Trümmerliteratur

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Trümmerliteratur, cioè "letteratura delle macerie", è un movimento letterario sviluppatosi in Germania immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale (1945-1950) grazie all’opera di un gruppo di scrittori che, dopo il buio del periodo nazista, vuole ridare nuova linfa alla cultura tedesca e costruirla direttamente sulle macerie, materiali e spirituali, che la guerra aveva lasciato dietro di sé.

Tra il 1933 e 1945 la letteratura tedesca si era sviluppata quasi esclusivamente all'estero (Exilliteratur) ad opera di quegli scrittori che avevano scelto la via dell'esilio per poter ancora pubblicare le proprie opere liberamente. Molti invece ripiegarono verso la cosiddetta emigrazione interna, che condusse, come nel caso di Bergengruen, ad una narrativa metastorica. Pertanto il 1945 rappresenta un punto di partenza, una sorta di Anno Zero, come recita il titolo di un famoso film di Roberto Rossellini, Germania Anno Zero.

La Trümmerliteratur è l'espressione di una generazione che ha conosciuto la guerra e che dalle sue macerie vuole ripartire, ma senza dimenticare. Il tema fondamentale che percorre come un filo rosso questa corrente artistica è proprio quello della guerra appena conclusa, nelle sue molteplici sfaccettature: la guerra vissuta dai civili, la guerra combattuta, la fame, la guerra finita e il dramma dei reduci. Scopo di questa letteratura è dare vita ad un nuovo realismo, in grado di narrare senza esprimere giudizi.

L'epoca della Trümmerliteratur è di breve durata: la si può collocare in un periodo di tempo che va dal '45 all'inizio degli anni '50. Non poteva essere altrimenti: all'inizio degli anni '50 la Germania ha già iniziato la propria ricostruzione. All'Ovest si percepiscono già i primi segni di una ripresa economica grazie anche agli aiuti americani, mentre l'Est viene sempre più inglobato nell'area di influenza sovietica.

Nonostante la sua breve durata, la Trümmerliteratur costituisce un momento fondamentale della cultura tedesca della seconda metà del Novecento, in quanto ha posto le basi per una rinascita culturale e per la formazione di una nuova generazione di intellettuali. Per molti di loro, l'esperienza della Trümmerliteratur è il punto di partenza della propria vicenda letteraria personale.

È significativo che, in una Germania già divisa in zone di influenza dagli alleati, la Trümmerliteratur accomuna scrittori sia dell'Est che dell'Ovest. Esiste cioè un bisogno profondo da parte della nuova classe intellettuale di dare nuova linfa alla cultura in lingua tedesca, indipendentemente dal proprio pensiero politico. Accanto a scrittori dell'Ovest, come il cattolico Heinrich Böll oppure Wolfgang Borchert troviamo così molte personalità che sposeranno l’ideale del socialismo reale e aderiranno al progetto politico della DDR. Ciò che più conta è la possibilità finalmente di dare voce alla letteratura tedesca in Germania.

Gli intellettuali non potevano ignorare il passato recente della storia tedesca, con esso bisognava fare i conti perché era parte integrante della vita e dell'identità di una intera generazione, esso rappresentava addirittura per molti l'unica realtà possibile: chi era nato e cresciuto durante la guerra faticava a trovare il proprio posto nella Germania post-nazista. È soprattutto il dramma dei reduci, che tornano dalla guerra e non trovano più nulla, né la loro casa, né la loro famiglia né quell'universo di valori che erano dei punti fissi di riferimento e che la guerra aveva spazzato via. Il reduce protagonista del radiodramma di Wolfang Borchert, Draußen vor der Tür (Fuori, davanti alla porta), è l'emblema di una generazione che nel '45 si trova a vivere in un limbo tra un passato costituito dall'orrore della guerra e un futuro era spaventoso perché incerto. Ma accanto a questo reduce potremmo collocare una lunga serie di personaggi, nati dalla penna di Heinrich Böll, che non riescono a trovare il proprio posto e la propria identità nella società del dopoguerra perché vivono dolorosamente sospesi tra un passato finito per sempre e un futuro che si affaccia veloce al progresso occidentale ma che non offre più valori stabili in cui credere.

La rievocazione drammatica del passato si attua nel segno di una rottura con stili e generi della letteratura precedente al '45. La nuova generazione di intellettuali non si riconosce più nei modi e nei temi dell'epoca borghese, essi erano specchio di una società che non esisteva più. In questo senso si vuole operare una vera e propria rottura con il passato che trova spazio sulle pagine della rivista Der Ruf, una sorta di organo ufficiale del Gruppe 47. Fondato da Hans Werner Richter e Alfred Andersch con lo scopo di definire le linee guida della nuova letteratura tedesca nel segno dell'impegno per la ricostituzione di una Germania democratica e socialista, il Gruppe 47 raccoglie attorno a sé i maggiori esponenti della nuova letteratura tedesca, da Günter Eich a Wolfdietrich Schnurre, da Ilse Aichinger all'austriaca Ingeborg Bachmann, da Heinrich Böll a Sigfried Lenz. L'esperienza del Gruppe 47 prosegue per circa 20 anni e anche dopo l'esaurirsi dei temi e dello stile della Trümmerliteratur raduna scrittori importanti, come Günter Grass, Hans Magnus Enzensberger, Peter Weiss e molti altri.

La rottura con le forme e gli stili della prima metà del Novecento si concretizza in due generi letterari che sono tipici dell'esperienza della Trümmerliteratur: la Kurzgeschichte, cioè il racconto breve, e l'Hörspiel o radiodramma. Quest'ultimo utilizza il nuovo mezzo radiofonico per diffondere la cultura anche a favore di coloro che non acquistano libri o si recano a teatro. La Kurzgeschichte guarda alle short stories americane e trova larga utilizzo per via della sua brevità e concisione: la vicenda narrata non ha introduzione, il lettore si trova subito nel cuore della materia narrativa e spesso anche il finale è aperto. Eliminando il filtro introduttivo e conclusivo lo scrittore si sforza di fotografare la realtà nella maniera più oggettiva possibile, senza esprimere il proprio punto di vista perché scopo della letteratura è un nuovo realismo che, pur lasciando spazio sufficiente all'approfondimento della psicologia dei personaggi, lascia al lettore il giudizio finale. Per questo motivo, Wolfgang Weyrauch conia il termine Kahlschlagliteratur, cioè letteratura del disboscamento, riferendosi in maniera programmatica al linguaggio e allo stile della nuova narrativa, ripulita (disboscata, dunque) da fronzoli e sentimentalismi per lasciare spazio ad un realismo nudo ed aspro.

Scrittori e opere di rilievo[modifica | modifica sorgente]