Totò, Peppino e i fuorilegge

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Totò, Peppino e i fuorilegge
Totò Peppino e i fuorilegge.JPG
La scena dell'invito a cena
Titolo originale Totò, Peppino e i fuorilegge
Paese Italia
Anno 1956
Durata 98 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere Commedia
Regia Camillo Mastrocinque
Soggetto Vittorio Metz
Sceneggiatura Edoardo Anton, Mario Amendola, Ruggero Maccari
Fotografia Mario Albertelli
Montaggio Gisa Radicchi Levi
Musiche Alessandro Cicognini
Interpreti e personaggi
Premi
« Signora, siete quasi vedova e lo sarete veramente se non portate staSSera stessa, al pozzo dei rosPPi, 5 milioni in contanti. Niente scherSi! Appena arrivate bendatevi la faccia che meno vi si vede e meglio è. Ignazio detto Il Torchio »
(La lettera minatoria scritta da Totò alla moglie, in combutta con Peppino, per spillarle denaro simulando un sequestro)

Totò, Peppino e i fuorilegge è un film commedia del 1956 diretto da Camillo Mastrocinque con protagonisti Totò, Titina De Filippo, Dorian Gray e Peppino De Filippo. Ennesima grande prova di affiatamento della coppia Totò/Peppino. Da ricordare anche le interpretazioni di Memmo Carotenuto nei panni del "Torchio" e di Titina de Filippo.

Indice

[modifica] Trama

Antonio (Totò), disoccupato di mezza età, ha sposato una donna ricca, Teresa (Titina de Filippo), che lo tiranneggia: egli vive in campagna con la moglie e con la seriosa figlia Valeria (Dorian Gray) ed è sempre senza un soldo in tasca. Valeria fa la conoscenza di Alberto (Franco Interlenghi), giovane giornalista, venuto in paese col proposito di avvicinare e intervistare il bandito Ignazio detto "Il Torchio" (Memmo Carotenuto), temuto in tutta la regione per le sue audaci imprese. Con la complicità di Peppino, il barbiere del paese, Totò fa credere alla moglie di esser stato sequestrato da Ignazio e induce così l'avara Teresa a versare cinque milioni per il suo riscatto. Il denaro viene sperperato in bagordi da Totò e Peppino, recatisi a Roma, dove vengono raggiunti da Valeria e Alberto, che hanno scoperto l'inganno; anche Teresa scopre lo stratagemma del marito, quando dalla televisione viene trasmessa una ripresa in un locale notturno, dove i due compari si danno alla pazza gioia. Finiti i denari, Totò ritorna al paese e dice alla moglie di essere sfuggito ai banditi; Valeria non fa in tempo ad avvertirlo cosicché l'uomo viene smascherato. Il giorno dopo Totò viene veramente catturato dagli uomini di Ignazio, il quale, saputo anch'egli del finto rapimento compiuto a suo nome, esige per lui un forte riscatto; Teresa però pensa che si tratti di un altro falso rapimento e non vuol dare un soldo. Valeria e Alberto, ormai fidanzati, architettano un piano per liberare Totò, recandosi da Ignazio nel suo covo e gli chiedono la libertà di Totò in cambio di un'intervista che renderà celebre il bandito. Ignazio accetta e Totò torna a casa. Dopo le nozze di Valeria e Alberto, Teresa caccia di casa il marito, intimandogli di non tornare finché non si sarà fatto una posizione. Totò, che non ha mai lavorato, si riduce a fare il "ragazzo" nella bottega di Peppino.

« Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! »
(Il brindisi che Totò "dedica" alla moglie nel night club di Roma in compagnia di Peppino e delle ballerine del locale)

[modifica] Curiosità

  • Questo film fu girato sulla scia del grandissimo successo di Totò, Peppino e... la malafemmina, che incassò una cifra astronomica. Il cast è quasi identico e in fondo la trama è abbastanza simile, con i due nostri eroi che sbarcano in una grande città e che si danno alla pazza gioia.
  • Peppino De Filippo con la sua interpretazione vinse il Nastro d'argento come miglior attore non protagonista nel 1957.
  • Dorian Gray in questo film parla, curiosamente, con due voci differenti: in poche sequenze (interni casa) evidentemente girate in presa diretta, ha la sua voce autentica, mentre in quasi tutte le altre scene è doppiata da Rosetta Calavetta.
  • La scena chiave del film, con Teresa (Titina De Filippo) che scopre l'inganno del marito grazie alla televisione, ha un celebre precedente. Il film in questione è "I figli del deserto" di William A. Seiter, del 1934. Protagonisti della commedia Stanlio & Ollio. Anche qui, le mogli scopriranno i mariti bugiardi grazie a un cinegiornale. Altro parallelo, l'epico lancio di piatti delle donne ai mariti ritorna nel film di Mastrocinque: la scena è evidentemente diversa, ma è il medesimo espediente cinematografico.
  • Il titolo originario era Totò a peso d'oro, ma visto il successo della precedente apparizione di Peppino, si decise di inserire anche il suo nome nel titolo, che così variò in quello tuttora conosciuto.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Totò (1898 - 1967)
Totò.jpg
cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti