Torre (Svizzera)
| Torre frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Blenio | ||||
| Comune | Blenio | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°29′15″N 8°57′15″E / 46.4875°N 8.95417°ECoordinate: 46°29′15″N 8°57′15″E / 46.4875°N 8.95417°E | ||||
| Altitudine | 776 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 10,72 km² | ||||
| Abitanti | 290 (2000) | ||||
| Densità | 27,05 ab./km² | ||||
| Frazioni confinanti | Acquarossa, Malvaglia | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | Italiano | ||||
| Cod. postale | 6717 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5047 | ||||
| Localizzazione | |||||
Torre è un ex comune del Canton Ticino, che dal 22 ottobre 2006 con gli ex comuni di Aquila, Campo (Blenio), Ghirone, Olivone forma il nuovo comune di Blenio. Il villaggio è posto ad est del colle Grumascio che divide il fondovalle in due tronchi. Il toponimo di Torre è legato al castello di Curtero fatto erigere da Alcherio da Torre in seguito alla distruzione di quello di Serravalle avvenuta dopo la battaglia di Legnano del 1176.
Indice |
[modifica] Avvenimenti
Nel febbraio del 1182 venne siglato il patto tra i vallerani di Blenio, Leventina e Riviera contro il podestà locale Alcherio da Torre, residente nel castello di Serravalle nell'attuale comune di Semione[1].
Nel 1928 i comuni di Grumo (1920: 38 abitanti) e Torre (1920: 218 abitanti) sono stati stato aggregati in un solo comune denominato Torre.
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale aggregato a quello di Lottigna e di Aquila comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[2] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[3].
[modifica] Personalità
- Maestro Martino da Como, il più grande cuoco italiano del secolo XV attivo alla corte degli Sforza a Milano.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
- La chiesa parrocchiale di Santo Stefano[4] fondata nel 1301, con portico per la vicinanza[5].
- Nel cimitero, in un'area cintata spicca il sepolcro della famiglia Pagani, un tempietto circolare realizzato da Enea Tallone nel 1930 con bassorilievi dello scultore Fiorenzo Abbondio di Ascona.
- La cappella di San Francesco d'Assisi[6], sotto la strada che attraverso il paese, è un piccolo edificio; all'interno è coperto con volta a botte; le pareti sono coperte di affreschi tardogotici del 1455 attribuiti alla bottega di Cristoforo e Nicolao da Seregno. Sulla parete di fondo: la Crocifissione; sulla volta, la Majestas Domini circondata dai simboli dei quattro Evangelisti; sulla parete sinistra: affresco frammentario di San Francesco d'Assisi riceve le stigmate, e di fronte, San Bernardino da Siena.
- L'oratorio di San Salvatore[7] ad Ingerio, attestato nel 1430[8], nell'area del castello medievale di Curtero distrutto dopo il Patto di Torre del 1182 dai bleniesi e ai leventinesi, è una costruzione rettangolare con navata coperta da un tetto a capriate a vista e coro coperto con volta a crociera. Subì un restauro nel 1981. All'interno gli affreschi sono attribuiti alla bottega di Giovanni Battista Tarilli della fine del secolo XVI; nei pennacchi dell'arco trionfale: l'Annunciazione; sul piedritto destro: San giacomo maggiore e Sant'Apollonia; nell'intradosso i Profeti; sulla volta del coro, gli Evangelisti. Sulla parete di fondo: la Crocifissione con santi; sul lato destro: Gesù Cristo nell'orto del Getsemani, sul lato sinistro: San Rocco, San Sebastiano e Sant'Anna Metterza;
- l'oratorio della Beata Vergine delle Grazie[9] ad Ingerio è una costruzione a navata unica con coro poligonale e campanile a vela, eretta nel 1759 inglobando una cappella affrescata con la Madonna in trono dell'inizio del XVI secolo.
- L'oratorio di San Pietro da Verona martire[10] a Grumo, citato nel 1567, è un edificio barocco con coro poligonale. Restaurato di recente. Sulla parte di fondo: olio su tela raffigurante il Santo titolare.
[modifica] Edilizia civile
- La Villa Lina sotto la chiesa di Santo Stefano venne eretta dall'architetto Giuseppe Martinoli per Giuseppe Pagani nel 1897; gli ampliamenti successivi e la ristrutturazione interna degli anni 1926-1927 sono dell'architetto Giuseppe Bordonzotti di Croglio; la residenza in stile eclettico è ravvivata da aggetti, vistose mensole sottogronda e torretta in facciata; tra le costruzioni accessorie spicca la scuderia ora trasformata in casa d'abitazione.
- la Casetta patriziale sul prospetto ovest reca in facciata l'affresco con la Madonna in trono col Bambino, del XV secolo[11].
- La casa Baltera nel nucleo reca sulla facciata l'affresco della Madonna del Latte datato 1495[12].
- L'ex fabbrica di cioccolato Cima-Norma (edificio polifunzionale) presso il confine con Dangio, fondata dai fratelli Ernesto e Alfonso Cima nel 1903, alimentata da una centrale elettrica propria, passò nel 1913 a Giuseppe Pagani; il notevole complesso industriale sviluppatosi in più fasi, inglobando in parte edifici preesistenti, restò in attività dal 1915 al 1968.
- Una stalla sotto l'oratorio della beata Vergine delle Grazie ad Ingerio entro una nicchia reca l'affresco con la Madonna del Latte della fine del secolo XV.
- La casa Balestra a Grumo, in fondo alla piazzetta, reca in facciata l'affresco della Madonna del Latte della fine del XV secolo[13].
[modifica] Note
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 202 nota 5.
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Gilardoni, 1967, 572-574.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 218 nota 78, 234, 241.
- ^ Cappella di San Francesco d'Assisi - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Salvatore - Inventario dei beni culturali
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 241.
- ^ Oratorio della Beata Vergine delle Grazie - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Pietro martire - Inventario dei beni culturali
- ^ Madonna in trono - Inventario dei beni culturali
- ^ Affresco della madonna del Latte - Inventario dei beni culturali
- ^ Affresco della Madonna del Latte - Inventario dei beni culturali
[modifica] Bibliografia
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 282.
- Piero Bianconi, Arte in Blenio. Guida della valle, S.A. Grassi & Co. Bellinzona-Lugano 1944; Idem, Inventario delle cose d'arte e di antichità, I, S. A. Grassi & Co, Bellinzona 1948, 205-208.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 572-574.
- Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Torre, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 287-296.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 66, 67.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 81, 82, 88, 95, 96, 97, 98.
- Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Blenio
- Ufficio di statistica del Canton Ticino
- Elezioni comunali 2008
- Inventario delle vie di comunicazione: Torre
- Mappa geografica.
| Frazioni di Blenio | ||
|---|---|---|
| Aquila | Campo | Ghirone | Olivone | Torre | ||
| Blenio | Canton Ticino | Svizzera | ||