Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi

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Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi
Titolo originale Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi
Paese di produzione Italia
Anno 1960
Durata 92 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Mario Mattoli
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Isidoro Broggi, Renato Libassi
Fotografia Alvaro Mancori
Montaggio Gisa Radicchi Levi
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Alberto Boccianti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi è un film del 1960 con Totò e Aldo Fabrizi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Carlo, studente ad un passo dal diploma da geometra, e Gabriella, studentessa in un liceo linguistico, s'incontrano in una piscina dove il giovane nota la ragazza mentre nuota. Dopo il primo incontro, i due iniziano a frequentarsi per i mesi seguenti, finché Carlo, terminati gli studi e diplomatosi geometra, chiede alla ragazza di sposarlo, ottenendo da Gabriella una risposta affermativa.

Per i due promessi sposi arriva dunque il momento di comunicare la notizia alle rispettive famiglie.

Il padre di Gabriella, il Cav. Antonio Cocozza, titolare di una pasticceria in attività dal 1902, sembra accogliere la notizia con disappunto, ma in realtà teme solo di doversi scontrare con la moglie Matilde, così, capito che la figlia è davvero innamorata, con uno stratagemma riesce a estorcere alla severa consorte il consenso di nozze. A casa di Carlo, invece, la situazione si presenta diversa. Il padre di lui, il ragionier Giuseppe D'Amore, si mostra subito decisamente contrario alla questione, principalmente per motivi economici: il suo lavoro al Ministero non gli consente delle entrate tali da poter sostenere le spese di un matrimonio e, a parte tutto, l'uomo fa capire al figlio che, una volta ottenuto il diploma, avrebbe dovuto iniziare a contribuire anche lui alle spese della famiglia. Il ragazzo, molto devoto al padre, rinuncia allora alle nozze, comunicando la notizia a Gabriella e mandando su tutte le furie anche la famiglia di lei.

A smuovere il ragionier D'Amore ci penserà però la moglie Teresa che, mostrando al marito una vecchia lettera che lui le aveva dedicato perché suo padre, a suo tempo, non intendeva dare il consenso al loro matrimonio, lo convince a lasciar sposare i due innamorati. Carlo, avuto il consenso del padre, finalmente incontra il cavalier Cocozza che, nonostante avesse concordato con la moglie un fidanzamento di due anni prima delle nozze, accetta la richiesta del giovane per organizzare il matrimonio entro i successivi tre mesi.

Per il pranzo di fidanzamento, viene scelta una trattoria fuori città, in cui il Cavalier Cocozza e il Ragionier D'Amore fanno la reciproca conoscenza. Il padre di Carlo si mostra subito insofferente per dover pagare il pranzo di fidanzamento ove i Cocozza si presentano con tanto di nonno e zie al seguito. Dopo un gioviale brindisi di fine pranzo, D'Amore e Cocozza si appartano per discutere i dettagli del matrimonio. Superata la iniziale cordialità, i due entrano subito in conflitto, soprattutto a causa del Cavalier Cocozza che, avendo manie di grandezza, vuole organizzare un matrimonio decisamente sfarzoso, accollando quasi tutte le spese di rilievo (viaggio di nozze e appartamento dei ragazzi) sul ragioner D'Amore che, dal canto suo, non vorrebbe nemmeno spendere i soldi per comprarsi un vestito nuovo per la cerimonia. Dopo che Cocozza scambia (chissà quanto in buona fede) D'Amore per un ex tabaccaio ambulante, i due genitori rompono le trattative, gettando nello sconforto i promessi sposi.

Per sanare il conflitto tra i rispettivi padri e obbligarli a dare il loro consenso al matrimonio, Carlo e Gabriella organizzano allora una finta fuga d'amore, lasciando un messaggio d'addio alle rispettive famiglie. D'Amore viene a sapere la cosa proprio mentre stava chiedendo al suo capufficio, commendator La Sarda, la promozione, e, poco dopo il suo arrivo a casa, riceve la visita dei coniugi Cocozza, con tanto di aggressione del Cavaliere ai suoi danni. Messi alle strette da una telefonata dei figli (che convincono i genitori di essere alla Stazione pronti a partire), i due padri danno il consenso alle nozze e Cocozza riesce a trovare il modo di obbligare D'Amore a sobbarcarsi le spese per l'appartamento dei ragazzi.

Per non venire meno all'impegno preso, visto che le sue entrate non gli permettono di meglio, D'Amore entra in una cooperativa edilizia del suo ministero, ottenendo un appartamento più vicino all'aeroporto di Ciampino che a Roma, ed invita il futuro consuocero a visionarlo. Cocozza però contesta ogni singola cosa del nuovo appartamento (che in effetti è obiettivamente piccolo), creando nuove situazioni surreali tra i due e all'ennesima litigata che manda di nuovo a monte le nozze.

Per ricucire l'ennesimo strappo tra i due, le due famiglie fanno credere a entrambi che l'altro voglia scusarsi, combinando un incontro tra i due alla pasticceria Cocozza. Chiarito l'equivoco, Cocozza propone comunque a D'Amore le sue scuse, a patto che il ragioniere accetti di appoggiare la fornitura della "Colomba Cocozza", di sua produzione, presso il Ministero, facendo da garante; D'Amore all'inizio rifiuta per non dar soddisfazione al pasticcere, ma la sera stessa, ancora una volta grazie alla moglie Teresa, il ragioniere si lascia convincere.

Il martedì dopo Pasqua, al rientro in ufficio, il Commendator La Sarda convoca Cocozza e D'Amore. I due scoprono che, a causa delle colombe Cocozza, quasi tutto il personale del ministero è afflitto da coliche; Cocozza rivendica la genuinità del prodotto (in realtà preparato con delle fantomatiche uova bulgare, giunte via mare, come spiegato in precedenza dal Cavaliere a D'Amore) e obbliga il ragioniere a provarlo, mandando pure lui all'ospedale; le nozze a questo punto sembrano definitivamente compromesse.

Per risolvere la situazione, Carlo e Gabriella partecipano, con l'aiuto delle rispettive madri, a una trasmissione televisiva sui giovani d'oggi, durante la quale, di fronte a 12 milioni di telespettatori e ai loro padri, raccontano la loro storia rivelando anche la notizia, molto probabilmente non vera, di aspettare un figlio. Di fronte allo scandalo nazionale, i due acconsentono finalmente al sospirato matrimonio.

Il giorno delle nozze, Cocozza e D'Amore si accorgono di aver ricevuto dal sarto ognuno il vestito dell'altro e sono costretti ad un surreale scambio di vestiti in un taxi fuori dalla chiesa, che li porta all'ennesima litigata, durante la quale finalmente Cocozza (che, per tutta la storia, scambia il ragioniere per fantomatici personaggi conosciuti in passato) si ricorda dell'occasione in cui aveva realmente conosciuto D'Amore (ossia all'epoca del Ventennio, durante una sfilata in Via Dell'Impero, ove il ragioniere, a capo delle milizie fasciste, richiamò pubblicamente Cocozza durante la sfilata dei soldati). Decisi a interrompere le nozze, i due arrivano quando ormai i loro figli si son già sposati. Non potendo fare altro, i due ricominciano a battibeccare sul sagrato della chiesa, sotto la pioggia appena cominciata.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo strillone che si vede nel bar definito da Gabriella una Latteria è lo stesso che era strillone (probabilmente la sua vera professione) nel film Il conte Max con Alberto Sordi.
  • Il tassista che porta Fabrizi da Totò e che richiede 990 lire per la corsa era la controfigura di Totò in vari film in quanto era capace di fare le stesse mosse.

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