Toyotomi Hideyoshi

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Ritratto del 1601

Hideyoshi Toyotomi (豐臣秀吉 o 豊臣秀吉?) (Nagoya, 2 febbraio 1536Castello Fushimi, 18 settembre 1598) è stato un militare giapponese. Fu famoso samurai e daimyō del periodo Sengoku, fondò il Clan Toyotomi e riunificò il Giappone, succedendo al suo precedente signore Oda Nobunaga. È conosciuto anche per l'invasione della Corea. Durante il suo periodo iniziò molte modifiche culturali, tra cui la restrizione legale che permetteva ai soli membri della classe dei samurai di portare armi.

Il periodo del suo governo viene spesso detto periodo Momoyama, dal nome del castello di Toyotomi. Durò dal 1582 fino alla sua morte nel 1598 o (secondo alcuni studiosi) fino a che Tokugawa Ieyasu non assunse il potere dopo la Battaglia di Sekigahara nel 1600. Nella storiografia tradizionale giapponese, comunque, si preferisce in genere indicare l'epoca di Oda Nobunaga e di Toyotomi come un unico periodo, che prende il nome di periodo Azuchi-Momoyama.

Ascesa al potere[modifica | modifica sorgente]

100 Aspetti della Luna #7, di Tsukioka Yoshitoshi: "Luna della Montagna Inaba" il giovane Toyotomi Hideyoshi guida un piccolo gruppo all'assalto del castello sulla montagna di Inaba; 1885, 12º mese

Toyotomi Hideyoshi nacque in quello che è ora il quartiere Nakamura di Nagoya nella provincia di Owari, sede del clan Oda. Si hanno davvero poche notizie certe riguardo alla vita di questo personaggio nel periodo precedente al 1570, periodo in cui è testimoniata la sua presenza in diverse lettere e documenti ufficiali; la sua autobiografia ha inizio dal 1577 ma della sua infanzia e della sua giovinezza parla ben poco. Di certo sappiamo che non nacque da nobile lignaggio bensì da un umile guerriero di nome Yaemon e a causa delle umili circostanze della sua nascita non ebbe cognome. In gioventù il suo nome fu Hiyoshimaru (日吉丸?), sebbene ci siano alcune variazioni. Secondo Maeda Toshiie ed un missionario europeo chiamato Luis Frois, era polidattilo - possedeva due pollici sulla mano destra e non si tagliò il pollice extra come altri giapponesi del suo periodo avrebbero fatto. Da giovane si unì prima al clan Imagawa come servo del governante locale Matsushita, con il nome di Kinoshita Tōkichirō (木下藤吉郎?).

Successivamente si uni al clan Oda come servo, ma si fece notare per le sue capacità e salì rapidamente di grado diventando uno dei principali generali di Oda Nobunaga assumendo infine il nome Hashiba Hideyoshi (羽柴秀吉?), dove "Hashiba" è ottenuto unendo due caratteri, ognuno preso dal nome di due altri uomini di fiducia di Oda, Niwa Nagahide e Shibata Katsuie.

Alcune delle sue imprese al servizio di Oda Nobunaga, molte delle quali vennero ingigantite e romanticizzate, includono la leggendaria costruzione in una notte del Castello di Sunomata, il suo incontro con Takenaka Shigenaru e l'assedio del Castello di Takamatsu.

In seguito alla morte improvvisa di Oda Nobunaga e del suo figlio maggiore, Oda Nobutada per mano di Akechi Mitsuhide nel 1582 Hashiba sconfisse Akechi nella Battaglia di Yamazaki insediandosi come successore de facto del governo militare di Oda.

All'Incontro di Kiyosu per decidere il successore de jure di Oda, Hashiba isolò il candidato apparente Oda Nobutaka ed il suo sostenitore, il generale capo del clan Oda, Shibata Katsuie, supportando il giovane figlio di Nobutada, Oda Hidenobu. Riuscendo ad ottenere il sostegno di due altri anziani del clan Oda, Niwa Nagahide e Ikeda Itsuoki Hashiba riuscì a rinsaldare la posizione di Hidenobu, così come la sua propria influenza nel clan Oda. La tensione tra Shibata e Hashiba aumentò rapidamente e l'anno successivo nella Battaglia di Shizugatake Hashiba distrusse le forze di Shibata consolidando i proprio potere e assorbendo sotto il suo controllo la maggior parte del clan Oda.

Comunque l'altro figlio di Nobunaga, Oda Nobukatsu rimase ostile a Hashiba e si alleò con Tokugawa Ieyasu. Le due fazioni si scontrarono nell'inconcludente Battaglia di Komaki-Nagakute. La situazione rimase in stallo, nonostante le forze di Hashiba avessero ricevuto un colpo pesante. Infine Hashiba fece pace con Nobukatsu, eliminando ogni pretesto per la guerra tra i clan Tokugawa e Hashiba. Tokugawa infine si sottomise a Hashiba divenendone un vassallo.

D'altra parte Hashiba voleva il titolo di shogun perché questo era considerato il titolo del governante reale del Giappone. Comunque l'Imperatore non poteva conferirlo a qualcuno dalla discendenza così umile come quella di Hideyoshi. Hashiba cercò essere accettato come figlio adottivo dall'ultimo Shogun Muromachi, Ashikaga Yoshiaki, ma questo rifiutò. Incapace di assumere il titolo di shogun assunse nel 1585 la posizione di reggente (kanpaku), fino ad allora sempre appartenuta ai Fujiwara, ed in quello stesso periodo sposò Yodogimi, che gli avrebbe dato un figlio. Nel 1596, ricevette formalmente il nome di Toyotomi dalla corte imperiale.

Successivamente Toyotomi soggiogò la provincia di Kii e conquistò Shikoku dal clan Chosokabe. Prese anche il controllo della Etchu e conquistò il Kyūshū. Nel 1587 Toyotomi emise un'ordinanza che bandiva i missionari cristiani dal Kyūshū, per mantenere un maggiore controllo sui daimyō cristiani. Nel 1588 Toyotomi iniziò una caccia alle spade e proibì alle persone comuni di possedere armi. Queste misure fermarono effettivamente le rivolte contadine ed assicurarono una maggiore stabilità, a spese della libertà individuale. Con l'assedio di Odawara contro il Tardo clan Hōjō nel Kantō, conquistò l'ultima sacca di resistenza alla sua autorità e pose fine al periodo Sengoku.

L'anno dopo, nel 1591 Toyotomi abdicò dalla carica di kampaku ed assume il titolo di taiko (reggente ritirato). Il suo figlio adottivo, Hidetsugu (in realtà suo nipote) gli successe come kampaku.

Prima di assumere il controllo del Giappone Toyotomi Hideyoshi tenne un atteggiamento diplomatico amichevole nei confronti della Dinastia Ming ed aiutò il governo cinese a combattere i pirati wako giapponesi lungo le coste del Mar Giallo, mare Cinese del Sud e di Taiwan. Ma una volta assicuratosi il controllo della nazione iniziò la Battaglia di Bunroku per annettersi la Corea. Nell'aprile 1592 i suoi generali invasero la Corea. Nel giro di un mese i giapponesi controllavano praticamente l'intero paese. Comunque molto presto il popolo coreano si ribellò con l'aiuto della Dinastia Ming. La resistenza condotta da Yi Sun Sin forzò l'esercito giapponese a ritirarsi dalla Corea nel dicembre 1592.

Insoddisfatto Toyotomi ritentò nel 1596 di invadere la Corea con la battaglia di Keicho. Questa volta i giapponesi incontrarono una ben preparata difesa congiunta coreano-cinese ed infine dovettero arrendersi. L'invasione della Corea diede vita ad un'eredità di mutua inimicizia tra la Corea ed il Giappone. Quasi un terzo dell'esercito giapponese di 150.000 uomini morì nel solo inverno del 1592, ma non abbandonarono Seul che nel 1593 dopo averla incendiata e rasa al suolo. Durante la seconda invasione ordinò ai suoi generali di uccidere tutti quelli che resistevano alle truppe giapponesi, donne e bambini inclusi, e di tagliare loro i nasi, di cui Toyotomi collezionò decine di migliaia in una grande pila conosciuta oggi con il nome ingannevole di "Tumulo delle Orecchie", situata vicina al suo Mausoleo, l'Hokoku-byo nel tempio Hokoku in Kyōto.

Il 9 dicembre 1596 vennero arrestati sei francescani, tre gesuiti e 17 fedeli giapponesi (nel gruppo c'erano pure tre giovani di 11, 13 e 14 anni) tra cui Paolo Miki, che furono crocifissi sulla collina di Nagasaki il 5 febbraio 1597.

Nel 1598 alla sua morte l'armata giapponese si ritirò e le battaglie terminarono. L'ammiraglio Yi Soon Sin inseguì la flotta giapponese in ritirata e nello scontro finale della guerra metà della restante flotta giapponese venne affondata o comunque non fece ritorno. La futile guerra servì solo ad indebolire i clan fedeli a Toyotomi. In seguito alla sua morte gli altri membri del Consiglio dei cinque reggenti non riuscirono a tenere sotto controllo le ambizioni di Tokugawa Ieyasu. Il figlio minorenne e successore designato Toyotomi Hideyori perse ogni rivendicazione al potere detenuto dal padre e Tokugawa Ieyasu venne dichiarato Shogun in seguito alla battaglia di Sekigahara.

Eredità culturale[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Osaka ricostruito dopo la seconda guerra mondiale

Toyotomi Hideyoshi continuò e iniziò diverse riforme che ebbero un impatto duraturo sulla società giapponese. Una delle riforme più importanti fu il disarmo delle classi contadine, già iniziato da Nobunaga; durante l'epoca Sengoku, infatti, le continue guerre avevano spinto molti contadini a imbracciare le armi e diversi samurai a ritirarsi nei campi. Hideyoshi differenziò le caste per legge, e proibì a tutti i non samurai il porto d'armi, consolidando un sistema sociale che sarebbe rimasto in vigore per i successivi 300 anni. Inoltre, ordinò un censimento della popolazione giapponese, e proibì la libera circolazione delle persone, che dovevano restare nell'han in cui erano registrati a meno di non ricevere un permesso ufficiale; in questo modo fu ad esempio possibile isolare fenomeni come il banditismo. Il censimento riguardò anche le terre, e questo permise un migliore utilizzo delle risorse disponibili.

Nel 1588 Toyotomi abolì effettivamente la schiavitù vietando la vendita di schiavi. Il lavoro contrattuale e sotto apprendistato sostituirono la schiavitù[senza fonte].

Nel 1590 Hideyoshi completò la costruzione del castello di Ōsaka, il più grande e maestoso del Paese, dal quale era possibile tenere sotto controllo le vie occidentali verso Kyoto.

Il contributo di Hideyoshi alla cultura giapponese non fu però solo militare e amministrativo; come Nobunaga prima di lui, spese tempo e denaro nella cerimonia del tè, collezionando suppellettili, sponsorizzando sontuosi eventi dell'alta società, e patrocinando i maestri più acclamati; con il crescere dell'interesse della classe governante nei confronti della cerimonia del tè crebbe anche la domanda di suppellettili di ceramica, perciò durante la campagna di Corea vennero confiscate numerose ceramiche e molti artigiani coreani vennero costretti a trasferirsi in Giappone[1]. Ispirato dal Kinkaku-ji (padiglione d'oro) di Kyōto, fece costruire una favolosa sala da tè portatile, rivestita di lamine d'oro e arredata all'interno con garze rosse, e nota perciò come kigame no zashiki ("camera dorata") o ōgon no chashitsu (黄金の茶室?); la portava con sé dovunque andava, e vi praticava la cerimonia del tè, dimostrando la sua potenza e la sua raffinatezza.

Il tempio shintoista di Toyokuni (Kyōto), dedicato a Hideyoshi

Politicamente instaurò un sistema governativo che bilanciava i daimyō più potenti; venne creato un consiglio, che includeva i signori della guerra più influenti, e designò un reggente a capo di essi. Questa struttura somigliava in qualche modo al parlamento di un governo democratico, con il suo presidente. Al momento della sua morte, Hideyoshi aveva sperato di aver impostato un sistema sufficientemente stabile da sopravvivere fino a che suo figlio fosse in grado di succedergli, e per impedire che un solo reggente potesse esautorare la sua autorità nominò un consiglio dei cinque reggenti composto dai daimyō più potenti. Tuttavia in seguito alla morte di Maeda Toshiie, Tokugawa Ieyasu iniziò a stringere alleanze, inclusi matrimoni politici (che erano stati proibiti da Hideyoshi), finché non si arrivò ad uno scontro aperto tra le fazioni fedeli ai Toyotomi contro quelle fedeli ai Tokugawa, nella battaglia di Sekigahara, vinta dai Tokugawa, che ricevette il titolo di Seii Taishōgun che era stato negato a Hideyoshi. Ieyasu riconobbe la saggezza di Hideyoshi e mantenne in vigore la gran parte dei suoi decreti, costruendovi anzi sopra il proprio Shogunato.

Essendo la vita di Toyotomi soggetto di molte speculazioni e racconti, questa viene frequentemente usata come fonte di ispirazione per opere di narrativa, film e videogiochi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (JA) Takeuchi Rizō, Nihonshi shōjiten, Tōkyō, Kadokawa shoten, 1985, pp. 274-275.

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