Trachypithecus auratus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Presbite di Giava
Stavenn Trachypithecus auratus 01.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Cercopithecoidea
Famiglia Cercopithecidae
Sottofamiglia Colobinae
Genere Trachypithecus
Specie T. auratus
Nomenclatura binomiale
Trachypithecus auratus
É. Geoffroy, 1812
Sinonimi

Trachypithecus kohlbruggei, Trachypithecus maurus, Trachypithecus pyrrhus, Trachypithecus sondaicus, Trachypithecus stresemanni

Il presbite di Giava (Trachypithecus auratus É. Geoffroy, 1812) noto anche come presbite color ebano o budeng, è una scimmia del Vecchio Mondo appartenente alla sottofamiglia dei Colobini[1]. Vive solamente sull'isola di Giava, ma anche in alcune isole indonesiane circostanti. Va ricordato che con il nome comune presbite dorato viene indicata una specie diversa (Trachypithecus geei).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Generalmente è di colore nero lucido, con le zampe, i fianchi e le «basette» brunastri[2]. Il termine latino auratus che compare nel suo nome scientifico significa «dorato», e si riferisce ad alcuni rari esemplari dalla colorazione insolita.
Come in tutti i presbiti, la coda di questa specie è molto lunga: può raggiungere gli 87 cm di lunghezza, mentre il corpo è di soli 55 cm[3]. Le due sottospecie di questo presbite sono abbastanza simili nell'aspetto, ma sono separate geograficamente; sia i maschi che le femmine sono di colore nero lucido, nonostante queste ultime abbiano una chiazza di pelo bianco giallastro sulla regione pubica. I piccoli di entrambe le sottospecie sono di colore arancio[4]. La sottospecie nominale, Trachypithecus auratus auratus, include inoltre una rara razza che da adulta non perde la colorazione giovanile: il suo mantello si fa più scuro molto lentamente ed ha i fianchi, gli arti e la zona intorno alle orecchie di colore giallo, anche se il dorso è nero[2].

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Il presbite di Giava vive nelle aree interne e periferiche delle foreste pluviali[2].

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Questo primate è un animale diurno e arboricolo[2]. La sua dieta è prevalentemente erbivora, dal momento che si nutre di foglie, frutta, fiori e boccioli, nonostante mangi anche larve d'insetti. Come altri Colobini, ha evoluto uno stomaco specializzato in grado di digerire più efficacemente la materia vegetale[3]. Ha inoltre ghiandole salivari più grandi che gli permettono di sminuzzare meglio il cibo[2].

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Come altri presbiti, anche quello di Giava è un animale sociale; vive in gruppi di circa sette esemplari, guidati da uno o due maschi adulti[2]. Sebbene si prendano cura dei figli delle altre come del proprio piccolo, le femmine adulte sono molto aggressive nei confronti di quelle di altri gruppi. La colorazione brillante dei piccoli potrebbe avvertire le femmine della loro presenza e garantire loro di essere individuati e protetti[3][2]. In questa specie non vi è una stagione degli amori ben definita e le femmine danno alla luce un solo piccolo per volta[2].

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Se ne riconoscono due sottospecie:

  • Presbite color ebano splendente o presbite di Giava orientale, Trachypithecus auratus auratus
  • Presbite di Giava occidentale, Trachypithecus auratus mauritius

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La lista rossa dell'IUCN classifica questa specie come vulnerabile[5].

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Colin Groves, Trachypithecus auratus in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b c d e f g h Primate Fact Sheets, 15 ottobre 2003. URL consultato il gennaio 2004.
  3. ^ a b c D. Macdonald, The New Encyclopedia of Mammals, Oxford, Oxford University Press, 2001.
  4. ^ N. Rowe, The Pictorial Guide to the living Primates, East Hampton, New York, Pogonias Press, 1996.
  5. ^ (EN) Nijman, V. & Supriatna, J. 2008, Trachypithecus auratus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi