Totòtruffa 62

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Totòtruffa 62
Totòtruffa 62 - Fontana di Trevi.jpg
Totò tratta la vendita della Fontana di Trevi
Titolo originale Tototruffa 62
Paese Italia
Anno 1961
Durata 106 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere commedia
Regia Camillo Mastrocinque
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Isidoro Broggi, Renato Libassi
Fotografia Mario Fioretti
Montaggio Gisa Radicchi Levi
Musiche Gianni Ferrio
Interpreti e personaggi
« Lei con quegli occhi mi spoglia... spogliatoio! »

Totòtruffa 62 è un film di Camillo Mastrocinque del 1961 con Totò e Nino Taranto

Indice

[modifica] Trama

Antonio (Totò) e Camillo (Nino Taranto) sono due ex trasformisti che vivono organizzando piccole truffe e continui raggiri e spesso riescono a sfuggire alla Legge grazie alla benevolenza del commissario Malvasia (Ernesto Calindri), ex compagno di scuola di Antonio.

Antonio impiega quasi tutti i suoi "guadagni" per pagare gli studi della figlia Diana che risiede in un importante collegio. La ragazza è all'oscuro della vera attività del padre, che le fa credere di essere invece un importante diplomatico sempre in giro per il mondo. Ma il destino ci mette lo zampino: Antonio truffa involontariamente il giovane figlio del commissario (fidanzatosi nel frattempo proprio con la figlia di lui), facendosi pagare per un posto di lavoro fittizio che poi, scoperta la paternità del giovane, dovrà per forza trovargli: lo sistemerà come ragioniere presso un equivoco garage, dove il giovane Malvasia finirà per essere coinvolto nei loschi affari del suo datore di lavoro ed arrestato. Tutto si risolverà per il meglio quando Antonio riceverà, all'improvviso ed inaspettatamente, una miliardaria eredità dall'America che gli permetterà di restituire il maltolto a tutti i suoi truffati, tranne il povero "contatore viaggiante", censitore di piccioni interpretato da Pietro De Vico, ed a garantire un futuro alla figlia, che convola a nozze con il figlio del suo amico commissario.


Fra le varie scene dove vengono rappresentate le varie "truffe" organizzate dai due, vendita della Fontana di Trevi a un credulone turista italo-americano (Ugo D'Alessio) è passata alla storia del cinema comico italiano. Tra le altre scene, da segnalare la finta installazione di un Vespasiano vicino ad un ristorante, camuffati da impiegati del Comune che poi desistono con una lauta mazzetta, o anche il travestimento da due ambasciatori di un piccolo stato africano che comunicano a un ignaro cittadino di essere in possesso di una ricca eredità di un fantomatico parente, per il cui disbrigo della pratica sono necessarie delle spese di cancelleria anticipate, fino agli stratagemmi utilizzati per allontanare il padrone di casa (Luigi Pavese tornato per esigere le tante mensilità arretrate. In questa scena, Totò si veste da donna, sedicente sorella del vero Antonio, e tenta di sedurre il malcapitato, salvo poi suscitare l'ira del marito, alias Camillo, siciliano e furente, che irrompe e lo fa scappare per la paura.

[modifica] Curiosità

All'interno del film si nota anche la presenza del cantante Wee Willie Harris e della sua band nel ruolo di loro stessi, un ingaggio singolare per un gruppo all'epoca molto famoso ed ammirato anche dai Beatles.

Nelle scene di canto la protagonista Estella Blain è doppiata da Anita Sol.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


Totò (1898 - 1967)
Totò.jpg
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