Tragopogon porrifolius

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Tragopogon porrifolius (Scorzonera bianca)
Salsifis2.jpg
Tragopogon porrifolius
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnioliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Scorzonerinae
Genere ''Tragopogon''
Specie ''T. porrifolium''
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Scorzonerinae
Nomenclatura binomiale
''Tragopogon porrifolius''
L, 1753

La Scorzonera bianca o Scorzobianca è una pianta erbacea della famiglia delle Asteracee, del genere Tragopogon (dal greco: barba di capra), coltivata per la sua radice carnosa, ricca di inulina. Il termine è usato per descrivere anche la radice stessa, usata come verdura da consumare cotta.

La pianta deriva il suo nome comune di "Scorzonera" da una pianta avente tale nome (Scorzonera hispanica): l'epiteto bianca deriva dal fatto che la Scorzonera hispanica ha invece una radice con epidermide scurissima, quasi nera. Le due specie, pur appartenendo alla stessa famiglia, sono alquanto diverse e sono accomunate solo dal fatto di avere ambedue radici commestibili.

È una pianta biennale, che raggiunge altezze di un metro, con foglie strette molto allungate di colore verde-grigio. I fiori sono capolini, singoli a fiori violetti. L'involucro, che porta da 5 a 12 brattee unite alla base, è vistosamente sporgente rispetto ai fiori.

I frutti sono degli acheni allungati con una sporgenza a forma di becco, con un ciuffo di peli piumosi.

La radice a fittone (come quella della carota) è carnosa, liscia, di colore bianco-avorio, lunga una ventina di centimetri.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La pianta è originaria dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia minore.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

La pianta preferisce suoli profondi soffici e freschi ed è seminata in primavera da marzo a maggio. La raccolta è tardo autunnale-invernale, dopo circa sette-otto mesi di coltivazione.

Per tale tipo di coltivazione (in parte autunnale ed invernale) è necessario un clima mediterraneo temperato.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Le radici hanno un sapore delicato e leggermente dolce, effetto dovuto all'inulina; possono essere cucinate semplicemente bollite e condite con varie salse, ovvero impanate e fritte.

Le foglie di piantine giovani possono essere consumare crude in insalata, o bollite.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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