Tossicologia forense

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La tossicologia forense è la branca della tossicologia a servizio delle scienze forensi.

Suo scopo principale è quello di applicare le metodiche analitiche a campioni biologici (tessuti) al fine di determinare la relazione causa-effetto tra la presenza di un veleno, o altra sostanza di interesse tossicologico, e un danno alla salute o la morte di una persona. Tali riscontri analitici possono costituire una prova importante in sede di processo penale per stabilire l'effettiva colpevolezza e reale intenzione di causare un danno fisico da parte dell'imputato.

Prassi analitica[modifica | modifica sorgente]

I campioni biologici studiati possono essere quelli ematici, l'urina, il fluido orale o le formazioni pilifere. Queste ultime sono analizzate quando il tempo trascorso tra ultima assunzione ed il prelievo è talmente prolungato, da rendere inutile l'analisi degli altri campioni biologici.

Prassi comune è anche il controllo dell'assunzione di alcool, droghe e altre sostanze da abuso allo scopo di evidenziare le eventuali alterazioni indotte del comportamento o delle prestazioni psicofisiche. In questo modo vengono svelati anche i casi di doping, di guida in stato di ebbrezza e l'uso di sostanze stupefacenti.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La tossicologia forense si sviluppò come disciplina scientifica negli anni 1800, grazie a Mathieu Orfila che nel 1814 pubblicò il primo approccio sistematico sulla natura chimica e fisiologica dei veleni (Trait'e des Poisons). Egli stesso ebbe un ruolo di esperto in molti processi per omicidio e divenne noto per aver applicato il test di Marsh nel processo a carico dell'avvelenatrice Marie Lafarge.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Curtis Klaassen, "Casarett And Doull's Toxicology: The Basic Science of Poisons", McGraw-Hill Professional, 7 ed., 2007, p.1241, ISBN 0071470514.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaillard, Y., Pepin, G., Testing hair for pharmaceuticals, J. Chromatogr. B 733 (1999) 231–246.
  • Henderson, G.L., Harkey, M.R., Jones, R.T., "Analysis of Hair for Cocaine", in (eds. Edward. J. Cone, Ph.D., Michael. J. Welch, Ph.D., and M. Beth Grigson Babecki, M.A.), "Hair Testing for Drugs of Abuse: International Research on Standards and Technology", 1995, p. 91-120. NIH Publication No. 95-3727.
  • Kintz, P., Bioanalytical procedures for detection of chemical agents in hair in the case of drug-facilitated crimes. Anal Bioanal Chem. 388, 7 (2007) 1467-74.
  • Nakahara, Y., Hair analysis for abused and therapeutic drugs, J. Chromatogr. B 733 (1999) 161–180.
  • Romolo, F.S., Rotolo, M.C., Palmi, I., Pacifici, R., Lopez, A., Optimized conditions for simultaneous determination of opiates, cocaine and benzoylecgonine in hair samples by GC-MS. Forensic Science International (2003), 138(1-3), 17-26.
  • Sachs, H. Kintz, P., Testing for drugs in hair. Critical review of chromatographic procedures since 1992, J. Chromatogr. B 713 (1998) 147–161.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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