Totò all'inferno

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Totò all'inferno
Paese di produzione Italia
Anno 1955
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Camillo Mastrocinque
Soggetto Totò
Sceneggiatura Vittorio Metz, Lucio Fulci, Francesco Nelli, Mario Mangini, Italo Di Tuddo, Totò, Camillo Mastrocinque
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Gisa Radicchi Levi
Musiche Pippo Barzizza
Scenografia Alberto Boccianti
Costumi Gaia Romanini
Interpreti e personaggi

Totò all'inferno è un film del 1955 diretto da Camillo Mastrocinque. Fu il primo film di Totò diretto da Mastrocinque.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Antonio Marchi, ladruncolo depresso, tenta più volte il suicidio finché annega accidentalmente in un fiume e si ritrova all'inferno. Qui viene riconosciuto come reincarnazione di Marc'Antonio e viene spinto da Belfagor tra le braccia della bella Cleopatra, che fa parte del girone dei Lussuriosi per benevolenza del Diavolo, invece di trovarsi nel girone dei Violenti. L'incontro tra i due viene malvisto proprio da Satana, geloso della donna, così Totò, per sfuggire alla sua ira, scappa nuovamente sulla Terra, trovandosi coinvolto in vicende improbabili. Prima finisce in un gruppo di pseudo esistenzialisti, poi costretto a fare il rapinatore, a sposare una ragazza siamese e infine a fingersi pazzo. Alla fine delle sue peripezie ricade comunque negli inferi e ivi condannato ad una pena atroce, salvo poi risvegliarsi all'improvviso: il pover'uomo non era morto cadendo nel fiume ma era solamente rimasto intontito per la caduta.

Riferimenti all'opera di Dante e alla realtà italiana[modifica | modifica sorgente]

Dante e la sua Divina Commedia

L'ambiente dell'Oltretomba nel film è stato riadattato in maniera completamente napoletana. Quando Totò giunge all'Inferno si trova davanti alla figura oscura del traghettatore di anime Caronte, personaggio già presente nella mitologia greca, ma reso ancor più famoso da Dante Alighieri nel Canto III del suo Inferno. Giunto nell'Oltretomba vero e proprio, Totò si incontra con un amico, morto vent'anni prima, che gli spiega come vada la situazione nel Profondo Abisso. Come nella Divina Commedia di Dante, l'Inferno è suddiviso in gironi, cerchi e bolge e soprattutto vi è una netta separazione e differenza tra i dannati e diavoli delle bolge del Nord e quelli del Sud. E come nell'Italia dei tempi nostri l'odio tra i due gruppi è talmente grande che speso litigano tra loro, per non parlare delle risse che si creano durante la collocazione "in gironi" delle partite di calcio, afferma l'amico a Totò. Successivamente un'altra citazione del film è tratta dalla storia reale di Marco Antonio, soldato romano e della regina egiziana Cleopatra, amante di Giulio Cesare. Poco prima che Antonio facesse scoppiare la seconda guerra civile a Roma dopo quella di Pompeo e Cesare, Ottaviano gli assegnò il dominio dell'Egitto, ma questi si alleò con la regina contro Roma. Come dicono molte cronache e la tragedia stessa di Shakespeare, Antonio e Cleopatra divennero amanti lussuriosi, ma ciò non servì a fermare l'avanzata devastante di Ottaviano contro l'Egitto. Infatti Antonio e Cleopatra verranno sconfitti nella battaglia di Azio nel 31 a.C. e si uccideranno entrambi.

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