Torre BBPR

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Coordinate: 45°04′36″N 7°40′05″E / 45.076667°N 7.668056°E45.076667; 7.668056

Torre BBPR
TorreBBPR 001.jpg
La Torre BBPR vista da piazza Statuto.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Torino
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1959
Inaugurazione 1961
Uso residenziale e commerciale
Altezza Tetto: circa 60 m
Piani 15
Ascensori 10
Realizzazione
Architetto B.B.P.R.: Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers
Proprietario Reale Mutua Assicurazioni
 

La Torre BBPR è un edificio di Torino ubicato nella centralissima piazza Statuto.
Rappresenta l'unico esempio piemontese di architettura post-razionalista di scuola milanese.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Edificato sull'area che ospitava la scomparsa stazione della tranvia Torino-Rivoli e altri edifici residenziali ottocenteschi distrutti nei bombardamenti della seconda guerra mondiale, il progetto fu commissionato nel 1959 dalla Reale Mutua Assicurazioni per realizzare un edificio a torre con destinazione mista e affidato al celebre Studio BBPR di Milano, medesimo autore della Torre Velasca.

Analogamente a quest'ultima, la Torre BBPR può essere correlata alla rivoluzione stilistica dell'epoca nota come "neoliberty", riconducibile alle variegate espressioni del brutalismo che ivi si contrappongono alla diffusa presenza Liberty delle immediate vicinanze (Cit Turin, San Donato), nonché al restante contesto prevalentemente barocco che caratterizza il capoluogo piemontese.

Caratteristiche progettuali[modifica | modifica sorgente]

Inaugurato nel 1961, l'edificio sorge in corrispondenza dell'asse di corso Francia[2] e si estende per tutto l'ampio isolato sino alla vicina via Cibrario.[3]

Il delicato tema dell'inserimento di un'architettura moderna nel contesto storico-architettonico torinese è stato affrontato proponendo una rielaborazione delle sue costanti caratteristiche: il portico sottostante, i mezzanini, i bovindi e il rivestimento in mattoni. La struttura è composta da quattro moduli di altezze differenti e si sviluppa complessivamente su tre lati, quasi completamente caratterizzati dall’alto portico sottostante che ospita i primi due piani fuori terra ad uso commerciale, con il relativo mezzanino.[4] La facciata è regolarmente scandita da pilastri in cemento armato che percorrono verticalmente i vari prospetti.
Questo elemento ricorrente non è presente invece nel prospetto della struttura di soli due piani che sovrasta i due varchi carrabili di via Cibrario. Essa, arretrata rispetto all’asse stradale, è caratterizzata da una finestratura "a nastro" ed è affiancata da un locale commerciale sormontato da un terrazzo.

Uno dei bovindi presenti sul prospetto laterale di corso Francia.
Vista del prospetto laterale di via Cibrario.

L'edificio, composto da più moduli, presenta ovunque una facciata che alterna il tipico rivestimento in mattone con posa "faccia a vista" al ritmo suggerito dai pilastri della struttura portante. Essi rappresentano la caratteristica comune più evidente con la Torre Velasca di Milano: le travature assumono un'inclinazione verso l’esterno corrispondenza del primo piano, anche se risultano essere meno aggettanti e oblique rispetto all'edificio milanese. Questa scelta conferisce un certo slancio al profilo dell’edificio che, in corrispondenza del piano sopra l'alto portico, esibisce una ricercata interpretazione del bow-window realizzata con un'intelaiatura in metallo brunito a tutt'altezza che ospita le ampie vetrate. Il tema del bow-window si ripete ininterrottamente su ciascun lato dell'edificio (ad esclusione del modulo basso di via Cibrario), intervallandosi regolarmente alle nervature oblique dei pilastri che si raccordano al prospetto superiore.
L’uniformità della facciata è altresì accentuata dalla regolarità della fitta finestratura che, su tutti prospetti principali, non presenta balconi aggettanti ma soltanto ringhiere, comprese quelle dei terrazzi interni che caratterizzano lo spigolo del corpo centrale della torre ma anche quelle dell’attico, del modulo longitudinale affacciato su corso Francia e del lungo loggiato del sesto piano. Quest'ultimo, percorrendo l’intera struttura, costituisce il principale elemento di connessione tra i moduli più bassi di corso Francia e via Cibrario con il corpo centrale della torre angolare che s’innalza per un totale di quindici piani, ospitando uffici e abitazioni private. Dei terrazzi aggettanti sono presenti unicamente sul prospetto retrostante della torre che si affaccia sull'ampia corte interna provvista di più rampe d'accesso ai piani interrati destinati alle autorimesse.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si può notare infatti l'evidente familiarità stilistica con la più celebre Torre Velasca di Milano, progettata dal medesimo studio di architetti.
  2. ^ Civici "2", "4" e "6".
  3. ^ Civico "1".
  4. ^ Il lato del portico affacciato su corso Francia si raccorda con l’attigua copertura che un tempo ospitava il capolinea della linea di filobus 36 e dove, fino al dopoguerra, sorgeva la stazione della tranvia Torino-Rivoli.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edificio per abitazioni e uffici in corso Francia a Torino in Casabella - Continuità, nº 232, Milano, Editoriale Domus, ottobre 1959, pp. 16-23.
  • Clarification from Milan, in «The Architectural Review», 755, gennaio, 1960, pp. 1-2.
  • Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Guida all’architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, p. 203.
  • Paolo Scrivano, Edificio per uffici e abitazioni in corso Francia, in Vera Comoli Mandracci, Carlo Olmo (a cura di), Guida di Torino, Allemandi, Torino 1999, p. 213
  • "aa. vv., Dizionario dell’architettura del XX secolo, Vol. I, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma 2003.
  • Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all’Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Umberto Allemandi & C., Torino 2008, pp. 302-304.
  • Studio Architetti BBPR, Tre Problemi di ambientamento: la Torre Velasca a Milano, un edificio per uffici e appartamenti a Torino, Casa Lurani a Milano, in Casabella continuità n. 232, ottobre 1959, pp. 4-8., 18-2382

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Immagini[modifica | modifica sorgente]