Tortura dell'acqua

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La tortura dell'acqua era un sistema di tortura usato nel Medioevo e successivamente al tempo dell'Inquisizione durante gli interrogatori. L'accusato veniva disteso supino e legato ad un tavolo e quindi, tramite un imbuto, gli veniva fatta ingurgitare una grande quantità di acqua che gli faceva gonfiare lo stomaco. La vittima veniva poi fatta mettere a pancia sotto, in modo da aumentare il dolore e indurla alla confessione. Un'alternativa, consisteva nel percuotere con dei bastoni la vittima sull'addome, in modo da causare lacerazioni nei tessuti dello stomaco e consecutivamente di altri organi interni. Questa tecnica richiede un particolare tavolo, di cui un esemplare è esposto presso il Museo della tortura medievale a Praga assieme ad altri oggetti funzionali a scopi simili.

Waterboarding[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Waterboarding.

Questa forma di tortura non va confusa con il waterboarding, una tecnica consistente nel provocare una sorta di annegamento controllato: nel waterboarding, infatti, l'acqua non viene fatta ingerire ma viene versata sulla faccia, in modo da farla penetrare nelle vie respiratorie attraverso il naso.

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