605-1606, Milano, Elsevier-Masson, 2006, ISBN 978-88-214-2912-5.
  14. ^ Intorno al 60%, dati da Registro Internazionale dei Trapianti di Pancreas
  15. ^ Trasplantes p 469. Di Jorge Fernando Acevedo, Álvaro Velásquez Ospina, Mario Arbeláez Gómez Editore Universidad de Antioquia, 2005 ISBN 978-958-655-874-7
  16. ^ Morales J, Buckel E, Fierro A, Zehnder C, Herzog C, Mañalich J., A simple method to calculate cyclosporine dosage to obtain a target C2 drug level. in Ther Drug Monit., vol. 25, giugno 2003, pp. 389-92.
  17. ^ Malaise J, De Roover A, Squifflet JP, Land W, Neuhaus P, Pratschke J, Kahl A, Pascher A, Boas-Knoop S, Arbogast H, Hoffmann J, et al; Euro SPK Study Group., Immunosuppression in pancreas transplantation: the Euro SPK trials and beyond. in Acta Chir Belg., vol. 108, novembre-dicembre 2008, pp. 673-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Dionigi, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale, Milano, Elsevier-Masson, 2006, ISBN 978-88-214-2912-5.
  • Francesco Mazzeo, Trattato di clinica e terapia chirurgica, PICCIN, 2001, ISBN 978-88-299-1566-8.
  • (EN) W. G. Gruessner Rainer, David E. R. Sutherland, Martin E. Finch, Transplantation of the Pancreas, Birkhäuser, 2004, ISBN 978-0-387-00589-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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