Tour della Nazionale di rugby a 15 della Nuova Zelanda 1979

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Nuova Zelanda
in tour 1979
Incontri del tour 1979
Capitano Graham Mourie
Destinazione Australia
G V N P
Totali 2 1 0 1
Test match 1 0 0 1
Avversari nei test match
Nazionale G V N P
Australia Australia 1 0 0 1
Incontri del tour 1979
Capitano Graham Mourie
Destinazione Europa
G V N P
Totali 11 10 0 1
Test match 2 2 0 0
Avversari nei test match
Nazionale G V N P
Scozia Scozia 1 0 0 0
Inghilterra Inghilterra 1 0 0 0


Nel 1979 gli All Blacks effettuarono due tour, uno a metà anno in Australia per disputare la Bledisloe Cup, e uno a fine anno in Europa, in cui furono previsti due test match contro Inghilterra e Scozia.

In tale occasione la squadra disputò anche il suo primo incontro in Italia, a Rovigo, come match finale del tour. Tuttavia la federazione neozelandese non concesse lo status di test all'incontro con la Nazionale italiana, e a differenza di quest'ultima non riconosce il cap internazionale ai giocatori che lo disputarono.

Il tour australiano fu breve, solo due incontri: uno contro la selezione B del Queensland, vinto 35-3 a Brisbane, e poi il test match valido per la Bledisloe Cup contro gli Wallabies a Sydney, perso 6-12.

Una fase di Italia - All Blacks XV a Rovigo

In Europa, a parte i test match e l'incontro con l'Italia, gli All Blacks incontrarono varie rappresentative regionali della federazione inglese e di quella scozzese; in uno di tali incontri, con la Northern Division, a Otley, i neozelandesi subìrono l'unica sconfitta del tour. La squadra inglese, capitanata da Bill Beaumont, inflisse agli All Blacks un 21-9 rimasto negli annali del rugby[1][2], tanto che 25 anni dopo tale vittoria, nel 2004, fu organizzata una convention celebrativa nella club house dell'Otley, al Cross Green[1].

I due test match contro Scozia e Inghilterra furono vinti, il primo abbastanza nettamente, il secondo di misura, tuttavia senza subire una meta. L'unica squadra nazionale capace di segnare una meta agli All Blacks fu l'Italia, nell'incontro di fine tour allo stadio Battaglini di Rovigo: quel giorno 14 000 spettatori si assieparono ai cancelli dell'impianto[3], più di quanti ne potesse contenere, tanto che fu deciso di ammettere allo stadio anche gli spettatori senza biglietto, che si sedettero sul terreno a bordo campo dietro ai cartelloni pubblicitari[4]. L'incontro, terminato nel primo tempo sul 15-6 per gli All Blacks, vide un ritorno azzurro che con Rino Francescato, a dieci minuti dalla fine, realizzò una meta — poi trasformata da Stefano Bettarello — che portò l'Italia fino al 12-18 che divenne poi il risultato finale[4].


Risultati del tour australiano[modifica | modifica wikitesto]

I test match[modifica | modifica wikitesto]

Sydney
28 luglio 1979
Australia Australia 12 – 6 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Cricket Ground (32 935 spett.)
Arbitro Australia R. G. Byers

Gli altri incontri[modifica | modifica wikitesto]


Risultati del tour europeo[modifica | modifica wikitesto]

I test match[modifica | modifica wikitesto]

Edimburgo
10 novembre 1979
Scozia Scozia 6 – 20 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Murrayfield (70 000 spett.)
Arbitro Inghilterra R. C. Quittenton

Londra
24 novembre 1979
Inghilterra Inghilterra 9 – 10 Nuova Zelanda Nuova Zelanda Twickenham (70 000 spett.)
Arbitro Scozia N.R. Sanson

Gli altri incontri[modifica | modifica wikitesto]










Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) TV screening of Otley's historic rugby day in Telegraph & Argus (Bradford), 16 settembre 2004. URL consultato il 5 aprile 2013.
  2. ^ (EN) Do you remember when… the North beat the mighty All Blacks? in The Observer, 5 novembre 2000. URL consultato il 5 aprile 2013.
  3. ^ Ravagnani, pag. 379
  4. ^ a b Cristiano Chiavegato, L’Italia fa vedere nero agli “All Black” in Stampa Sera, 29 novembre 1979. URL consultato l'11 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Ravagnani, Pierluigi Fadda, Rugby. Storia del Rugby Mondiale dalle origini a oggi, 2ª ed., Milano, Vallardi [1992], 2007, ISBN 88-87110-92-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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