Torre

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Torri di San Gimignano
L'ottagonale campanile della Celeste Basilica di San Michele Arcangelo, Monte Sant'Angelo
Torre televisiva, Praga

La torre è un edificio caratterizzato dall'avere sviluppata in prevalenza la dimensione dell'altezza, la quale risulta decisamente maggiore rispetto a quelle della base.

Nella storia dell'architettura le torri hanno avuto in tutto il mondo un particolare rilievo, come elementi sia funzionali (di vedetta o di avvistamento, campanili, minareti, torri dell'orologio, torri del vento, ecc.) sia di prestigio (casatorre, torre gentilizia, ecc.), spesso fondendo in un unico elemento due o più caratteristiche di fruizione.

Evoluzione della funzione delle torri[modifica | modifica sorgente]

Le torri esistevano già nel mondo romano, come punti di osservazione strategici in corrispondenza dei tracciati di mura e fortificazioni.

Il periodo di maggior diffusione delle torri in Europa, però, è stato sicuramente il Medioevo, quando vennero sfruttate, grazie alle loro caratteristiche difensive, anche per esigenze abitative: le torri permettevano infatti a ciascuna famiglia di proteggersi dai nemici presenti nella città stessa (si pensi alle lotte tra guelfi e ghibellini), ricorrendo ad alcuni precisi accorgimenti. Prima di tutto, attraverso vani di accesso (in genere fori nel pavimento muniti di botole) rialzati, rispetto alla quota del piano campagna, a livelli abbastanza elevati da potervi accedere esclusivamente tramite scale a pioli, rimovibili all'occorrenza. Per lo stesso motivo difensivo esse erano munite di mura massicce e di finestre di dimensioni molto ridotte, specialmente ai piani inferiori, dove spesso erano nient'altro che piccole feritoie.

La tipologia più antica di torre medievale è quella a base circolare, probabilmente ispirata dalle torri inglobate nelle mura delle città romane, che trovò diffusione nel ravennate (soprattutto nei campanili). Essa è stata ripresa nelle torri con scale in muratura, ovvero nella doppia torre scalare che serviva a raggiungere i matronei di alcune cattedrali nord-europee. Nel periodo romanico si diffuse la tipologia a base quadrata o rettangolare, ma non mancano esempi di torri a base poligonale, come le otto torri a base ottagonale nei vertici del Castel del Monte, in Puglia.

Dettagli costruttivi[modifica | modifica sorgente]

Le torri a base circolare erano staticamente più affidabili, ma anche meno facili da costruire per la necessità di tagliare i conci (le pietre), livello dopo livello, con le facce interne inclinate, come quelle degli archi. Spesso le torri medievali presentavano un semplice accorgimento per rendere più confortevole la permanenza di uomini, per lunghi periodi, in cima a una torre. Tale soluzione consisteva nell'inserimento, al piano più alto, di ballatoi esterni in legno, che ampliavano la superficie utilizzabile.

Tali strutture, inizialmente alquanto precarie, ben presto furono imitate e trasformate in elementi architettonici strutturali aggettanti "a mensola" e di particolare pregio ornamentale (quali smerlature, finte o vere caditoie, ecc.) per torri in muratura anche al fine di conferire loro maggiore prestigio.

Evoluzione architettonica[modifica | modifica sorgente]

L'altezza della torre era metro della potenza e ricchezza della famiglia che vi abitava, quindi non mancavano le sfide a salire verso l'alto, che talvolta mettevano a rischio la statica degli edifici, con conseguenti crolli, non rari, a causa dell'eccessiva snellezza.
Fu questo uno dei motivi che portarono in tutta Italia alla graduale "scapitozzatura" (cioè demolizione dei piani più alti) delle torri a partire dalla fine del XII, anche per la crescente importanza delle istituzioni comunali, che fecero sentire la loro potenza vietando ai cittadini privati di costruire al di sopra del livello della torre del palazzo del governo comunale. Anche nei secoli successivi le torri vennero gradualmente abbandonate in favore dei più confortevoli palazzi, o inglobate in questi nuovi edifici. Fulmini, terremoti e altre calamità naturali decimarono ulteriormente le torri superstiti e ancora nell'Ottocento, nonostante il revival neoclassico (che si estese anche al neo-medioevale), si continuò sporadicamente ad abbattere torri nei centri storici delle città italiane per allargare strade, creare piazze dove non ce n'erano o, insomma, mettere in atto tutti quegli interventi urbanistici regolatori tipici del periodo positivista.

Un'eccezione unica nel panorama europeo è rappresentata dalla cittadina di San Gimignano in Toscana, piccolo borgo conservatosi fino ai giorni nostri senza aver sostanzialmente mutato il suo impianto medioevale, dove un gran numero di torri non ha subito alcuna scapitozzatura e, sebbene ridotte nel numero rispetto alle più di settanta delle quali ci è pervenuta traccia certa da quell'epoca, si ergono ancora in quattordici esemplari in tutta la loro altezza.

A Bologna ne sopravvivono una ventina, di cui la Torre degli Asinelli è l'unica perfettamente conservata oltre ad essere la più alta (97,20 mt). Ottimamente conservate sono la Torre Azzoguidi e la Torre Prendiparte.

La tipologia della torre venne del tutto abbandonata in epoca rinascimentale, ma talvolta ne vennero inglobate le suggestioni in edifici rimaneggiati, come nelle ville agresti, che iniziarono ad essere popolari proprio in quel periodo, dove talvolta si inglobava nel nuovo edificio una vecchia torretta fortificata (si veda per esempio la Villa La Petraia presso Firenze). Non mancarono durante i secoli successivi le torri costruite, ma furono casi molto isolati, e non per funzioni abitative, ma per rendere semmai visibili da lontano alcuni elementi come orologi. Dal punto di vista militare invece, le torri inserite, per esempio, nelle cinte murarie, divennero estremamente pericolose con le nuove armi da fuoco, che potevano farle rovinare verso la città con una sola palla di cannone, per cui vennero spesso smantellate e sostituite con bastioni e fortificazioni alla moderna.

Un vero e proprio revival delle torri come elemento ornamentale in alcune tipologie edilizie si ebbe durante l'Ottocento, quando la moda romantica del ritorno al passato fece sì che si tornassero ad usare anche in architettura stili propri di epoche precedenti.

Nell'architettura contemporanea e nell'edilizia viene definito "edificio a torre" o casa-torre un edificio, anche di tipo residenziale, particolarmente sviluppato in altezza. Negli anni del boom economico in Italia si usò definire grattacieli edifici a torre nel caso in cui la loro altezza risultasse particolarmente elevata soprattutto rispetto all'altezza media degli edifici presenti nel tessuto urbano circostante.

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