Tranvia Chiasso-Riva San Vitale

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Tranvia Chiasso-Riva San Vitale
Servizio di trasporto pubblico
Mendrisio electric tramway depot in Capolago in October 2012.jpg
L'ex rimessa tranviaria di Capolago
Tipo tranvia interurbana
Stati Svizzera Svizzera
Apertura 1910
Chiusura 1948 (Mendrisio-Riva San Vitale)
1951 (Chiasso-Mendrisio)
Gestore TEM
Mezzi utilizzati vedi
Lunghezza 12 km
Scartamento 1000 mm
Elettrificazione 800 V cc
Tracciato della linea
Trasporto pubblico

La tranvia Chiasso-Riva San Vitale, nota anche come tranvia Mendrisiense, era una linea tranviaria interurbana che collegava i maggiori centri abitati del Mendrisiotto, da Chiasso a Riva San Vitale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1906 alcuni comuni del Mendrisiotto formarono un comitato con l'obiettivo di realizzare una linea tranviaria, che correndo lungo la strada cantonale collegasse Chiasso a Riva San Vitale, passando per Mendrisio. Al progetto partecipò anche la SATEC, esercente la rete tranviaria di Como, interessata ad un collegamento fra la città lariana e le rive del Ceresio.

Il 26 settembre 1907 venne accordata la concessione federale per l'impianto e la gestione della linea, di durata ottantennale; il successivo 29 dicembre il comitato costituì la Società Tram Elettrici Mendrisiensi (TEM) e la linea venne inaugurata il 9 maggio 1910.

La linea conobbe ben presto buoni livelli di traffico, sia locale sia turistico; erano infatti in vendita biglietti cumulativi con le tranvie comensi e con la ferrovia del Monte Generoso.

Negli anni trenta, a causa dell'obsolescenza del materiale e del progressivo aumento del traffico stradale, la società propose la sostituzione della tranvia con una moderna filovia, seguendo l'esempio di Como in cui era in costruzione la rete filoviaria. Non se ne fece nulla e il 1º maggio 1948 si giunse alla soppressione della tratta meno frequentata, quella da Mendrisio a Riva San Vitale; la tratta restante seguì lo stesso destino il 1º gennaio 1951.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La Chiasso-Riva San Vitale era una linea tranviaria a scartamento metrico, elettrificata in corrente continua alla tensione di 800 V. Il binario era singolo e correva totalmente in sede promiscua lungo la strada cantonale.

La linea aveva una lunghezza di 11,854 km, armata per la maggior parte con rotaie Phoenix e in minor parte con rotaie Vignoles. La pendenza massima era del 75‰ e il raggio minimo delle curve di 25 m.

Il deposito con officina di riparazione era a Chiasso, in località Boffalora; esisteva anche una piccola rimessa vetture a Capolago.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Stazioni e fermate
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da Maslianico / tranvie urbane comensi
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Ponte Chiasso
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0,0 Chiasso Confine 235 m s.l.m.
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1,6 Chiasso Boffalora deposito
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2,1 Chiasso Bisio 264 m s.l.m.
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3,1 Balerna 308 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexBHF"
4,9 Coldrerio 358 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexBHF"
6,6 Mendrisio 359 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexBHF"
7,8 Cantina di Mezzo 351 m s.l.m.
Track turning from left Unknown route-map component "uxmKRZo"
linea per Chiasso
Station on track Unknown route-map component "uexBHF"
11,1 Capolago stazione FFS 277 m s.l.m.
Track turning right Unused straight waterway
ferrovia per Lugano
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11,9 Riva San Vitale 276 m s.l.m.

La linea aveva inizio a Chiasso, immediatamente a nord della barriera confinaria, e pertanto a pochi metri di distanza dal capolinea delle tranvie comensi che si trovava dall'altro lato del confine. Quindi percorreva la strada cantonale toccando Balerna, Mendrisio e Capolago; qui la linea piegava verso ovest, sempre in sede stradale, giungendo infine a Riva San Vitale.

Mezzi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tram TEM Ce 2/2 1-7.

Sulla linea erano in servizio 7 elettromotrici bidirezionali a due assi, costruite dalla Schlieren con parte elettrica Oerlikon; erano classificate, secondo l'uso svizzero, Ce 2/2 1 ÷ 7. Di queste, la n. 4 venne venduta nel 1918 alla rete di Zurigo.

Dopo la cessazione dell'esercizio tranviario, le elettromotrici 2, 3 e 5 furono cedute alla ferrovia Lugano-Cadro-Dino per l'effettuazione del servizio urbano, e rimasero in servizio fino al 1968. Le altre motrici furono vendute o demolite.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adriano Betti Carboncini, Binari ai laghi, Salò, ETR, 1992, pp. 262-263. ISBN 88-85068-16-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]